Tutti viviamo nell'incompletezza.
Siamo tutti nella finitezza, all'interno di un limite. Non siamo onnipotenti. Bisogna riconoscere la presenza di questi limiti innanzitutto quando cominciamo a pensare, ad agire, ad amare e a muoverci fra gli uomini.
La nostalgia ci dice costantemente che tutto ciò che abbiamo vissuto, che abbiamo amato, che abbiamo coltivato nel passato, non tornerà più, non ci appartiene più.
Quindi noi non possiamo essere quello che siamo stati un tempo perchè siamo in continuo movimento.
Sii tratta, dunque, di riconoscere il nostro limite davanti al tempo che scorre; che è più forte di noi, che si consuma.
Quando ci si separa da qualcosa che abbiamo vissuto o da qualcosa che è vissuto con noi è sempre una separazione da quel nostro Io che fummo allora.
La nostalgia nasce proprio da questa separazione. Per questo non mai è possibile ritornare, perché quei determinati "noi stessi" non esistono più. Quel determinato Io che viveva in noi allora è trapassato, trasformandosi. Quel "noi" che abbiamo vissuto allora, in quel tempo e in quel luogo, non è più possibile riaverlo.
Ma è possibile catturare il tempo vissuto, i luoghi conosciuti, i paesaggi visti; portare via con sé le persone amate, intatte, nel ricordo. E, attraverso il ricordo, portarle con sé nella vita.
Queste persone, questi luoghi, divengono come una costruzione di parte del nostro sé. E questo impossessarsi di qualcosa che si è avuto, ci aiuta ad andare oltre.
Crescere vuol dire anche, portarsi dietro quello che siamo stati, portarselo dietro non tanto all'interno di un rimpianto doloroso, bensì con una sorta di consapevolezza in grado di comunicarci che l'oggetto o la persona ricordata non c'è più, non può tornare più, ma è con noi in quanto lo possiamo immaginare, in quanto ne possiamo ancora parlare con gli altri.
Tutto quello che abbiamo vissuto non possiamo riviverlo come tempo, ma possiamo viverlo come linguaggio. É questa una delle funzioni primarie dell'arte. Ma quello che fa l'arte possiamo farlo noi anche quotidianamente nell'atto della comunicazione.