In questi mesi di guerra in Ucraina si è generato il panico della chiusura dei gasdotti russi e l’affannosa ricerca di sostituti. Si è parlato di riaprire giacimenti nell’Adriatico, ma sono ormai quasi tutti esauriti in oltre 70 anni di sfruttamento e ciò che resta potrebbe servirci per un solo anno. Si è parlato di rigassificatori, per utilizzare il gas metano liquefatto trasportato via nave dagli Stati Uniti: comprimere e portare gas costa a sua volta energia; quindi quel gas sarà più caro e più inquinante di quello via tubo. Inoltre navi metaniere e terminali rigassificatori sono infrastrutture pesanti, occorrono alcuni anni per costruirle e centinaia di milioni di euro. Poi si cercherà di utilizzarle il più al lungo possibile per rientrare dagli investimenti, rallentando la transizione energetica verso le rinnovabili. Capire qualcosa di energia è importante per non farsi raggirare, sia in bolletta sia in promesse verdi.
Momenti di tensione a Chiomonte dopo la tradizionale festa estiva del movimento che si oppone alla Torino-Lione
Una delle categorie che meno sopporto è quella del no. No sempre, comunque, senza se e senza ma (ma il no, ovviamente, sì, e scusate il gioco di parole), senza dubbi e ripensamenti.
Il partito del no, no sempre, a tutti i costi, per ogni cambiamento, per la TAP, per la TAV, per ogni rigassificatore (li voglio vedere, d’inverno, con cosa pensano di scaldarsi, con la legna no, però, che si desertificano i nostri boschi, col carbone nemmeno, che inquina, coll’energia eolica ma manco per il ….., che esteticamente nun se po vède, signora mia…), no, e ci mancherebbe, per tutto quello che viene fatto vicino a casa loro (il brutto inglesismo NIMBY, Not In My BackYard), no ad ogni attività industriale o commerciale -decrescita, mica tanto, felice? Mah…-, antagonisti di e su tutto, con percentuali di voto e gradimento da parte degli Italiani da prefisso telefonico, ma che si considerano avanguardie delle masse e della futura rivoluzione, che gridano al colpo di stato fascista ad ogni condanna per un reato da loro commesso e per il quale le forze dell’ordine e la magistratura non fanno altro che il loro dovere.
Partito del no che, tra antagonismi, antagonisti, centrisociali e cinquestelle, è sempre prontissimo ad insorgere contro qualsiasi cosa, gesto, persona, organizzazione, partito e stato si opponga al loro pensiero ed alla loro visione del mondo, mentre ogni atto, spesso illegale, da loro compiuto, non dev’essere in alcun modo contestato, criticato, messo in dubbio e, ovviamente e tantomeno, proibito in alcun modo. Davvero una bella coerenza e, questo so bene che vi brucerà il c**o, un tipico esempio di comportamento fascista, ma chiaramente anche comunista e totalitario in genere che, tanto, son tutti praticamente uguali.
Le maggioranze, le volontà popolari, le scelte europee, la modernizzazione dei trasporti e l’aumento degli scambi commerciali, con relativo aumento dell’occupazione, sono solo fastidiosi dettagli, noiose sfumature, trascurabili minuzie da combattere e contrastare con OGNI mezzo, per l’affermazione di uno stile di vita e un progetto che, mi sa tanto, ancora non hanno deciso e non sanno neanche loro.
P.s.: comunque complimenti per la testarda ostinazione con cui continuate la vostra battaglia, speriamo di retroguardia (ministro Toninelli permettendo...)
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Siamo tutti chiusi nella trappola del gas. Da un lato chi è costretto alla dipendenza da una risorsa in via di esaurimento e da un mercato in costruzione che la Commissione europea e i governi vogliono vincolare ai mercati finanziari. Dall’altro chi vive dove si estrae il gas, dove i diritti umani e l’ambiente vengono violati e i regimi autoritari controllano la risorsa. La via d’uscitaesiste…