Non confondiamo il sesso con l'amore, Conte
Si svegliò all'improvviso.
Qualcosa stava disturbando il suo sonno.
Si alzò sui gomiti e solo allora si rese conto che qualcuno stava bussando alla porta.
Si apprestò ad accendere la candela che stava sopra il comodino, per accorgersi che era già accesa.
Si guardò intorno: si era addormentato su quella maledetta e scomoda sedia e tra le sua braccia si trovava, aperto, "La nuova Eloisa".
Si era addormentato in biblioteca, di nuovo.
Diede uno sguardo al pendolo appeso alla parete.
"Manca un quarto alle due, chi potrebbe essere a quest'ora di notte?"
Il volto di Mercedes fece capolino dalla porta.
"Maledizione, Kurt! Ti ho cercato per tutto il palazzo!"
Kurt si stiracchiò e appoggiò il libro sulla scrivania accantò a lui.
"Beh, ora mi hai trovato. E svegliato. Che cosa c'è di tanto urgente da non poter aspettare domani mattina?"
Mercedes si morse un labbrò.
Quel semplice nome ebbe il potere di risvegliare completamente Kurt, che tendeva le orecchie vigile, come una volpe braccata.
"Che cosa vuole il conte?"
La frase era stata sputata fuori con freddezza, ma la voce di Kurt era intrisa di ironia e sarcasmo.
Mercedes infatti gli lanciò uno sguardo di rimprovero, prima di informarlo.
"Il conte desidera che gli venga portato del vino nelle sue stanze. E ha chiesto espressamente di te."
Aveva salito la scalinata che portava alle camere superiori, le stanze del conte.
Stava ora percorrendo il corridoio al buio.
Non aveva preso il candelabro, non ne aveva bisogno. Ormai conosceva quel corridoio fin troppo bene.
Kurt entrò nella stanza del conte, reggendo tra le mani un vassoio con una bottiglia di vino e un bicchiere.
"Appoggialo pure sul tavolino, Kurt."
"Come desiderate, conte."
Davanti a lui c'era il solito tavolino con appoggiato il solito libro.
Kurt per poco non si lasciò scappare una risata: sapeva bene che quello che a tutti appriva come "Le armonie della natura", altri non era che De Sade, abilmente camuffato.
Chinandosi un poco, appoggiò il vassoio esattamente sul tavolino e, mentre rialzava lo sguardo, si ritrovò a incociare lo sguardo del conte.
Quelle iridi color miele gli sembravano ancora più calde e gli sembrava che brillassero d'una luce ... divertita?
Doveva essere così, visto che le sue labbra, quando si accorse che lo stava guardando, si distesero in una cosa a metà tra un ghigno e un sorriso.
Ma senza scoprire i denti, facendo comparire una piccola e adorabile fossetta, che in quel momento più che mai, lo fece assomigliare ad un bambino.
Ecco, se non fosse suonato terribilemte infantile e fuoriluogo, avrebbe detto che in quel momento il conte Blaine Victor Anderson aveva un'aria birichina.
"Come mai siete ancora sveglio a quest'ora della notte, se mi è concesso chiederlo?", chiese Kurt, sempre con la leggera sfumatura ironica che aveva usato per rivolgersi a Mercedes.
Il conte decise di stare al gioco.
"Diciamo che ho avuto un'improvvisa ... voglia notturna."
Kurt stappò la bottiglia e versò il liquido rosso sangue nel bicchiere, per poi porgerlo al suo padrone.
Il conte si portò il bicchiere alle labbra, assaporando il vino con gli occhi chiusi e un'espressione deliziata.
"Un Borgogna del '37. Eccezionale."
Il conte si alzò dalla poltrona e si avvicinò a Kurt, portando il bicchiere a sfiorare le labbra di quest'ultimo.
"E' mio desiderio che tu beva con me, Kurt.", disse con un sorriso compiaciuto.
Kurt sollevò il sopracciglio, ma si limitò a commentare con un "Come desiderate, conte.", accettando che il suo padrone gli premesse il calice contro le labbra, facendogli bagnare appena appena le labbra col vino.
"E' di tuo gradimento, Kurt?"
"Avevate ragione, conte. Veramente eccezionale." commentò Kurt a testa bassa.
Poi il suo sguardo , sempre carico di ironia, incrociò di nuovo gli occhi del conte
"Non credo di aver mai assaggiato niente di più delizioso."
Le labbra di Kurt si distesero in un sorriso pieno di malizia e, afferrando il polso del conte, scostò il calice.
"Incluso quello a cui state pensando ora, conte."
Le labbra di Kurt gli masturbavano l'orecchio.
"Chissà ... forse hai bisogno di un'altro assaggio che ti rinfreschi la memoria, Kurt ..."
Il conte si portò alle spalle di Kurt e affondò il viso nell'incavo del collo, i suoi denti morsero un lembo di pelle bianca lasciata scoperta dalla camicia.
Kurt si lasciò sfuggire un gemito sommesso.
Il conte insinuò una mano nella camicia, accarezzando il petto glabro dell'altro, che se ne stava immobile e a occhi chiusi tra le sue braccia, ma con un'espressione tutt'altro che dispiaciuta.
"Acconsenti, Kurt?", chiese il conte con voce arrochita.
La mano del conte scendeva sempre più giù, sempre più giù ...
"Acconsento, mio signore." sospirò Kurt in un impercettibile gemito.
Kurt sentì un brivido risalirgli la spina dorsale, mentre strappava la camicia del conte e lo buttava sul letto.
Allora tolse la sua sotto lo sguardo famelico del conte , con gesti lenti e consapevoli, e sollevò l'angolo destro della bocca.
Sapeva che al conte piaceva così, anche se quando gli aveva premuto con forza la sua voglia sulle natiche era sembrato affamato e impaziente.
Si tolse gli stivali, i pantaloni ... via via si formò un cumulo sul pavimento
Poi si appoggiò sul letto e si diresse a quattro zampe verso il conte.
Sapeva che cosa sarebbe successo.
Blaine afferrò i polsi di Kurt e capovolse le posizioni, stendendolo sotto di lui.
Le mani di Kurt, una volta lasciate libere, gli tolsero gli indumenti che gli erano rimasti, compresi i brandelli della camicia, mentre lui si toglieva gli stivali con un calcio.
Conteplò il petto del servo sotto di lui.
Era bianco, liscio ... ancora per poco.
Iniziò a tormentare le spalle morbide dell'altro, alternando baci e morsi.
Sentiva Kurt ansimare sotto di lui e questo accresceva la sua voglia, come lo avvisavano delle martellanti fitte all'inguine.
Quegli ansiti, quei gemiti e quelle urla ... opera dello stesso Kurt che durante il giorno era sempre così freddo e posato ...
"Oh Kurt ... anche Mastro David ha avuto il privilegio di bearsi delle tue ... meraviglie nascoste?", chiese mentre gli mordeva un punto tremendamente vicino alla clavicola.
Kurt non sapeva se il conte scherzasse o meno, ma era quasi sicuro che David Karofsky, lo stalliere, lo spiasse quando si rinfrescava nel torrente.
Che lo sapesse anche il conte?
"Penso ..." un altro morso, che lo costrinse a emettere un gemito soffocato e boccheggiare "Penso di poter dire lo stesso del Duca Smythe, mio signore ..."
Si avvicinò alle labbra dell'altro.
"E' forse gelosia quella che odo, Kurt?" chiese, tentando l'assalto alla bocca di Kurt.
Quello voltò bruscamente la testa dell'altra parte, con in volto un'espressione scocciata e dura.
"Non confondiamo il sesso con l'amore, Conte"
"Certo che no, Kurt." replicò il conte con un sorriso amaro.
Le sue mani corsero a massaggiare l'erezione di Kurt, che lo ripagò con un gemito un po' più profondo del precedente.
Kurt muoveva il bacino per andare incontro a quella mano che lo stringeva e lo torturava e gli faceva desiderare di gemere disperatamente e di spingersi contro il conte ...
All'improvviso la sua mano afferrò il membro del conte e costrinse le due erezioni a scontrarsi e strofinarsi insieme.
A ogni spinta i loro membri diventavando più tesi e più duri, mancava così poco ...
Blaine, che stava leccando senza pietà i capezzoli di Kurt, fermò in un attimo il tutto.
Non era così che doveva essere, la notte era ancora lunga ...
Capovolse le posizioni, portandosi di nuovo sotto Kurt.
"Credo ..." iniziò con un sorriso "... che noi due abbiamo una certa questione in sospeso."
Anche Kurt sorrise a quelle parole.
Era arrivato il momento dell'assaggio.
Blaine vide la Kurt sparire tra le sue cosce, sentì la sua lingua lambire la punta del suo membro, prima di far scorrere la lingua sulla sua lunghezza.
Allora emise un gemito basso e gutturale, mentre afferrava i capelli di Kurt.
Fece capire a Kurt che poteva osare un po' di più: dopo aver torturato a lungo la punta con la lingua e con i denti, il membro di Blaine venne accolto in quell'antro caldo e umido che era la bocca di Kurt.
La stessa lingua che all'esterno lo aveva torturato, all'interno gli prometteva il paradiso, mentre le mani di Kurt gli afferravano i fianchi e lo portavano a spingersi disperatamente nella sua bocca, per incontrare una vibrazione delle sue corde vocali, generata da un gemito ...
Uscivano già le prime gocce e sembrava prorpio che a Kurt piacesse più del Borgogna.
" A-ahh... Kurt ... credo che basti ..."
Kurt sollevò il viso e si leccò le labbra.
"Come desiderate, conte."
Kurt si distese prono sotto di lui, offrendogli le natiche e affondando la faccia nel cuscino.
Per non fare troppo rumore, diceva.
Blaine, a cui sarebbe piaciuto tanto poterlo vedere in volto mentre urlava per il piacere che gli donava, faceva finta di crederci.
Gli mise le dita in bocca e con quelle Kurt risprese il lavoretto che aveva interrotto poco prima.
Quando ritenne che fossero sufficientemente bagnate, quelle dita percorsero la schiena di Kurt. Piano, piano arrivarono sulle natiche: prima su una, poi sull'altra.
Blaine riprese a baciargli il collo e, quello stesso tragitto che poco prima aveva fatto compiere al suo dito, ora erano le sue labbra a compierlo.
E, non contento, sulle natiche i suoi baci si fecero ancora più audaci, diventando veri e prorpi morsi.
Sotto di lui Kurt continuava a gemere e sospirare per il piacere, ben coscio che erano solo all'inizio.
Quando la calda e umida lingua passò sulla sua entrata, Kurt buttò la testa all'indietro, mordedndo quasi fino a strappare la federa del cuscino, per attutire i gemiti che continuavano ad aumentare di volume.
Se all'inzio si limitava a lunghe leccate profonde con la lingua appiattita e otteneva certi versi, quando appuntì la lingua infilandola leggermente nell'apertura del servo, si ritrovò a un passo dal venire anche lui
Andò più in profondità, pizzicando e schiaffeggiando il sedere del servo, e gemette con lui vedendolo inarcarsi e cercare provare un po' di sollievo strofinando la sua erezione contrò il materasso sottostante.
A quella visione temette veramente di non riuscire a trattenersi e dovette allontanare a malincuore una mano dalle bianchissime natiche di Kurt, per portarla al suo membro e darsi piacere.
L'unico suono che riempì la stanza erano i gemiti più o meno sommessi di Kurt, visto che quelli di Blaine andavno infrangersi direttamene contro l'apertura del servo, provocandogli vibrazioni e brividi di piacere che si irradiavano su per la colonna vertebrale.
"Basta ... basta ... è una tortura ... conte!"
Il conte si staccò e alzò la testa, mentre un filo di saliva univa la sua bocca all'entrata di Kurt.
Era ora di iniziare a fare sul serio.
La mano di Blaine, dopo un paio di tentativi, riuscì ad aprire il cassetto di fianco al baldacchino, estraendo una preziosa boccetta in cui si affrettò a immergere le dita.
Poi portò una di quelle dita sull'apertura di Kurt, premendo forte.
Mentre il dito penetrava il suo orifizio, tentando di farsi strada, Kurt sibilò e si affrettò ad aggrapparsi forte alla testiera del letto, graffiando il legno, ma non appena la prima falange ebbe superato quello stretto anello di muscoli, il suo corpo non ci mise molto a ricordare che cosa quelle dita fossero in grado di provocare, permettendo a quel primo dito di insinuarsi tutto dentro di lui senza opporre resistenza.
Poi un secondo.
Poi un terzo.
Poi fu Kurt a spingersi contro le sue dita, cercando piacere.
"V-vi prego ...Dio mio..." inziò a gemere Kurt, sempre col viso sprofondato nel cuscino.
"Non dovresti invocare qualcosa in cui non credi, Kurt." gli ricordò il conte con un sorriso, aprendo le dita a forbice.
Così facendo ritardò la decisa, seppur boccheggiata, risposta di Kurt.
"P-perchè? Perchè è ..." e qui fu costretto a fermarsi un attimo a causa di penetrazione particolamente profona " ... perchè è peccato?" gli chiese girando la testa di lato.
"Sappiate che anche quello che stiamo facendo è peccato, conte. Per loro anche il modo in cui respiriamo è peccato!"
Blaine, come accadeva spesso con Kurt, rimase senza parole.
Ma non ce n'era bisogno, perchè Kurt si era già stufato delle parole e il suo corpo pretendeva in maniera sempre più evidente di essere soddisfatto.
Allora Blaine piegò le dita ad uncino, premendo su un punto particolarmente sensibile, che fece contorcere Kurt, che morse il cuscino tentando di non farsi scappare un apprezzamento troppo rumoroso.
Continuarono così per un po', Blaine a sforbiciare e premere, Kurt a contorcersi, percorso da spasmi di piacere, ma non parlarono più.
Gli unici rumori efurono di nuovo i gemiti di entrambi – quelli di Kurt un po' più rumorosi, sebbene fossero soffocati dal cuscino-, fino a quando il servo si lasciò sfuggire un mugolio particolamente lungo e sonoro, calmato da una lasciva carezza del conte sul suo fianco.
Blaine prese altro olio, lo spalmò sulla sua erezione e l'allineò all'entrata di Kurt, strofinandola e premendola contro l'orifizio. Afferandogli le natiche con entrambe le mani iniziò ad allontanarle e la punta del suo membro violò Kurt all'improvviso.
"Ohh ..." Kurt alzò a fatica la testa e la voltò di fianco per guardarlo in faccia "Vi prego ... vi prego ... muovetevi o impazzirò ..."
Blaine spostò le sue mani sui fianchi, cingendoli gentilmente mentre assecondava la richiesta di Kurt e cominciava a penetrarlo.
Ed era come se il suo pene fosse intrappolato in una bollente, umida e terribilmente stretto pertugio.
Gli sembrava di spaccarlo in due, ma, a giudicare dalle quasi urla che il servo aveva comiciato a emettere, Kurt non ne sembrava troppo dispiaciuto. Quando fu completamente sprofondato in quella morsa guardò in basso, verso l'orifizio teso al massimo che lo teneva ben stretto e cominciò a spingere. Respirando pesantemente con la bocca, si tirava leggermente fuori e si spingeva dentro di lui a ritmo sempre più serrato, percependo i muscoli dell'altro stringerlo forte ed emettendo un sonoro gemito.
Senza fermare i suoi affondi, si lasciò cadere in avanti, verso quella schiena perlacea lucida e umida di sudore, per poggiarvi il petto.Cominciò a torturare il suo collo in bacio feroce tutto denti e lingua, mentre portava la mano sotto il ventre di Kurt per stringere il suo membro duro e pulsante, ormai abbandonato a se stesso.
Mentre si spingeva contro quelle spinte forti e decise, Kurt pensava di non poter provare un piacere più grande. Poi, però, la mano del conte circondò la sua erezione, intrappolandola in una morsa bollente e per poco non venne sul posto. Riuscì a trattenersi, ma sapeva che non sarebbero durati ancora per molto. Cominciò a far ondeggiare il bacino, spingendosi ora contro il membro del conte, ora dentro la sua mano.
Poi, con suo disappunto Blaine uscì.
Solo per rientare subito dopo con un forte colpo di reni, colpendolo con un'ultima, fortissima stilettata proprio lì e strappandogli ben più di un gemito.
Sentì il calore che si era annidato alla bocca dello stomaco riversarsi in quella mano, mentre un grido alto e acuto lottava per uscire dalla sua bocca.
Quando Blaine udì il grido strozzato di Kurt, sentì il suo seme caldo invadergli la mano e i suoi muscoli che intrappolavano e rilascivano ritmicamente il proprio membro, era arrivato al punto di rottura.
Dopo altre due poderose spinte esplose, riversando il suo piacere nel corpo dell'altro con un ringhio quasi animale.
"Chissà come reagireste, se scopriste il piccolo segreto del vostro adorato erede maschio, padre."
A quel pensiero non potè trattenere un ghigno di soddisfazione. Quella era la sua piccola rivincita contro il padre.Poco importava se quest'ultimo non ne era a conoscenza.
Ma a volte Blaine era curioso di vedere la reazione di suo padre se avesse scoperto chi era a scaldargli il letto.
Di certo non lo credeva casto come un angioletto ed era sicuro che gli avrebbe fatto l'occhiolino con aria cameratesca, forse anche con una pacca sulla spalla, se lo avesse sorpreso a intrattenersi con una cameriera.
Scandalo, disonore, Sodomia! Quella parola che era sempre in bocca ai preti... Ipocrita. Suo padre era un maledetto ipocrita, né più né meno degli altri nobili, che nascondevano la testa sotto la sabbia, fingendo di non notare che era una cosa reale, che era sempre esistita e che non era peccato, checchè dicessero i preti.
Niente avrebbe potuto convincerlo del contrario.
Se era sicuro che suo padre non sospettasse niente dell'identità del suo amante, non poteva dire lo stesso di sua sorella Quinn. Chi meglio di lei avrebbe potuto capirlo riguardo a relazioni illecite? Il fatto che sciovolasse nel letto di Noah Puckerman, il loro medico di fiducia, per sfuggire alla solitudine e dal vuoto del suo matrimonio con un'uomo orribile che aveva il doppio dei suoi anni, non era proprio un segreto e continuava a far chiaccherare riguardo alla paternità della piccola Beth, sua nipote.
Se anche Quinn non sapeva niente di certo, sicuramente sospettava.
A volte gli sembrava di intercettare certi sguardi ...
Ma Quinn non lo preoccupava.
Era religiosa, ma non avrebbe rischiato di infanngare il buon nome di famiglia. E in fondo, molto in fondo, era pur sempre sua sorella.
L'espressione del volto placida e rilassata, il respiro regolare: un angelo, un angelo tentatore profondamente addormentato fra le sue braccia.
Dimenticò che Kurt doveva lasciare subito le sue lenzuole per tornare nelle proprie, poichè la servitù che avrebbe iniziato le sue mansioni giornaliere di lì a poco,e si sistemò in modo da poterlo osservare meglio, il gomito sul cuscino, la mano sulla fronte a tenere su i tremendi e indomabili riccioli.
Allora perchè sotto le dita di Kurt, che li tiravano, li tormentavano e li accarezzavano, sembravano arrendersi?
Le labbra rosee, impercettibilmente dischiuse, lo attraevano da morire e non fu facile resistere alla tentazione di sfiorarle con le proprie, dischiuderle dolcemente e far danzare le loro lingue. Ma ci riuscì, ben conscio del desiderio di Kurt di non essere baciato sulla bocca.
Non confondiamo il sesso con l'amore, Conte.
Un'onda di desiderio l'assalì, e in quel momento avrebbe dato qualunque cosa pur di poter svegliare Kurt, ma non per farlo andare, e provare insieme il piacere della notte precedente...anche se era mattina, anche se avrebbe già dovuto lasciare quella stanza e forse si meritava una mezz'oretta di sonno. Dettaglio insignificante, quest'ultimo. Kurt non avrebbe certo rimpianto il sonno perduto, se si fosse lasciata assalire dalle maliziose carezze di colui di cui da tempo allietava le notti.
Eppure a Blaine sembrava ieri che era scoppiato quel temporale che li aveva costretti a trovare rifugio in un fienile.
Neanche quella volta, mentre erano distesi sulla paglia, gli era stato concesso un bacio.
Non confondiamo il sesso con l'amore, Conte.
Quante volte gli era stata ripetuta quella frase, durante i loro illeciti convegni notturni, mentre Kurt girava con rabbia il viso non appena capiva che lui aveva intenzione di baciarlo sulle labbra?
Non confondiamo il sesso con l'amore, Conte.
Cercando di scuotersi di dosso quei pensieri, Blaine gettò uno sguardo fuori dalla finestra, scorgendo i primi raggi di sole.
Per Kurt era ora di andare.
Prima di svegliarlo però, venne attirato dalla sua immagine nello specchio: una serie di graffi facevano la loro porca figura sulla sua schiena.
Li avrebbe giustificati dicendo che si era fatto prendere la mano durante un duello ... solo che non ne avrebbe specificato il tipo!
Sorrise al suo riflesso, covando avido con lo sguardo l'immagine sua e di Kurt.
Forse un giorno, magari anche fra tantissimi anni, per nessuno sarebbe stao più un problema se due persone si fossero semplicemente amate, senza distinzioni di ceto sociale e di sesso e senza bisogno di raccontarsi bugie sull'amore e sul sesso.
Prima dell'arrivo di quel giorno, avrebbe baciato Kurt.
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