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Non so da dove cominciare per spiegare che momento speciale questo è per me.
Le emozioni in generale non si definiscono, ma certe lasciano ammutoliti, con le dita a mezz’aria sulla tastiera pronti a scrivere senza sapere bene cosa.
Questo qui è il mio bambino, il primo libro che ho scritto, la prima cosa che ho concluso e realizzato esattamente così come l’avevo immaginata.
Nemmeno sapevo cosa fosse Hannibal TV quando è nato questo libro, eppure i temi all’interno sono proprio alcuni di quelli trattati nella serie che amo tanto e beh… Ecco perché la amo.
Scrivere questa storia mi ha fatto rinascere. L’ho conclusa e un paio di anni dopo ho conosciuto persone meravigliose all’interno di un Fandom che definire famiglia è un eufemismo. Ed è stato una specie di segno del destino, visto che proprio all’interno di questa famiglia ho trovato chi ha contribuito in modo esemplare al completamento dell’immagine che avevo di questo libro.
@wisesnail ha disegnato questa copertina che non è perfetta, di più. Era così nella mia testa quattro anni fa, quando ho scritto la frase nel libro che la descrive, e tale è uscita dalle mani di @wisesnail che non ringrazierò mai abbastanza.
Se mai doveste leggere questo racconto è inutile specificarvi che sarei qui pronta a rispondere a qualsiasi domanda o curiosità aveste in proposito.
Nel frattempo volevo condividere con voi la gioia di poter dire che dopo tanti anni una cosa per cui sentirmi immensamente fiera l’ho fatta anch’io.
English translation under the cut.
This is a very important moment for me and I can’t quite find the right words to describe it.
You can’t describe feelings, that’s true, some of them leave you speechless, in my case they leave me with my fingers ready to type but I’m not so sure what.
This is my baby, my first book, the first thing I finished and realized exactly as I wanted.
I didn’t even know what Hannibal TV was when I wrote this book, but some of the themes are the ones treated in the serie that we love so much. And that’s one reason why I loved it.
Writing this story made me reborn. I finished it and a couple of years later I met beautiful people inside a fandom that I instantly called a family. And it was fate that in this family I found the person who contributed spectacularly to complete the image I had of this book in my mind.
@Wisesnail drew this cover which is more than perfect. It was like that in my mind four years ago, when I wrote the lines that describe it, and so it came out from @wisesnail hands. I can’t thank her enough.
If you’ll ever read this book (it’s in Italian but who knows?) I’m here ready to talk about it in any way.
In the meantime I just wanted to share with you the happiness of saying that after so many years there’s just this thing done, this one, of which I’m really proud of.
Voglio scrivere questo post in italiano e scriverlo qui perché, sebbene sia qualcosa legato a Hannibal, il tema di base è molto personale e quindi qui ci sta bene. In più non so esprimermi con la stessa naturalezza in inglese, purtroppo, e spesso vengo fraintesa.
Non voglio spaventare nessun fan di Hannibal con le mie parole. Io parlo e basta.
E allo stesso modo non sono spaventata, siamo seri, è un telefilm. Il massimo che può fare è deludermi. Spaventarmi no, non è il termine esatto.
Ma deludere sì, quella è sempre la possibilità dietro l’angolo, e non è che io sia una grande sostenitrice delle prossime stagioni di Hannibal se questo significa intaccare l’innovazione che quella serie ha portato in tutto ciò che io conosco.
Parlo per i miei gusti ovviamente.
Per la maggior parte delle persone un happy ending è una cosa, per me può essere un’altra.
Se l’happy ending è concepito solo per i personaggi giudicati moralmente corretti allora con me non si va tanto d’accordo, primo perché sono stufa dei buoni e secondo perché sono personaggi, non persone di cui si parla al telegiornale.
Ma insomma, abbiamo la possibilità di fare ciò che vogliamo con la fantasia e ci dobbiamo preoccupare che arrivi il messaggio sbagliato?
Allora di tutti i messaggi sbagliati che arrivano sulle donne, da anni e anni, in ogni singola cosa che vedo, di quello non ci si preoccupa?
Del fatto che ad una protagonista femminile vengano letteralmente sfrante le palle per un’ora e mezza di film prima che lei ceda all’amore del bel protagonista, che prima odiava, ne vogliamo parlare?
Perché a me quello ha portato un sacco di problemi nella vita reale, per esempio, visto che io quando dico NO è NO, per la miseria. E sono sicura sia così per il novantanove percento delle donne.
Ma nei film…
E allora perché Hannibal e Will, dopo aver scoperto di amarsi nonostante tutto, dopo aver trovato il loro equilibrio e il loro modo di vivere non dovrebbero aver diritto ad avere un happy ending?
Perché dare a loro l’happy ending è un messaggio sbagliato?
Ma per chi?
Chi lo guarda, Hannibal, un branco di mocciosi influenzabili? O persone che vogliono qualcosa di nuovo e brillante?
Perché per essere giusto un telefilm come Hannibal dovrebbe finire con Will che rinsavisce e non vuole più seguire Hannibal, oppure con Hannibal che muore, o con Will che muore, o con entrambi che muoiono… Perché?
Non so, ciò che Bryan fa trapelare spesso dai suoi messaggi mi induce a pensare che forse ha una visione della sua stessa creazione un po’ troppo legata al politicamente corretto. Mi sbaglierò e me lo auguro di cuore, ma se finisse per deludermi anche lui ci rimarrei male. Non mi strapperei i capelli, questo è sicuro, però peccato, peccato davvero.
Certo pazienza, mi terrei le prime tre stagioni, ma sarebbe potenziale buttato al vento e un progresso perso per sempre.
È solo dell’innovazione che mi preoccupo, non dei personaggi; quelli ormai sono tanto miei quanto di Bryan e Harris, non c’è più modo di portarmeli via, ma sarebbe di nuovo mostrare al mondo che certe cose non si possono dire.
Che poi vorrei capire perché. La metà dei film horror che vedo oggigiorno finiscono col killer psicopatico che si imbosca l’ultima vittima e vive felice e contento per il resto della sua esistenza.
Ma Hannibal e Will non possono?
E perché mai?
Sono sicura che se è per una questione di identificazione e rappresentazione possiamo sperare che chi si identifica con Will Graham abbia abbastanza cervello da identificarsi con le parti di lui che sono condivisibili, come l’empatia e l’introspezione, non è che debba andare ad ammazzare gente per identificarsi appieno.
Anche perché per identificarsi con quel tipo di personaggi basta guardare il telegiornale, devi andare a disturbare Hannibal?
Quelle persone esistono e si chiamano assassini e non hanno bisogno di Hannibal per fare certe cose, le fanno lo stesso, non sono loro a prendere spunto da Hannibal, semmai è proprio la nascita di Hannibal che prende spunto da loro. Non diciamo assurdità e non venitemi a parlare ancora oggi di necessaria censura su certi argomenti per evitare emulazioni varie.
O di cattiva rappresentazione omosessuale.
Mi arrabbio.
Perché di personaggi femminili di merda sono pieni il cinema, i libri e la televisione (quelli pure reali certe volte) e nessuno si è mai preoccupato di fare e dire niente in proposito. Nessuno ha mai detto, no, dai, Babi di Tre Metri Sopra al Cielo la boicottiamo perché è un personaggio squallido.
È un personaggio, pace.
Ed è verissimo che ogni scrittore coi suoi personaggi fa ciò che vuole, e che quindi è anche un diritto di Bryan, ma se dovesse succedere in questo caso non potrei fare a meno di pensare che la motivazione dietro sia la continuazione della serie senza critiche della parte benpensante del mondo.
Hannibal purtroppo ha le sue pecche anche nelle prime tre stagioni da questo punto di vista. Scelte di accoppiamenti forzati, scene di sesso chiaramente messe lì per accontentare una parte ben precisa degli spettatori, frasi dette allo scopo di non far pensare certe cose.
Per non parlare della classica cosa trita e ritrita della donna che diventa lesbica dopo una brutta esperienza con un uomo. Quella cosa difficilmente mi va giù. Insomma… Non funziona così. Per due stagioni Alana saltella allegramente da Will a Hannibal, tra l’altro dopo anni che li conosce e non li ha mai cagati, e poi dopo la defenestrazione improvvisamente le piacciono le ricche psicopatiche.
Ora… Che razza di bella rappresentazione è quella di Alana e Margot? Assassine e criminali. Eppure loro sono felici con il loro Verger baby, no? Chissà perché quello si poteva fare.
Per questo mi sento in diritto di pensare che con ulteriori stagioni potrebbe rovinarsi quanto c’è di buono… Il produttore e gli sceneggiatori possono fare fino ad un certo punto, dopo quello è, ancora una volta, tutto in mano alla maggioranza. Ripeto… Spero di no.
Però questa possibilità c’è e siccome le tre stagioni che già ci sono per me sono oro puro quella sola possibilità mi fa dire: anche no.
Non è che le mie parole influiscano sulla decisione di continuare Hannibal o meno, quindi ripeto, sono solo parole mie. Il mio pensiero.
Tutto questo intro per parlare di una cosa che mi preme, perché è il tema di fondo di ciò che ho scritto in Puoi Uscire A Giocare? e l’aspetto più importante delle storie a lieto fine come le intendo io.
Se volete leggere il libro non proseguite ora perché potrei spoilerarvi certe cose.
I lieto fine, nel mio mondo, non sono canonici.
Bryan scrive in un suo tweet che spera il 2018 sia per tutti come il Will della terza stagione (presumo felice), qualcuno chiede “Non come quello della quarta?” e lui risponde, “No, quello della quarta è fuori di testa”.
Interpreto questa frase nel mio mondo e aggrotto la fronte.
Magari interpreto male, solo Bryan lo sa, ma io leggo in sottofondo il significato: non vi auguro un 2018 fuori di testa perché fuori di testa è male.
Will fuori di testa è male.
Se così è, ancora una volta, non sono d’accordo.
Ripeto, se fa parte del personaggio non metto becco, Will è ancora diviso tra la voglia di seguire Hannibal e l’incapacità di abbracciare la sua oscura natura e perciò è un eterno infelice su questa terra: non giusto, non sbagliato, nel mezzo, per sempre anima in pena.
Ma mi sembrava avessimo sorpassato questo punto. Perciò riportare Will indietro ai sensi di colpa per me sarebbe una necessità per evitare critiche ad un personaggio che non si vuole sporcare definitivamente.
Quindi perché questo?
Perché non si concepisce che un personaggio il cui esempio non va seguito possa essere sereno e tranquillo nella sua scelta, evidentemente.
Il mio personaggio nasce e cresce con certe capacità mentali che gli permettono di modellare mondi in modo da viverci dentro e creature in grado di pensare e vivere per i fatti loro.
I suoi genitori e il mondo attorno a lui lo considerano un pazzo visionario e uno da curare.
Ammesso anche che il mio personaggio creda solo di vedere certe cose e sia felice nei mondi irreali che si crea… Questo farebbe di lui un infelice?
Ah no, per me no.
Stiamo parlando di un personaggio, ok? Stiamo parlando di finzione. Se questo personaggio sta bene chiuso nella sua stanza a parlare da solo dove sarebbe il problema? Perché dovrei considerarlo un brutto finale?
L’happy ending in quel caso sarebbe dare al personaggio un po’ di farmaci, reinserirlo nel mondo reale e fargli trovare un lavoro e la fidanzata?
PERCHÉ?
Non nel mio mondo.
Nel mio mondo se la signora in Ally McBeal chiede di essere messa in coma farmacologico perché quando dorme lei sogna la realtà parallela che si è creata nel corso degli anni con amici, famiglia e casa in campagna, tutti si prodigano per accontentarla. Nel mio mondo.
Perché non sta scritto da nessuna parte che ciò che vivi con la mente non sia importante tanto quanto ciò che sperimenti col corpo.
Nel mio mondo non esiste che si dibatta se Hobbes sia vero o meno.
Il problema è dei genitori di Calvin, della sua maestra, di quella scema di Susie se non vedono Hobbes parlare e camminare. Il problema non è di Calvin. E quando crescerà Calvin continuerà a vedere la sua tigre esattamente viva com’è, non la passerà a sua figlia perché ormai troppo cresciuto per continuare a vederla animarsi.
Hobbes è vivo.
Nel mio mondo puoi vivere in Matrix, se lo desideri, non devi necessariamente svegliarti e combattere le macchine. La vita è una e se la vuoi vivere solo immaginando non sei un cattivo personaggio e meriti il tuo happy ending.
Nel mio mondo se la tua vita vera non ti soddisfa sei assolutamente in diritto di farti mettere in ibernazione come in Vanilla Sky e il finale non deve per forza essere che finalmente ti risvegli e Ora vivi.
Viveva anche prima, cavolo!
Il concetto di vita può essere diverso per ognuno di noi, accidenti? Ma dove sta scritto che quello è un buon finale? Per me il buon finale è che lui rimanga chiuso lì dentro col cervello sintonizzato su quella vita che si era scelto di vivere. Aggiustando i problemi che gliel'avevano scombinata, semmai. Cosa c’è di meglio di quello?
Sono i ricordi che fanno le persone, senza ricordi siamo nulla. Se ricordo vivamente di essere stata a Venezia, ne ricordo l’odore, i luoghi, le sensazioni provate camminando per le vie, le cose che ho visto… Ma che cavolo me ne frega se ci sono stata veramente o no? Il mio cervello lo crede, punto. Tanto basta.
Quindi no, non sono d’accordo su tutti quegli happy ending che promuovono il normale.
Devo vedere se sarei d’accordo nella vita reale, figurarsi nelle storie inventate.
Piuttosto che una vita nel mondo reale, il mio personaggio avrebbe scelto di certo l’illusione di un mondo inventato.
Non dico che questo sia ciò che tutti desiderano vedere, che dovrebbe essere obbligo, dico che però non c’è mai nessuno che si prende il rischio di raccontare una storia del genere dandole la dignità del lieto fine.
Se il protagonista decide di vivere in quel mondo irreale, il finale sarà indicato come tragico e lui come malato di mente.
Mai una storia in cui il non canonico sia indicato come possibile. Non dico buono per tutti, chi lo chiede? Ma possibile. Siamo in tanti a questo mondo e non tutti crediamo che Hobbes sia di pezza. O che Will per essere un buon personaggio debba costantemente sentirsi in colpa e poi finire per scegliere di essere un giusto.
È un personaggio. Lasciategli fare quello che vuole senza preoccuparvi di ciò che penserà la gente di lui.
E per tutti quelli che desiderano la punizione per i cattivi e gli ingiusti e i personaggi che non sbagliano mai… Andassero a guardarsi e leggersi le migliaia di altre storie così. Quella di Hannibal e Will lasciatela stare.