Eccoci, siamo alla vigilia del Conclave, e io sento il profumo di un’occasione epica, tipo quando trovi l’ultimo cornetto al pistacchio in pasticceria! Se solo riuscissi a intrufolarmi nella Cappella Sistina, magari spacciandomi per l’inviato speciale di Aldo Cazzullo, con la scusa di “controllare gli affreschi di Michelangelo per un documentario”, potrei giocarmi la partita della vita. Immaginate la scena: io, con il mio charme da outsider, che mi piazzo tra i cardinali e punto dritto al trono di Pietro. Altro che Sanremo, questo è il vero spettacolo!
Per diventare Papa, servono solo tre requisiti. Tre. E io sono un fuoriclasse in tutti:
Essere uomo. Check! Con una sensibilità femminile latente, questo è vero, ma ho la barba e sono un uomo al 100%. Magari con un pizzico di vibes da romcom, ma ci siamo.
Essere battezzato. Fatto! Anche se, con queste estati torride, credo di aver sudato via l’acqua santa anni fa. Però il certificato è lì, da qualche parte, tra le bollette e i ricordi di scuola. Battezzato e pronto a brillare.
Essere celibe. Qui sono un fenomeno. Ero celibe, questo è vero, ma ho trasformato l’astinenza in un’arte zen. Altro che celibato, io sono praticamente un monaco Jedi della castità! Il celibe ogni tanto ci prova, il casto è su un altro livello: puro, mistico, leggendario.
E il nome? Oh, ci ho pensato eccome. Avrei tanto voluto mantenere il mio vero nome, “Papa Rino” suona già iconico, no? Tipo un supereroe da fumetto, o un cantante pop che riempie gli stadi. Ma visto l'obbligo di scegliere un nome pontificale mi adeguerò. Mi chiamerei Umano I°. Perché, diciamocelo, l’umanità s’è persa per strada tra selfie, algoritmi e litigi su X. Serve un Papa che ricordi al mondo cosa significa essere umani. Papa Umano: non è solo un nome, è un mood.
E poi, ragazzi, preparatevi: rivoluzionerei la Chiesa come nessuno mai. Altro che riforme timide, io punto al botto! Per la comunione, via l’ostia, dentro gnocco fritto consacrato – croccante, unto al punto giusto, un miracolo per il palato. La Bibbia? La riscriverei da zero, trasformandola in un crossover epico tra Il Signore degli Anelli, Game of Thrones e Harry Potter. Tipo: Mosè davanti al Mar Rosso gridò: "Avada kedavra", e le acque si separarono. Mentre Sauron arrabbiato, perché non poteva muoversi dalla torre, gli urlò: Tesssoro, non te ne andare!", fico.
E nei Vangeli? Una chicca: Gesù aveva un fratello gemello, un certo Alberto Angela, che invece di fare miracoli spiegava la storia del mondo con quel suo tono ipnotico.
Ovviamente, so che i cardinali potrebbero non gradire e qualcuno potrebbe provare a farmi fuori (tipo in un thriller alla Dan Brown). Ma io sono pronto: con il mio carisma, un po’ di gnocco fritto e l’aiuto del gemello di Gesù, il mondo non sarà più lo stesso. Habemus Papam… Habemus Umano!














