A fine aprile sono stato all’ultimo concerto di Roberto Vecchioni.
Li ho visti quasi tutti, i suoi, nella mia città. E’ una specie di tradizione, Ed è una tradizione che mi piace.
Ha 82 anni, 83 credo domani, e tre mesi prima di questo concerto era in ospedale, in coma.
Sarà forse per via della voglia, immensa, di vita, o per il piacere di volerla raccontare ancora, ma era lì, sul palco, e l’intensità e la voce erano ancora spettacolari come un tempo, e le sue canzoni sempre vive e ancora capaci di entrarti nell’anima.
E lì, grazie a quella voce, mi sono sentito avvolgere dal dolore di Van Gogh e dalla struggente e poetica e lacerante lettera di Ayse, “cappuccio rosso” uccisa a Raqqa dall’Isis.
Ho visto la forza e il sogno di Alex Zanardi, e sentito il poetico ricordo di Giulio Regeni.
E sono dolcemente “naufragato” in Leopardi e nel suo e nostro infinito.
Sono stato di nuovo incantato dal lanciatore di coltelli ,“perché un vero lanciatore di coltelli ricama la vita, non tira mica per colpire”, e dall’ineluttabilità del destino, che ti insegue, fino a Samarcanda, e ti trova. Sempre.
E poi l’emozione e la tenerezza per Alda Merini “ogni amore della vita mia è cielo e voragine, è terra che mangio per vivere ancora”.
Certo perdersi in queste storie, leggere libri, ascoltare canzoni, ha adesso un po’ il sapore dell’illusione, come stare in una bolla di vetro con la neve che attenua i rumori, perché poi si esce dal concerto e fuori ci ritroviamo nel nulla e nel brutto che sappiamo.
E un po’ è così, purtroppo.
Però mi sono anche ricordato delle parole di Paolo Nori, che così risponde a chi gli chiedeva dei governi che si erano succeduti negli anni della sua giovinezza:
“…io, piuttosto che da loro, son stato governato da Bulgakov, da Chlebnikov, da Charms, da Mandelstam, da Puskin, da Anna Achmatova, da Lev Tolstoj, da Gogol, da Dostoevskij, da Benedict Erofeev, da Josif Brodskij, da Learco Pignagnoli, filosofo emiliano. E sono stato a volte, per degli attimi, per dei giorni, per dei mesi un suddito felice e riconoscente.”