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Non meriti chi ti mette in secondo piano, chi ti considera un'alternativa
Scacchiera Gigante, Ottobre 2076
Il nostro gruppo di “prescelti” si trova in un corridoio secondario del secondo piano, proprio uno di quegli spazi che riescono bene a collegare vari ambienti, quali ad esempio le aule, la biblioteca, l’infermeria e i bagni. Un corridoio che è più facile da percorrere, visto che si collega a ferme rampe di scale secondarie, a chiocciola, elicoidali, ben meno frequentate rispetto a quelle principali. Se chi passa di lì ricerca tranquillità e velocità nel raggiungere un luogo, senza incappare in rampe girevoli e in incontri poco graditi, transitandovi risulta più facile. E tutto sembra tranquillo e “come tutti i giorni”, se non fosse che per tutti i presenti, voi, tutto si fa nero. Un nero che non permette di vedere nulla, per qualche attimo, anche perché poi la luce di enormi candele che ardono rischiara l’ambiente. Vi accorgerete ben presto che avete di fronte agli occhi una enorme scacchiera. Si tratta infatti di una scacchiera della dimensione di 8 metri per 8 metri, con quadrati ovviamente chiari e scuri, in una texture legnosa. Riuscite a vedere le pedine bianche che vi danno la schiena, mentre davanti a voi, lontane, si trovano quelle nere. Sono proprio queste che iniziano a far rumore, battendo le loro armi sulla solida superficie, come ad annunciare una battaglia. Delle scritte rosso fuoco si formano sopra la schiera rumorosa delle pedine nere come se qualcuno, di enorme, le stesse scrivendo con la bacchetta dopo aver castato un persìgno. “Benvenuti” viene scritto per primo, passando a quanto segue. “Siete chiamati a giocare, e se vincerete avrete svelato un luogo segreto”. Quale? Non lo dice. “Prendete posto” è la nuova indicazione, che preannuncia anche la comparsa di alcune piccole pedane attaccate alle pedine bianche, atte a sorreggere ognuno di voi.
[...]
“Il vostro tempo a disposizione è finito” scrive lento, come se qualcuno lo stesse ripetendo lentamente per scandire bene le sillabe. “La partita è così conclusa con la vostra sconfitta” scrive, mentre una risata malvagia si fa spazio nel nero che avvolge gli studenti. E anche questa volta l’oscurità dura poco, e tornano tutti nel corridoio secondario del secondo piano, senza alcun segno di ferita ma con degli effetti inaspettati. Gli studenti si possono accorgere subito infatti di aver qualcosa che non va. NEERA si ritrova con la voce molto molto acuta, mentre DOMINIC e AZADE avranno la voce molto profonda. Per quanto riguarda CORNELIA e MASON invece, si ritrovano con gli incisivi molto più grandi, impendendo così la riuscita delle lettere D e T. HEAVEN e LUKE non possono evitare di grattarsi la propria schiena e torace. È la volta di ALEXA e LAIN che avranno le gambe ballerine, che andranno dove vogliono con rapidi scatti. REBECCA si ritrova a ridere a crepapelle, in modo anche un po’ isperico, mentre PAUL beh.. è costretto a parlare a voce alta, pronunciando i propri pensieri a voce alta.
Ma è nel corridoio che un quadro li richiama. «Dame e Cavalieri». Il soggetto che chiama i prescelti si trova in quella che sembra essere una Torre Medievale, dalla quale feritoia si può osservare un paesaggio fatto di campagne. L’uomo ha una certa età, è pelato sulla parte alta della testa, mentre dai lati e da dietro scendono dei lunghi capelli neri. E sono lunghi pure i baffi e il pizzetto, e pure il naso non è da meno. Vestito con abiti medievali, quali tunica e mantello sui toni del rosa e fucsia, muove le mani guantate con far di altri tempi. «Cosa vi è successo ho notato» afferma con il tono di voce da recita di una poesia «di un’ingiustizia vi ha tormentato» esclama ora. «Mi pongo il dovere di aiutare » e ancora « voi miei Signori, andando ad indagare» e detto questo, infatti, dopo un inchino sparisce, lasciando che poi una dama dai capelli rossi, e tunica verde, possa tornare proprio in quel quadro, sbuffando, ma tornando nella sua posizione, seduta, a lisciarsi i capelli guardando fuori dalla finestra.
GIORNATE DI PIOGGIA E FUOCHI DIVERSI. Mi è sempre piaciuto il contrasto tra primo e secondo piano.
Passa in secondo piano, ma non passa mai davvero.
(Via @-seilossigenoconilqualevivo-)
Il desiderio deluso passò in secondo piano, sostituito dall'inquietudine: perchè non è venuto?
L’Insostenibile Leggerezza Dell’Essere, Milan Kundera
Dolcezza infinita.
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Rotto, mi sono rotto di passare sempre in secondo piano. Ti impegni, dai il meglio di te credendo che forse poi ti possano dare più importanza. Ma davanti a certa gente rimani sempre trasparente, invisibile. Perché non credono che tu riesca a dare di più quando invece stai continuando a dare sempre le cose belle che hai di te tutti i giorni. Ma a quanto pare, con questa gente non basta.
Iosonoomega