Questo europeo ci ha regalato ben più di una vittoria. Ci ha dato uno spunto per riflettere. Infatti se accettare una vincita è facile, accettare una perdita non lo è altrettanto e questo vale per tutti, anche per chi per lavoro è abituato a fare delle sfide la sua quotidianità. E se da una parte abbiamo la Spagna (col suo CT) che pur dispiaciuta ha dimostrato una sportività incredibile, dall’altra abbiamo l’Inghilterra che ha mostrato il lato peggiore del calcio. Perché così tanya differenza nell’affrontare un fallimento? Questione di maturità. Questione di sportività. Questione di stabilità mentale. Scompensarsi per un fallimento, mostrare un gesto così antisportivo come il togliersi la medaglia e rifiutare un secondo posto, sostiene la logica del “o vinco o quel che ho fatto non vale niente”. Ricorda molto ciò che fanno i bimbi piccoli che, quando si accorgono che stanno perdendo, buttano tutto all’aria, protestano e dicono che non vale. E non è accettabile. Non è sportivo. È ciò che di più diseducativo possa passare come messaggio un atleta. Perché, diciamocelo, dispiace certo perdere una sfida. Ma la vita non finisce lì. E questo dobbiamo dirlo, chiaro e forte, come messaggio a tutti. Che si tratti di una partita di calcio, un festival internazionale canoro o un normalissimo colloquio di lavoro. Noi non siamo quel singolo fallimento. Anche se aimé ci tenevamo parecchio. Noi siamo molto molto di più. E, aimé, ancor più dopo una pandemia globale, avremmo dovuto impararlo bene. #psicotips #europei #italiainghilterra #sfide (presso Milano Marittima, Emilia-Romagna, Italy) https://www.instagram.com/p/CRPCxEyFE8K/?utm_medium=tumblr