L’altro ieri stavo camminando per strada, tornavo a casa, anzi no, andavo a pagare una multa per disco orario non rispettato (disco orario, prima di venire al nord non sapevo manco cosa fosse, qui se devi andare in un posto ci devi andare comunque per poco, sta proprio nelle convenzioni civili), insomma, andavo a pagare una multa dopo aver comprato il biglietto per un concerto, 60€ volate via in 10 minuti, poi dici non bestemmi.
Dicevo stavo camminando e ammirando il nuovo negozio di vestiti che sta aprendo lungo una via del centro e i negozi di frutta e verdura che alle 19.00 erano già chiusi e pure il macellaio lo era, qui al nord è tutto più comodo e pratico perchè è così, ma ti devi comunque sbrigare a fare le cose, non è come al sud che puoi prendere la vita come viene che tanto stanno tutti lì come te a godere del tempo che passa lento e le macellerie chiudono ad un orario indefinito che va dalle 21.00 alle 4.00 di mattina, così come i fruttivendoli che se son chiusi e fai un fischio dalla finestra scendono per prenderti il mazzetto di rucola per la pizza e magari ti regalano pure i fiori di zucca che sennò vanno a male.
Qui dicono che chiudono alle 19.30, ma se ti giri alle 19.10 e ti distrai questi son capaci che ti abbassano la serranda sui piedi.
Mi sto lamentando? Sì.
Stavo camminando e ad un tratto noto davanti il portone di un condominio una signora molto anziana, che si guardava in giro con aria di necessità, mi avvicino e lei mi chiede se gentilmente potevo aiutarla ad aprire il portone.
La chiave è quella con il nastro rosso e si gira al contrario, ma io non ci riesco
Prendo la chiave e in effetti la serratura è un tantino difettosa e mi è venuto in mente quando da piccola, quando facevo le elementari, tornavo a casa prima dei miei per pranzo e allora avevo le chiavi e anche le mie avevano un portachiavi rosso, ma io avevo 7 anni e aprire la porta era dura, aprivo il portone del palazzo, ma non quello di casa e allora mi mettevo seduta e aspettavo e da piccola non ero timida, ero praticamente terrorizzata dall’altra gente, insicurezza combattuta a colpi di traumi e forza di volontà, e quindi non chiedevo aiuto a nessuno e nessuno mi chiedeva come mai sostavo con lo zaino di scuola davanti la porta di casa mia, così capitava che quando non ce la facevo con le mie forze aspettavo i miei per un’ora seduta sul pianerottolo prima di entrare.
E lì mentre aprivo il portone alla signora dolcissima, mi son chiesta se poi davanti la porta di casa qualcuno l’avrebbe aiutata o se ce l’avrebbe fatta da sola ad entrare e se forse magari sarebbe stato il caso di farlo presente all’amministratore quel difetto della serratura.