Sono precisamente 12 giorni che aspetto un tuo messaggio, un tuo invito per vederci... me lo avevi detto, ma non so perché in quelle parole di speranza avevo letto malinconia, c’era qualcosa che mi faceva pensare che non ci saremmo visti... così è... allora perché mi hai cercata? Perché non vuoi provare ad essere felice con me?
Non so se lo sapete, ma sono uno che ha difficoltà a ricordare la disposizione spaziale dei luoghi e anche semplicemente a ricordarne i nomi. Ma aver stampato in formato gigante una carta muta dei rilievi del Friuli Venezia Giulia non è solo un esercizio costante di memoria, è anche un modo per arredare il mio studio con una mappa affascinante e piena di sorprese. Questo è il modo con cui l’ho creata.
Intanto ringrazio @masuoka per avermi fatto conoscere QGIS, un software che permette l’analisi e l’elaborazione grafica di informazioni geografiche, che lui usa per lavoro mentre io sto solo ora iniziando a conoscere, capire ed utilizzare per hobby. Poi ringrazio me stesso perché con caparbità sono riuscito ad ottenere un risultato superiore alle iniziali aspettative.
Si tratta di una carta muta dei rilievi del Friuli Venezia Giulia che ho realizzato e stampato per conoscere meglio il territorio e per vedere chiaramente montagne e valli. Infatti le foto satellitari sono, a mio parere, poco utili perchè scattate con ombre sempre diverse in base alla zona, nuvole ed elementi del territorio che nascondono il profilo dei rilievi. Per ottenere questo risultato ho usato appunto QGIS (versione 2.18.28), le informazioni contenute nel Catalogo dei Dati Ambientali e Territoriali del sito della Regione FVG e usando, ogni volta che QGIS lo richiede, il sistema di riferimento WGS 84 / EPGS 4326. Di seguito scriverò un tutorial soprattuto per annotare il metodo che ho seguito per futuri riferimenti. Ovviamente quanto dirò si può estendere a qualunque regione metta a disposizione analoghi dati.
Dalla pagina Conoscere l’ambiente e il territorio si può accedere alla piattaforma WEBGIS scegliendo il settore cartografia e fotogrammi. Da qui, aprendo la sezione Quadri unione nella finestra Dati, si può decidere che risoluzione si desidera per l’eborazione. Fra Elementi 5000, Sezioni 10000 e Tavolette 25000 ho scelto quest’ultima per due motivi: dovendo unire tutti i dati regionali avevo bisogno di file più leggeri possibile e comunque un eccessivo dettaglio non sarebbe stato visibile nemmeno nella stampa di un metro quadro che volevo fare.
Quindi cliccando su Tavolette 25000 si può scegliere dalla finestra delle informazioni del dataset lo Shapefile che contiene il quadro unione di tutte le tavolette: io ho scelto il formato Shapefile (shp)(rdn2008/tm33).
Caricandolo in un nuovo progetto QGIS (basta trascinarlo dentro la finestra) si vedrà subito il quadro unione (vedi figura sopra) e, nel pannello layer, si potrà fare clic col tasto destro e scegliere Salva con nome per convertire lo shapefile in CSV, in semplice formato di testo in cui le informazioni sono elencate in forma tabellare o, meglio, con un separatore per ogni campo di dati. È bastato poi aprire questo file CSV con un software per fogli elettronici (Open Office, Numbers o Excel vanno benissimo) per estrarre la prima colonna che contiene i codici delle tavolette (es. 087-SE che sta per tavoletta numero 87, riquadro Sud Est). Ora il layer con i quadratoni non ci serve più e si può rimuoverlo.
A questo punto si va sulla pagina di cartografia: ricerca alfanumerica e si inserisce una ricerca qualsiasi per visualizzare i file scaricabili per una data località. A me interessavano i DTM realizzati dalla Protezione Civile con passo a 10 metri (quelli a 1 metro sono troppi e pesano molto: caricarli su QGIS richiede molto più tempo e, almeno col mio computer, anche il solo zoom richiede un ricalcolo di parecchi minuti). Per cui ho copiato il link di tale file e l’ho usato per ottenere un elenco di 81 link con tutti i file delle tavolette, semplicemente sostituendo i vari codici trovati nello shapefile. L’elenco degli URL l’ho dato in pasto ad un download manager, come JDownloader, per ottenere tutti i file .asc corrispondenti alle tavolette regionali (JDownloader può provvedere a decomprimere in automatico i file zip man mano che vengono scaricano ma è meglio modificare le impostazioni in modo che tutti i file decompressi vadano in una singola cartella finale).
Una volta sistemati tutti i file .asc in una unica cartella (sono circa 1 GB di dati) ho usato la funzione QGIS che si trova nel menu Raster>Miscellanea>Crea raster virtuale (catalogo) per creare un singolo layer contenente tutte le informazioni dei file e che, al contrario di Fusione, permette di scegliere la Risoluzione del risultato finale, potendo quindi alleggerire l’output: è sufficiente ricordarsi di attivare l’opzione Seleziona la cartella in ingresso invece dei file, selezionare la cartella e dare un nome al file di uscita (che sarà un .vrt), scegliere la Risoluzione (io ho impostato Media). Quando l’elaborazione sarà finita il file sarà caricato automaticamente sulla mappa:
Possiamo ora creare un layer tridimensionale a partire da questo. Bisogna andare sul menu Raster>Analisi>DEM (analisi geomorfologica) e, oltre a dare un nome al file di uscita (sarà un file .tif di 200 MB circa), attivare Calcola i margini. La modalità preselezionata, Ombreggiatura, farà il resto:
Forte, vero? Se avete notato ora c’è questo nuovo livello che bisogna mettere sotto al primo, così che quando coloreremo il primo, questo appena creato faccia da sfondo. Fatto questo scambio di posto, suggerisco anche di disattivare momentaneamente il layer dell’ombreggiatura per vedere meglio la colorazione dell’altro. Ecco come colorarlo: con un doppio click su questo layer superiore possiamo modificare lo Stile dalla finestra Proprietà come segue: Tipo visualizzazione: Banda singola falso colore (i più attenti noteranno che anche qui c’è Ombreggiatura, ma questa è molto meno precisa dell’analisi geomorfologica), Min: 0, Max: 2500 (questo valore dipende dalla cima più alta: nel Friuli è il Monte Coglians di 2780 metri). Per quanto riguarda il Colore ho cliccato in fondo alla lista su Nuova scala di colori>cpt-city>Topography>sd-a. Per preparare il layer alla fusione con il layer sottostante, andiamo nella sezione in basso Visualizzazione colore e in Modalità fusione scegliamo Moltiplica, poi abbiassiamo la Saturazione a -53 e diamo OK, uscendo dalla finestra delle Proprietà del layer. Questa combinazione di impostazioni dello Stile è quello che più si avvicina, nei miei ricordi, alle carte scolastiche di quando ero piccino, ma ovviamente siete liberi di usare la scala che preferite.
Questo è ciò che si vede se attiviamo solo il layer superiore, mentre quest’altro in basso è il risultato finale con tutti e due i layer attivi:
La mappa ha ovviamente tante imprecisioni (specie sulla costa, nella laguna di Marano) e all’interno di alcuni laghi montani (dove mancano dati). Volendo si possono fare molte migliorie, come aggiungere le isoipse, i nomi di località, informazioni geografiche e geologiche e molto altro, semplicemente scaricando i file appropriati dal sito della regione. Però anche così muta si possono notare molte bellezze e curiosità inattese semplicemrente zoomando qua e la sulla mappa. Ad esempio c’è il carso triestino, bucherellato come un groviera dalle doline:
Notare come in basso al centro si vedano i moli della città di Trieste e, per chi ne conosce le rive, si riconosce anche il famoso Molo Audace.
La forma della città fortezza di Palmanova, quasi invisibile da terra, ma perfettamente riconoscibile dall’alto:
Al confine austriaco troviamo invece lo splendido anfiteatro dei monti del Gruppo Volaia e il massiccio del Coglians le cui immense rocce calcaree organogene hanno notevole fascino su di me:
Infine ecco l’immenso anfiteatro morenico del Tagliamento ai piedi delle prealpi Carniche, residuo del grande ghiacciaio formatosi durante la glaciazione del periodo Wurmiano (ritiratosi 12-14 mila anni fa):
#firstexperiences #sangiorgiomaggiore #venezia #rilievi #architecture #architecturesketching #sketching (presso Politecnico Di Milano - Campus Di Lecco)
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