3/5: Per quanto non consiglierei questo libro ad un professionista, il modo semplice in cui Nardone spiega alcune cose, non deve fare pensar

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3/5: Per quanto non consiglierei questo libro ad un professionista, il modo semplice in cui Nardone spiega alcune cose, non deve fare pensar
Per la serie "Libri consigliati della settimana", 3 Saggi di #giorgionardone e una stupenda raccolta di racconti horror scritta da #ChrisSaw . - La nobile arte della persuasione - Problem solving strategico - Psicotrappole Qui il professor Nardone ci accompagna nel nostro cammino verso la comprensione delle nostre trappole psicologiche, come risolvere i nostri problemi più comuni con strategie creative e non ordinarie e alla comprensione della persuasione. Poi c'è sempre quella raccolta di racconti horror che non potete perdere perché l'ho scritta io 😁. . . . #psicotrappole #lanobileartedellapersuasione #problemsolvingstrategico #libri #psicologia #horror #lapennaoscura #raccontidelterrore #letteraturahorror #narrativa #saggi #libridellasettimana #libripermigliorarsi #conoscenza https://www.instagram.com/p/CLcaZEUleNp/?igshid=m4jkuyl20pkh
Anche se può sembrare un controsenso, il fatto è che non desideriamo sempre avanzare. A volte ci sentiamo comodi nel luogo in cui ci troviamo, abbiamo paura dell’ignoto, preferiamo non muoverci. Ma non lo riconosciamo. E per impedirci di avanzare, ci trasformiamo nel nostro peggior nemico, ci poniamo il limite di proposito. A volte è la bassa autostima, altre volte è colpa dei nostri sensi di colpa che ci portano a pensare di non meritare l’amore e la gratificazione che ci offre la vita. In ogni caso diventiamo vittime di psicotrappole generate esclusivamente dal nostro inconscio che ci impediscono di condurre una vita serena.Tante volte la vita ci mette di fronte a situazioni che non vorremmo mai affrontare. Circostanze che ci fanno paura e mettono ansia e che decidiamo quindi di non fronteggiare; una scelta che, il più delle volte, però finisce per danneggiarci. In questo caso c’è un’unica e possibile psico-soluzione: smettere di evitare. L’ultima psico-trappola (che in realtà è la più comune ai giorni d’oggi) è quella di arrendersi alle prime difficoltà. Certo, la percezione di difficoltà varia da persona a persona, ma se oggettivamente molliamo il campo di battaglia dopo la prima sconfitta, sarà difficile poi riuscire a trovare il coraggio di ributtarsi. Basta rendersi conto che nessuno nasce vincente e che chi cede al primo ostacolo è poi destinato a sentirsi sempre più incapace.
LE SETTE PSICOTRAPPOLE DEL PENSARE ... ovvero le sofferenze che ci costruiamo da soli …
L’inganno delle aspettative – Soluzione: più che curare qui serve prevenire questa psicotrappola attraverso il non irrigidimento sulla nostra aspettativa come se fosse la migliore, ma osservando la realtà attraverso lo sguardo degli altri e non solo di chi ci stà vicino.
L’illusione della conoscenza definitiva – Soluzione: la pretesa del “sapere esatto” per dominare ogni aspetto dell’esistenza è veramente illusoria e, spesso, fonte di sofferenza. Ad esempio, nel campo della meteorologia, si può spiegare come si producono un fulmine o un uragano, ma non per questo possiamo prevederne o azzerarne gli effetti. Pertanto, anche se meno rassicurante di una “verità indiscutibile” è bene mantenere un “sano scetticismo”.
Il mito del ragionamento perfetto – Soluzione: se l’idea che “attraverso un ragionamento che rispetti i criteri della logica razionale si possano affrontare tutti i problemi e le difficiltà della vita” diventa una forma rigida e assoluta di analisi di ogni fenomeno, questo diventa un processo intellettivo del tutto patologico. Nardone porta come esempio alcune asserzioni di filosofi famosi del Novecento a conferma di questo: Georg Lichtenberg asseriva: “La fede cieca nella ragione instupidisce più di qualunque religione” / Nietzsche: “Tutto ciò che è assoluto appartiene alla patologia”. / Ludwig Wittgenstein insegna che “Nessuna spiegazione razionale o calcolo matematico può aiutarci quando amiamo qualcuno che non ci ama, oppure quando in preda alla paura ci comportiamo in modo irrazionale”. / Nardone stesso: “Il fatto di poterci ragionevolmente fidare dei dati secondo cui l’aereo è il mezzo di trasporto più sicuro non ci aiuta certo a superare la paura del volo”. Dove la logica non può essere applicata occorre saper andare oltre attraverso l’intelligenza, il “problem solving”, anche aiuti di tipo psicoterapeutico … in pratica seguendo “logiche differenti” che ci possano aiutare. La logica pura o restrittiva va applicata solo dove funziona”.
Lo sento quindi è – Soluzione: non è sufficiente intuire (sentire) ma occorre attivare anche la capacità di capire e l’agire – che si controllano e verificano vicendevolmente – onde evitare l’autoinganno. “Si tratta di usare la ragione e intuizione come contrappesi mentali, e la prova empirica come atto in grado di validare l’uno e l’altro” (Nardone)
Pensa positivo – Soluzione: il pensare positivo (la presunta capacità dell’uomo di influenzare positivamente il proprio destino mediante il pensiero ottimistico) se è inconsapevole produce un autoinganno e se è volontario, cioè consapevole, secondo Nardone e la sua esperienza di psicoterapeuta è poco efficace. Una aspettativa elevata rende bello il viaggio ma deludente l’arrivo, con possibili illusioni, delusioni, depressioni e così la paura, la rabbia o il dolore verrebbero esasperati anziché ridotti. Nardone vede dunque in “pensa positivo” una psicotrappola. Quel modo di pensare invece rafforza la fiducia nelle nostre capacità solo quando si hanno già dei successi. E’ un invito a restare nella realtà.
Coerenza ad ogni costo – Soluzione: il principio di coerenza cozza con quello di adattamento. “Quando la pretendiamo dagli altri o da noi stessi entriamo nel dominio della patologia travestita da virtù. La soluzione psicologica è imparare ad accettare le incoerenze altrui e quelle nostre ed evitare di elevarsi a inquisitori.
Sopravvalutare e/o sottovalutare – Soluzione: usare due pesi e due misure a seconda del soggetto che abiamo di fronte viene spiegato dai sociologi come un bisogno genetico di protezione di tutto ciò che ci è familiare (anche geneticamente) ma questa “giustificazione”, secondo Nardone, è fonte pericolosa di disastri e delitti. E se questa psicotrappola la applichiamo anche a noi stessi, gli effetti sono anche peggiori (ad esempio sopravvalutare i propri talenti inseguendo una carriera in cui non si avrà mai successo o, sottovalutare il proprio fisico di donna bellisssima convinta di avere difetti che si sottopone a ripetuti interventi di chirurgia estetica riducendosi a vero e proprio mostro). Artefici prima e vittime poi dell’autoinganno, il rimedio sta nel rivedere i nostri giudizi sulle persone e su noi stessi, cercando di comprendere chi ci sembra ostile o verificando anche che le persone a noi più care non mentano o siano esse stesse vittime dei nostri stessi autoinganni. La migliore soluzione è sospendere il nostro giudizio mettendo le persone in condizione di dimostrare il loro valore, al di là del nostro amore e dei nostri desideri, per evitare gli autoinganni più dolorosi.
(Concetti estratti dal libro PSICOTRAPPOLE, edito nell’ottobre 2013 da Ponte alle Grazie, di Giorgio Nardone, psicoterapeuta - ed adattati per questo blog, serviranno anche a meglio capire determinati segni grafologici o comportamenti umani. Chi di noi non è vittima di una qualche psicotrappola autocostruita? Diventarne coscienti può aiutarci a diventare migliori o a stare meglio, sicuramente, si tratta di un discorso sia individuale che sociale)
psico-trappola