Sabato scorso sono andato al cinema a vedere finalmente “Beau ha paura”. Alla fine dei titoli di coda, stavo ancora seduto alla poltrona sconvolto, atterrito, stordito. Sedotto. Questo film è meraviglioso. Ari Aster si conferma uno dei migliori registi odierni. La trama è semplice: Beau e un uomo che vive da solo, seguito da uno psicologo, e che un giorno deve andare a trovare sua madre che vive lontano da lui. Tutto qui. Un film che parla di ansie. Di relazioni malate coi propri genitori. Di paura di vivere, di scegliere, di ignavia, di incapacità di prendere decisioni. Del dover sempre cercare la guida ed il consiglio degli altri. Di società, di cattiveria, di ignoranza. Di sessualità, della paura di questa. Di sogni, di desideri, di futuri alternativi. Di tutto questo e di molto ancora...e Aster scegliere il genere perfetto per girare un tale calderone di emozioni. Ho letto in giro recensioni che classificano questo film come “commedia”, altri come “horro”: no. No, sbagliano... è sia questo, sia ben altro. Il genere corretto è “Grottesco”.
Beau ha paura sono tre ore di film di genere Grottesco, dove la tua mente viene messa ora a dura prova, ora viene sedotta. Con questo film io ho riso un sacco, mi sono commosso, sono rimasto sconvolto, mi ha disgustato, ho sofferto, ho sorriso, e tutte queste emozioni sono state perennemente amalgamate con la costante confusione e infinita voglia di scoprire, di capire! Perché Beau ha paura non è un film per niente lineare, e nemmeno chiaro. Né vuole esserlo! Non aspettatevi di vedere qualcosa di comprensibile, dovete guardarlo col cuore, non solo con la mente. Siamo davanti agli orologi molli di Dalì, non aspettatevi forme realistiche! Questo film non lo controlli, non puoi prevedere cosa avverrà dopo. Ti schiaccia contro la sedia, ti domina, ti butta davanti agli occhi un susseguirsi di situazioni assurde, pazze, paradossali, a volte persino oniriche, e tu non puoi fare nulla se non subirlo. Perchè l’arte non la controlli, non ti aspetti di capirla: l’arte la subisci! Esattamente come questo film. Un’odissea di tre ore che una volta finita io ne avrei guardate altre dieci! Fotografia pazzesca, una musica ottima e sempre sul pezzo, un montaggio maniacale, e come muove la telecamera Aster la muovono davvero in pochi. Una meraviglia per gli occhi, che alla fine ti lascia più confuso di prima, con mille interrogativi e altrettante risposte. Ci sarà almeno un singolo momento nel quale ti immedesimerai -o quantomeno comprenderai- Beau. Un Joaquin Phoenix STUPENDO, forse nel suo ruolo della vita, chissà. Io non lo so se questo film diventerà un capolavoro o meno, ma ci siamo vicini..l’aria è quella (e se persino Scorsese se ne é accorto, mi sa che non si parla di pizza e fichi). Fatevi un favore, andate al cinema, correte a vederlo! Se volete vivere una vera e propria ESPERIENZA, andate! Perché di film del genere se ne vedono sempre meno, e sempre meno registi hanno il coraggio di andare contro alle leggi commerciali, così come sempre meno produttori hanno voglia di investire in tali progetti (un enorme grazie alla A24 che ha dato fiducia a questo regista!). Non abbiate paura di non capirci niente, non abbiate paura di sentirvi spaesati, il film VUOLE fare questo! Viaggiate con Beau in questa odissea psicologica e onirica, fatta di ansie e paure, le stesse che abbiamo tutti noi! Questo film non vuole piacervi. Anzi spesso vuole spingervi via. E’ un film divisivo ed è del tutto giusto non apprezzarlo. Ma rimane una esperienza che, secondo me, va vissuta. Questo, per me, è il grande Cinema. Fatto di emozioni. Signore e signori, Ari Aster. “Beau ha paura” (2023).



















