Reprimi le emozioni o finiranno per ucciderti
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Reprimi le emozioni o finiranno per ucciderti
“Che niente ci limiti.
Che niente ci definisca.
Che niente ci reprima.
Che la libertà sia la
nostra essenza.”
— Simone de Beauvoir
Che sogni strani che mi ritrovo a fare ad occhi aperti o meglio socchiusi dopo aver visto un film a suo modo romantico, sono sogni che pensavo di aver represso e invece ora sto sentendo il cuore battere all'impazzata come se il sogno non fosse stato solo un sogno come se quel bacio così intenso l'avessi davvero dato e ricevuto qualche istante fa, come se quelle frasi le avessi davvero udite e dette qualche istante fa o come se almeno le nostre anime fossero state di nuovo insieme in questa stanza che ne ha immaginate di tutti i colori. Mi sento così stordita ora eppure non triste o almeno credo, solo che una volta davvero sveglia ci si rende conto che questo è impossibile e che è sbagliato anche solo immaginarlo ormai.
Si tiene tutto dentro e mai che si sfoghi.
Se vi lasciate vincere dall'odio, sarete appunto vinti, mai vincitori. Perdonare non significa far pace con chi ci ha causato dolore, ma far pace con se stessi. Perdonare significa liberarsi dal senso di impotenza e togliere a chi ci ha fatto del male ogni potere. Il risentimento è un segnale forte di dipendenza e attaccamento. Perdonare significa riconquistare l'indipendenza. Ciò da cui siamo veramente indipendenti non ha il potere di turbarci. Perdonare non vuol dire reprimere o fingere di non vedere. Vuol dire avere il potere di lasciarsi andare e decidere che quella persona non può tenerci prigionieri dell'odio.
Quindi reprimi, soffochi, rimugini, piangi e poi sotterri tutto sotto strati di dolore. E così, arrabbiato e confuso, resti immobile, perché sai che una tua reazione rischia di provocare ciò che temi di più: rifiuto, abbandono, esclusione e vergogna.
Federica Bosco
Fottutissima sensibilità