Con la penna in mano sempre io.
Quello che si è sempre creduto un passo davanti a dio.
Non ve lo aspettavate, ma sono tornato,
le mie mani sono ancora intrise di sangue non sono cambiato,
pensavate fossi cambiato, pensavate fossi mutato,
tranquilli ero a scrivere i vostri nomi sulle lapidi del vostro destino segnato.
Pensare di cambiare in meglio,
è soltanto un' aspettativa che dimentico quando mi sveglio,
e dovresti farlo anche tu,
che dici di cambiare strada.
ma continui a ripercorrerla qualunque cosa accada.
Mi sono rotto i coglioni di scrivere parole per gente che non merita un cazzo.
Adesso scrivo parole per me,
parole che non mi facciano pensare di lanciarmi dal tetto di un palazzo.
Di notte vedo cose che nessuno vede,
sarà la mia immaginazione o il continuare a bere,
ma quei fottuti fantasmi nella mia testa,
che ogni volta che mi spavento fanno festa,
ma tanto prima o poi guarisco oppure mi curo.
Tu non sai cosa vuol dire essere me.
Soffrire di solitudine senza un apparente motivo,
sentirsi morti dentro e fuori mai vivo,
odiarsi senza un motivo valido,
perchè in questo mondo ti rispettano solamente sei sei problematico oppure invalido.
E ho fatto della mia sofferenza il mostro nel cassetto,
che nutro ogni volta che della mia maschera falsa mi vesto,
della mia solitudine non ne faccio un dramma,
piuttosto con il stare da solo ho imparato a costruirmi un arma,
per non dovere piu vedere l'ombra di me stesso riflessa nella lama
e poter finalmente vedere di questi giorni l'alba.
siamo tutti soli a questo mondo.
ce chi si ricorda di accendere la luce nei momenti buii,
e chi come me si dimentica e sbatte la faccia contri i muri.
Ma sono certo che sbattere la testa non si stato invano
botta dopo botta ho distrutto questa parete come fossi un uragano.
E se dovessi lasciare le penne in questo mondo,
a voi non lascerei un cazzo, perchè tanto ritorno.
Pure dall'aldilà vi manderei a cagare
perchè pure la riuscireste a farvi odiare.