Ma io scorderò tutto, ogni volta, e scioglierò ancora quest'involucro di pelle, di stoffa grigia, di memoria spenta; e mille acuti dubbi incideranno le piaghe prima colme di ricordo. E in quante occasioni ancora sarò nulla? Nulla e poi materia vibrante e poi un danno, un fare senza bellezza che è la stessa cosa; un pianto. Solo un errore lancinante sveglia o fa nascere o fa morire. Senza nessuno accanto non ho volto, senza parola ho bianco tutt'intorno e dipinto addosso a me, addosso al mondo, intorno al centro, in mezzo al niente. Scorderò tutto così tante volte da far venire il capogiro, inginocchiarsi all'illusione d'un proprio io, d'un destino, mangiare polvere e gioire. E nulla lascerà che io trattenga nemmeno il soffio d'aria ispirata a stento; perderò anche la parola; nuda come la maglia a rovescio da lavare. Scorderò ogni volta ancora (prima persona profanata, usata invano nel rifare e ricreare vita cruda): ora acceso ora spento io mangia e dorme, e si risveglia. L'oblio è specchio della pace. Liquidi, i fatti sciolti in mare sono acqua sporca di nessuno. Solo l'istante è assoluto. Volta per volta credo e vivo come chi avanza sulla brace.
Anna Belozorovitch








