Babbo è in viaggio sulle montagne, allora son andata a casa a innaffiargli le piante.
La casa era buia, pulita, profumava di mamma, com'è possibile ho pensato?
talco, mughetto, maglia fresca di bucato, tenda cipria velo, saponetta, crema oil of olaz, acqua di rose, vassoi che aspettano ciambelloni, cucchiaini di sogni di tè di pomeriggio, foglie e fiori di geranio, fiori e foglie di ciclamino, sassetti di mare dipinti
oppure, mi son detta, è il profumo di quella casa di sempre, da sempre?
chi è nata prima, mamma o casa?
Allora poi non ho resistito, il tempo eppure era poco, son salita in soffitta di corsa, come quando da piccola fuggivo su per fregare i vecchi Topolino di mia sorella e leggerli lì, e poi meno piccola, scoprire tra i libri accatastati "Porci con le ali", e poi anni dopo ancora, ancora meno piccola, rifugiarsi lì col mio amore palpitante a notte fonda
Però in realtà stavolta son andata fino in fondo la stanza, dove il tetto è più basso, sempre più basso, dove ci stanno i pacchetti di foto, quelli che non son finiti in album rilegati della sala, foto di n'importe quoi, le non scelte, ogni tanto le spulcio, prove di scatti, rullini pellicole
e sul ripiano al di sotto, io seduta a terra, ho trovato una borsa, rotta, bianca e marrone, di mamma, che aveva a quanto pare trasformato in porta documenti, porta ricordi, tessere non più in uso, taccuino 1993, appunti suoi scombinati, ma ben riposti nelle tasche
e dentro un vecchio portafoglio ho trovato una polaroid di me e mia sorella che ti guardiamo, anzi io guardo il coniglio dagli occhi che sembrano olive, e attorno tutta la brigata di amici peluche in posa
mamma la piglio io la foto felice, non dirlo a nessuno che son andata in soffitta a leggere i Topolino, piccola, ancora, ancora meno piccola







