"Il Libro Malazan dei caduti" è una saga fantasy epica scritta dallo scrittore e archeologo Steven Erikson. La saga principale consta di dieci romanzi da 600-700 pagine l'uno, più degli spin-off scritti da lui e dal suo amico Ian Esslemont, alcuni ancora in corso d'opera. In italiano sono stati tradotti i primi otto libri e qualche romanzo spin-off, gli ultimi due ancora no perché pare che la casa editrice che li pubblicava sia fallita. Io ho letto l'intera serie in inglese.
La saga è massiccia, ed è più di un anno e mezzo che ci sto sopra (al momento sto leggendo gli spin-off), ma ne vale assolutissimamente la pena, e ora vi spiego il perché.
Se provate a leggere il primo romanzo, Giardini della Luna, vedrete ben presto che non fornisce molte informazioni al lettore. È confuso, complicato, pieno di misteri e ha così tanta magia e tanti personaggi che è facile sentirsi sopraffatti. Credo inoltre che Giardini della Luna sia il libro peggio scritto della serie.
Non è l'inizio più incoraggiante, ma ci arriveremo. Se L non mi avesse costretto a continuare la lettura avrei probabilmente lanciato l'ebook dalla finestra per la frustrazione.
Invece, "Il Libro Malazan dei caduti" è probabilmente la serie più epica che abbia mai letto, "Cronache del Ghiaccio e del Fuoco" gli pulisce le scarpe, davvero. La storia è misteriosa e vasta, i personaggi sono tantissimi e vecchissimi, e la magia è p o t e n t e.
Quante volte iniziate un libro che sembra epico e fantastico, ma finisce per non esserlo? A me succede spesso, forse perché anche se il mondo inventato è vasto è difficile focalizzarsi su molti personaggi. In qualche modo Erikson invece ci riesce, anche se a volte i personaggi possono mancare di profondità psicologica e assomigliarsi da un libro all'altro.
Un altro aspetto geniale, a mio parere, è che i personaggi sono totalmente inconsci di ciò che succede attorno a loro, chi li sta manovrando, chi sta uccidendo chi e perché. E il lettore si trova esattamente nella stessa situazione: sono loro a narrare la storia, quindi è impossibile sapere se quello che pensano sia vero lo sia effettivamente oppure no. In quanto umani, vogliamo che le cose vadano come vogliamo noi, anche se alcuni sono abbastanza intelligenti da vedere le conseguenze delle proprie azioni.
Per fare di nuovo un paragone con George R. R. Martin, neanche Erikson si fa problemi a uccidere dei personaggi principali. Una volta sono stata male per giorni interi dopo l'uccisione di una persona a cui ero fortemente legata dopo due romanzi spesi insieme.
Un'altra ragione molto nerd di leggere La caduta di Malazan è la presenza di personaggi-eroi super potenti, super magici e superfighi con la spada. Allo stesso tempo però, la guerra non è mai un gioco e vediamo il povero agricoltore, il bambino o la persona più semplice che viene sovrastata da qualcosa di più grande di lui e possiamo restare depressi per molto tempo per il destino di qualcuno che abbiamo conosciuto per qualche pagina appena.
Infine potrei dire che i finali di Erikson sono fenomenali, forse tra i più belli che abbia mai letto. È vero che per 400 pagine quello che leggiamo è semplice preparazione, filosofia, delineamento dei personaggi, ma poi i climax possono durare anche duecento pagine. L'ultimo romanzo della serie aveva tipo 500 pagine di climax.
Quindi, leggetelo. Secondo me vale anche la pena di rileggerlo, infatti dopo aver finito tutti gli spin-off penso di ricominciare da capo. Il libro è molto complicato e accenna a cose "oscure" che possono venire chiarite anche sei libri più tardi, ma direi in quanto lettore Erikson ti premia come nessuno mai, rendendoti felice quando capisci le connessioni prima che ti vengano esposte.