Harland Miller, “The me i never knew”. (2018)
“Quando ti chiedo chi sei, raccontami la musica che hai ascoltato, gli incontri che ti hanno stupito, le occasioni che hai sprecato, i fiumi che hai risalito. Allora saprò chi sei”.
— Fabrizio Caramagna

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Harland Miller, “The me i never knew”. (2018)
“Quando ti chiedo chi sei, raccontami la musica che hai ascoltato, gli incontri che ti hanno stupito, le occasioni che hai sprecato, i fiumi che hai risalito. Allora saprò chi sei”.
— Fabrizio Caramagna
🎶💡🍀♥️
Si può dare di più
(Morandi Ruggeri Tozzi)
In questa notte di venerdì
Perché non dormi, perché sei qui
Perché non parti per un week-end
Che ti riporti dentro di te
Cosa ti manca, cosa non hai
Cos'è che insegui se non lo sai
Se la tua corsa finisse qui
Forse sarebbe meglio così
Ma se afferri un'idea che ti apre una via
E la tieni con te o ne segui la scia
Risalendo vedrai quanti cadono giù
E per loro tu poi fare di più
In questa barca persa nel blu
Noi siamo solo dei marinai
Tutti sommersi non solo tu
Nelle bufere dei nostri guai
Perché la guerra, la carestia
Non sono scene viste in TV
E non puoi dire "lascia che sia"
Perché ne avresti un po' colpa anche tu
Si può dare di più, perché è dentro di noi
Si può dare di più senza essere eroi
Come fare non so, non lo sai neanche tu
Ma di certo si può dare di più
Perché il tempo va sulle nostre vite
Rubando i minuti di un'eternità
E se parlo con te e ti chiedo di più
È perché te sono io, non solo tu
Si può dare di più, perché è dentro di noi
Si può dare di più senza essere eroi
Come fare non so, non lo sai neanche tu
Ma di certo si può dare di più
“Avresti mai pensato di superare quel dolore?
Eppure siamo fatti così.
Di anima e di forza.
E dopo aver pianto tanto da affogare noi stessi,
tocchiamo un punto che ci spinge sempre a risalire.”
— P. Felice
“A volte devi precipitare, per scoprire che sai volare.”
— Antonio Curnetta
Tocchi il fondo
e non risali.
Ti innamori degli abissi
e ti divorano gli squali.
Avete mai sognato di cadere nel vuoto?
Se la risposta è no allora chiudete gli occhi ed immaginate... Il nero.
Il nero, una fossa di cui non riuscite a vedere il fondo e il vostro corpo che precipita dentro ad essa. Ovviamente dentro di voi sapete che si tratta di un sogno così continuate a ripetervi: "ora mi sveglio, ora mi sveglio, ora mi..." ma non succede, i vostri occhi non si vogliono aprire.
Dopo un tempo che vi sembrava infinito eccola, una luce è lontana ma si vede, quando siete abbastanza vicini da mettere a fuoco allora riuscite a capire... è il suolo su cui vi schianterete, è a pochi metri da voi e boom, siete svegli. Il respiro affannato, la mano sul petto per calmare i battiti e gli occhi spalancati che temono di chiudersi nuovamente.
Quindi? Avete capito la sensazione?
Ecco, nella vita capita di prendere decisioni sbagliate, ci sembra di cadere sempre più giù senza trovare una via d'uscita, magari può succedereci pure di toccare il fondo e di non sapere come risalire.
Ma vi prego, non lasciatevi precipitare, MAI. Lottate con tutte le vostre forze, aggrappatevi ai bordi della fossa con le unghie e se serve anche con i denti, tentate di tornare in superficie e forse scoprirete pure di avere le ali.
Sta a voi decidere.
E tu? Molli o lotti?
Mille baci ;)
•Blow
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Quando pensi di aver toccato il fondo puoi solo fare due cose:
scegliere di continuare ad annegare, andando sempre più giù, in cerca di quel fondo da cui ripartire,
oppure
provare a risalire, consapevole del fatto che un fondo in realtà non c'è e che quindi non potrai mai ricevere nessuna spinta da Lui.
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