¥•Il Diavolo del bosco di Rezzato e la Strega Rossa•¥
Nei boschi bresciani di Rezzato, si cela un misterioso e antico bassorilievo (scoperto dai ricercatori del gruppo XPlora Armando Bellelli e Serena Oneda), scolpito forse dalle streghe stesse che lì, nel Medioevo, celebravano i loro Sabba (o forse creato per mano di qualcun altro?)e che ritrae il volto di un uomo barbuto.
Questo volto è piuttosto grande, circa 50 cm più o meno, ed affiora da una grande lastra rocciosa a bordo sentiero (il Sentiero della Rasa).
Tutt’attorno a questo viso scolpito, sono stati incisi anche numerosi segni, simboli (simili all’alfabeto runico, l’alfabeto usato dalle streghe), date (1798, 1640, 1655) e anche il monogramma di Cristo “IHS” (Iesus Salvator Hominum, Gesù Salvatore degli uomini), con diverse croci, oltre alla parola “Diaboli”.
Questo volto, più che a un diavolo (di cui mancano le corna, i denti appuntiti e il ghigno maligno tipico dell’iconografia tradizionale del Demonio) somiglia invece molto al “Green Man” antichissima divinità della mitologia celtico-pagana raffigurata come un uomo barbuto e avvolto da numerose foglie e rami.
Una divinità dal significato non ben definito, ma che probabilmente simboleggia la compenetrazione tra uomo e natura e che serve per ricordare all’uomo che la natura può sempre dominarlo e non può mai essere dominata.
Mentre realizzavo foto e video di questo strano manufatto, ho trovato vicino alla lastra di roccia su cui è scolpito il volto, un sasso di circa 20-30 cm che aveva a sua volta sulla superficie una sorta di piccolo volto con occhi, naso, bocca e una specie di corno, parecchio simile al bassorilievo principale (il confronto tra i due volti è visibile nelle foto). Non so se sia solo una casuale forma naturale della pietra o se qualcuno l’abbia scolpita. Posso dire, però, che osservando attentamente gli altri sassi presenti e sparsi per tutto il sentiero, nessuno aveva quella particolare conformazione, neppure vagamente simile.
Inoltre, mentre ero vicino al bassorilievo del “faccione”, mi sono girata sulla mia destra ad osservare il sentiero che proseguiva e, ad una distanza di circa 60-70 mt., ho visto molto chiaramente una figura femminile, esile e alta, che indossava una tunica di un rosso molto acceso. Non sono riuscita però a scorgere bene il suo viso. Ma mi ha fissato per qualche istante e poi è scomparsa. Chi era con me in quel momento non ha visto nulla.
Chi era questa donna vestita di rosso? Forse una delle streghe che si dice abbiano bruciato nei pressi di questo bassorilievo in età medievale?
Devo anche segnalare che in questo luogo c’è una negatività molto forte, in particolare nei pressi del vicino convento francescano di San Pietro in Colle, che sorge su un originario tempio pagano (il convento è forse stato costruito proprio lì per arginare il Male presente? Così come nei tempi antichi si usava costruire Santelle agli incroci di strade, generatori di campi energetici molto forti, per mitigare le energie negative?), nell’adiacente Parco di Bacco, e anche lungo il Sentiero della Rasa che porta al “faccione”. Però, proprio dove si trova il volto scolpito, la negatività è molto minore e quasi scompare.
















