«Il profilo azzurro di un agapanto che si spegne nel crepuscolo ci ricorda che amiamo solo ciò che fa in tempo a morire. Un soffio d'aria fredda sulla fronte, e la linea del giorno si restringe di colpo, lasciando che l'ultimo sole ristagni sulla terra come un resoconto troncato a metà. Non ci sono promesse di ritorno in questo sottobosco che si oscura; i passi deviano quasi da soli verso i sentieri meno battuti, dove la traccia si incrina e l'occhio impara a fare a meno delle sue solite bussole. Una luce frantumata attraversa obliquamente i rami bassi, mettendo a nudo la solitudine della nostra carne di fronte alla vastità della sera. Si sta qui, con l'orecchio teso a intercettare una voce interrotta o una folata imprevista che giunge da fuori, scoprendo che la verità della terra si rifugia in questa sosta non protetta che ci costringe, finalmente, ad ascoltare»
(Sosio Giordano)












