Day 25. What book are you currently reading?
Just started reading “Circe” by Madeline Miller for the #AnimeAnticheGDL.
Actually for me is a reread.
But I really wanted to reread it, and I think this reading group, is the best possible way to do it.
It is going to be fun!🤩
Nutrire l’intelligenza: il segreto per una mente sempre giovane e luminosa
In un’epoca di sovraccarico informativo e stress costante, spesso dimentichiamo che la nostra mente è un ecosistema prezioso che va coltivato con cura. In “La mente radiosa”, la giornalista Eliana Liotta e la neuroscienziata Michela Matteoli ci guidano in un viaggio affascinante alla scoperta del legame indissolubile tra cervello, corpo e alimentazione.
Il libro rivela una verità sorprendente:…
Nella mia vita ho sempre attraversato delle fasi, delle grandi ere, oniriche, totalizzanti, incerte, come quelle di Picasso, in cui fissarmi con un qualcosa diventa impellente. Non importa il soggetto l'ossessione nasce prima lenta, poi coinvolge ogni aspetto e finisco per leggere sempre di più sull'argomento, fino ad arrivare ad un punto in cui mi ritengo soddisfatta delle conoscenze che ho acquisito e semplicemente passo ad altro. Fin da ragazzina quindi il mondo della mitologia greca e romana ha sempre rivestito un ruolo importante nelle mie letture e nei miei approfondimenti, anche la letteratura greca e latina mi hanno affascinato al liceo, leggere di Omero e Virgilio non era mai un obbligo. Lo sforzo richiesto per le traduzioni di latino era inversamente proporzionale alla noia che sentivo durante le spiegazioni del mio prof di italiano e latino. Ora anche se non è uno dei miei argomenti principe, e anzi spesso non è proprio la prima cosa che mi capita in mano, pure mi lascio incantare dai retelling. I retelling sono delle interpretazioni che gli autori fanno di un determinato mito (fiaba, tema, leggenda, storia) e delle sue principali caratteristiche, in varie chiavi o cambiando il punto di vista sulla vicenda, magari raccontando le vicissitudini di personaggi secondari, o cambiando il setting, magari mettendolo in un contesto più moderno o semplicemente approfondendo episodi che non sono mai stati narrati o solo accennati nel mito originale.
Ecco quindi una selezione di alcuni degli ultimi retelling che ho letto, vi avevo detto che ho diverse recensioni in ballo. In particolare mi riferisco a:
Il canto di Calliope di Natalie Haynes
Galatea di Madeline Miller
Lavinia di Ursula L. Le Guin
Orfeo. Sogno e morte di Luca Tarenzi
Una donna sola corre nella notte, intorno a lei la sua città che brucia. Fuori dalle mura, la regina e altre sventurate attendono un destino che verrà deciso dai vincitori. È la caduta di Troia. Dieci interminabili anni di guerra sono giunti alla tragica conclusione, mentre le avventure dei protagonisti andranno a ispirare, nei secoli a venire, le opere di artisti e scrittori. «Cantami o Musa» invoca il sommo poeta Omero, che ha raccontato le gesta degli eroi. Ma Calliope, musa della poesia epica, questa volta è meno accomodante: è convinta che non tutto sia stato narrato, che qualcosa di fondamentale, legato alle figure femminili, manchi ancora per completare l’affresco. Se il bardo vuole che lei canti, allora lei canterà insieme a tutte le donne coinvolte nella grande tragedia. Dando voce a ciascuna di loro, Calliope prende in mano la storia e ce la racconta da una nuova prospettiva. Ecco Andromaca, Cassandra, Pentesilea, Clitennestra, che vengono alla ribalta, con i loro pensieri, con i complicati risvolti psicologici delle loro scelte, con la sete di vendetta, la solitudine, la dignità di fronte alla morte. E poi tutte le altre, da Penelope a Briseide, da Creusa a Ifigenia, dalle troiane che, vinte, saranno rese schiave, alle greche che attendono il rientro dei loro uomini, senza dimenticare le capricciose divinità che governano le sorti dei mortali. Attingendo alle fonti antiche, anche le meno note, Natalie Haynes rivisita una delle più grandi narrazioni di tutti i tempi, facendoci palpitare di commozione accanto alle leggendarie eroine, e trasmettendoci il sentimento vivo di come la guerra di Troia e la sua epopea appartengano alle donne non meno che agli uomini.
"Il canto di Calliope" di Natalie Haynes edito in italiano da Sonzogno, parte dal presupposto che la voce delle donne nella narrazione della guerra di Troia sia stata messa da parte, in favore delle gesta epiche degli eroi che ne hanno determinato le sorti. Calliope, Musa della Poesia, nella visione della Haynes non può restare indifferente e si fa portavoce delle storie di queste donne, che hanno vissuto e sofferto al pari degli uomini. La Haynes quindi recupera fonti varie e disparate, alcune anche poco conosciute per mettere insieme una storia corale che rifugge al mero atto di guerra e che si può quasi considerare una raccolta di racconti, tutti accomunati dagli eventi e dal luogo, ma ognuno con le proprie peculiarità. La guerra di Troia è una storia di uomini, con gli scudi e le spade tratte, ma è anche una storia di donne. Penelope scrive lettere al marito, nell'attesa del ritorno di Odisseo ma tiene testa ai "Proci" che la circondano, le troiane che cantano un assedio che non finisce più, Criseide, la figlia del sacerdote, che nonostante la devozione nasconde un mondo interiore senza pari. La solitudine spaventosa che le accompagna si fa luce con tutti gli alti e i bassi di vite diversissime ma tutte accomunate dal sacrificio. Voci di donne troppo spesso tenute in silenzio.
Galatea, la statua che la dea Afrodite ha reso viva in uno slancio di benevolenza verso Pigmalione, il grande scultore greco, è ora una donna a tutti gli effetti: la sua bellezza uguaglia, o probabilmente supera, quella della marmorea opera d’arte del suo creatore. Dopo averla presa in moglie, l’uomo pretende che lei lo ripaghi incarnando altissime virtù di obbedienza e umiltà, assoggettandosi al suo desiderio. Così, per quanto Galatea provi un sottile piacere nell’usare la propria avvenenza per manipolare lo sposo, in lei comincia a farsi strada un sentimento di ribellione. Nell’ossessiva speranza di fermarla, il marito la tiene sotto stretta sorveglianza in una clinica, controllata da dottori e infermiere. Ma quando le nasce la figlia Pafo, in Galatea si desta un vigile istinto materno, pronto a esplodere al primo segno di pericolo. Ormai è troppo tardi per ostacolare la decisione di spezzare le catene della prigionia, costi quel che costi. Da Ovidio a Goethe al noto Pigmalione di George Bernard Shaw, il mito a cui si ispira questo racconto ha sedotto i lettori nei secoli: Madeline Miller ce lo ripresenta con la sua tipica sensibilità, in una chiave che si muove tra tempo antico e contemporaneo, proponendoci un ribaltamento di prospettiva che ci induce a riflettere su come leggiamo e rileggiamo le storie. Il volume è impreziosito dalle illustrazioni di Ambra Garlaschelli che, nell’interpretare la prosa dell’autrice, costruiscono a loro volta un ipertesto potente, iconico, poetico e lucidamente attuale.
"Galatea" è un retelling scritto da Madeline Miller più famosa forse per "La canzone di Achille" e "Circe". In un'edizione per Sonzogno illustrata dai toni onirici e vagamente surreali la Miller prende la storia di Galatea e la ripropone al lettore in una prospettiva del tutto nuova. Galatea è il nome della statua del mito di Pigmalione narrata nel decimo libro delle Metamorfosi di Ovidio. Pigmalione aveva deciso di non sposarsi e di consacrare la sua vita all'arte e alla scultura e la sua opera più importante era una statua di avorio, con le fattezze della sua donna ideale. La scultura era così bella che il suo creatore se ne innamorò perdutamente, trascorrendo le sue giornate ad adularla e a riempirla di baci e facendole indossare gioielli e vestiti. Folle d'amore pregò la dea Afrodite di darle la vita e renderla sua sposa, e la dea intenerita decise di esaudire il suo desiderio, rendendo viva la statua. Il mito si tinge di sgomento nella versione della Miller che dipinge la vicenda di una luce oscura, ritraendo Pigmalione come un uomo accecato dalla ricerca della perfezione, e risentito dalla vita che scorre nelle vene di Galatea. La donna diventa il pretesto per sfogare tutta la sua frustrazione di fronte all'imperfezione della natura e della vita umana e Galatea sconta tutto. Rinchiusa in una stanza senza possibilità di fuga è costretta a subire le angherie di un uomo con tutto il potere dalla sua parte. Troppo bella per passare inosservata passeggiando per le strade della città, Galatea è innocente, ma vittima di un sistema che la vuole vigile e sveglia solo in certi momenti e nel resto del tempo dovrebbe essere solo un soprammobile. Nonostante la brevità un colpo al cuore, che induce alla riflessione, anche l'arte può diventare un'arma nelle mani sbagliate.
Unica figlia del re latino, la giovane Lavinia è corteggiata da Turno, re dei Rutuli. Il suo destino però è quello di sposare il principe esule venuto dall'Oriente, Enea, e da lui generare una stirpe che governerà il mondo. Un legame da cui nascerà un impero, ma al prezzo di un conflitto sanguinoso. Nonostante sia un personaggio cruciale nell'Eneide, in tutto il poema Lavinia non pronuncia una sola parola. Duemila anni dopo, finalmente Ursula Le Guin restituisce la voce alla principessa italica. Prendendo in mano la propria sorte, la giovane svela ciò che Virgilio ha la storia della sua vita, l'amore della sua vita.
Lavinia è una rilettura attuale ed emozionante degli ultimi sei libri dell' un romanzo di austera bellezza che, come la migliore epica classica, parla di guerra e di passioni, intessendo un racconto ricco di dettagli e immaginazione, premiato con il Locus nel 2009.
Di Ursula L. Le Guin avevo già letto "La mano sinistra del buio" una storia di fantascienza ambientata in un pianeta di ghiaccio che mi aveva molto inquietata "Lavinia" però mi aveva incuriosita perché l'ultima versione uscita per Mondadori ha una coperta dai riflessi viola metallizzati che mi aveva molto colpita. E poi ho iniziato a leggere. La Le Guin ha un'estrema maestria nelle descrizioni, con pochi piccoli dettagli ricostruisce una scena e il lettore resta immerso nelle atmosfere e nei paesaggi. Anche in questo caso il Lazio di un'epoca lontana tra il mito e la realtà viene restituito alla pagina a partire dalla minuziosa opera di ricerca e approfondimento della scrittrice e dalla sua immaginazione e lascia nel lettore l'idea che sia estremamente verosimile. Lavinia per tutti è la moglie di Enea, che per Virgilio è l'eroe troiano da cui sono nati Roma e il Lazio, ma di Lavinia non si conosce molto, se non vaghi accenni e in tutto il poema non pronuncia una sola parola e con questo libro la Le Guin cerca di porre rimedio alla mancanza. Lavinia è l'unica figlia del re Latino del Lazio e sembra destinata a grandi cose. Cresciuta in un ambiente protetto, ha avuto un'infanzia piuttosto felice in mezzo alle colline, nei boschi, circondata dalle tradizioni della sua casa e da servitori fedeli. Ma la sua libertà non può durare a lungo, il matrimonio è dietro l'angolo e la sua mano è molto ambita, i pretendenti che arrivano alle porte di Latino cercano alleanze e visioni, in un mondo in cui le guerre hanno un ruolo tanto importante quanto le combinazioni della nobilità. Lavinia però ha le idee chiare, ha avuto una visione e sa cosa deve fare, deve solo tenere duro per non farsi sommergere dagli eventi e da chi le vuole mettere i bastoni tra le ruote. Non è facile destreggiarsi tra chi la vuole sottomettere, ma la sua determinazione la porterà lontano. Non solo di fronte a Enea, un uomo pieno di passione e forza, con un fascino indiscutibile e il carisma di chi trascina i suoi uomini avanti a colpi di parole ed esempi in prima persona, ma di fronte ai suoi nemici per proteggere chi ama. Caparbia e volenterosa è uno di quei personaggi che non si perde d'animo e che preferisce stare da sola che a nascondersi dietro falsi sorrisi in mezzo alla scena, ma ciò che colpisce di più è proprio la sua visione di insieme, la sua capacità di andare oltre le apparenze e gestire un uomo, un eroe con un nome più grande di tutto.
Mediterraneo orientale, XIII secolo a.C. Orfeo è il figlio illegittimo di un re della Tracia, cresciuto senza conoscere l'identità della madre, privo dell'affetto del padre e disperatamente innamorato della sorella acquisita, Euridice. Una notte, nel tentativo di sottrarsi a un matrimonio combinato, Euridice fugge dalla fortezza in cui abita. Orfeo la insegue e, poco dopo, i due si imbattono in una banda di satiri, uomini selvaggi che venerano il dio Dioniso. I satiri però non fanno loro del male: Marsia, il loro capo, è il fratellastro di Orfeo che anni prima ha abbandonato il padre e il titolo di principe. Tramite Marsia anche Dioniso si incuriosisce nei confronti di Orfeo, e ordina ai satiri di istruirlo nelle loro arti sciamaniche. Mentre Euridice viene rinchiusa nella fortezza dal re per impedirle di scappare ancora, Orfeo scopre un insolito talento per le arti soprannaturali e, tra i tanti prodigi, impara ad abbandonare il proprio corpo per entrare nei sogni di altri. Un racconto brutale, lirico, violento e appassionato di magia, amore eterno e ribellione contro il destino.
Il mito di Orfeo è forse uno dei più ripresi e dei più riscritti perché ha la capacità di plasmarsi a qualsiasi estro che può arrivare ad uno scrittore. In "Orfeo. Sogno e morte" di Luca Tarenzi edito da Giunti si segue la strada classica, ma non per questo meno affascinante che porta a scoprire ogni perché delle azioni di Orfeo. In questo primo volume della storia Tarenzi immagina di seguire Orfeo dai suoi primi passi e ce lo rappresente immerso nel cuore della Tracia, dove è nato da un re illegittimo, fragile e impaurito che cerca i mezzi per proteggere Euridice, la ragazza di cui in fondo è innamorato da sempre. Il mito si fonde con la magia in un mix che incanta il lettore e lo porta alla scoperta dei Satiri e del culto di Dioniso e dal lato opposto a quello di Apollo. Orfeo inesperto e ingenuo, incredulo e vagamente codardo, si ritrova suo malgrado in mezzo alla seduzione operata dalle due divinità, accecato da un sentimento più forte di lui. Tutte le sue scelte, poco ponderate, sono dettate dall'amore per Euridice e dalla sua impazienza di fronte alle sventure. Abilissimo nelle arti magiche che gli tramanda Marsia, Orfeo diventa un punto di riferimento e il punto debole degli scontri, ma soprattutto è incapace di vedere la visione di insieme, bramoso di riuscire, finisce per strafare e diventare la vittima perfetta delle vicende e delle brame degli dei. Non si può sfidare una divinità e pensare di salvarsi indenni, mettere sul piatto qualcosa da scambiare diventa inevitabile e il costo è altissimo. La bravura di Tarenzi resta nelle ambientazioni e nelle ricostruzioni minuziosissime di luoghi e situazioni del XIII secolo a.C., di quel Mediterraneo Orientale culla di miti e leggende, di personaggi grandiosi e di storie terribili che fanno da illuminante monito per chiunque tenti di andare oltre e di muoversi al di là delle sue possibilità.
Salve a tutt* e benvenut* alla mia tappa dedicata al review party di “Arianna” di Jennifer Saint. Grazie mille a Valeria per aver organizzato l’evento e creato le grafiche e a Sonzogno per la copia in anteprima. Le mie opinioni non sono state in alcun modo influenzate.
di Jennifer Saint (Autore) Ginevra Lamberti (Traduttore)Sonzogno, 2022
Arianna e la sorella Fedra, principesse di Creta e…
𝕷𝖆𝖉𝖉𝖔𝖛𝖊 𝖘𝖎 𝖆𝖇𝖇𝖎𝖆 𝖖𝖚𝖆𝖑𝖈𝖔𝖘𝖆 𝖉𝖎 𝖈𝖚𝖎 𝖆𝖓𝖉𝖆𝖗𝖊 𝖋𝖎𝖊𝖗𝖎, 𝖖𝖚𝖆𝖑𝖈𝖔𝖘𝖆 𝖈𝖍𝖊 𝖊𝖑𝖊𝖛𝖎 𝖆𝖑 𝖉𝖎 𝖘𝖔𝖕𝖗𝖆 𝖉𝖊𝖌𝖑𝖎 𝖆𝖑𝖙𝖗𝖎 𝖒𝖔𝖗𝖙𝖆𝖑𝖎, 𝖈𝖗𝖊𝖉𝖔 𝖈𝖍𝖊 𝖌𝖑𝖎 𝖉𝖊𝖎 𝖌𝖔𝖉𝖆𝖓𝖔 𝖙𝖊𝖗𝖗𝖎𝖇𝖎𝖑𝖒𝖊𝖓𝖙𝖊 𝖓𝖊𝖑 𝖋𝖆𝖗𝖑𝖔 𝖆 𝖕𝖊𝖟𝖟𝖎. Diciamo che tiro un sospiro di sollievo. Sembra che sia scoppiata la nuova moda del riscoprire i miti e riscriverli, ed ammetto che la cosa mi trasmette molti brividi... Eppure mi sono lanciata con Arianna, sperando di trovare qualcosa di diverso, migliore. Diciamo che è stato così, anche se non ai livelli della pubblicità che ne hanno fatto. Resta un romanzo gradevole, scorrevole, che ripropone un mito piuttosto sconosciuto (io, per esempio, ne sapevo pochissimo), portando spunti di riflessione molto vari, che però non ho idea di quanto siano collegabili alla mitologia. Prima di parlarvi della storia, vi dico già in breve la mia opinione: Un romanzo che mi è piaciuto, ma che resta "superficiale" nel narrare queste vicende. ALT, NON così superficiale. L'ho trovato una bella lettura (forse non giustifica il costo nuovo del romanzo a cover morbida), però diciamo interessante se cercate qualcosa per avvicinarvi al mito senza appesantire troppo. Una buona scrittura, che introduce molti spunti di riflessione senza attualizzarli troppo, in modo da restare coerente con l'epoca narrata e i vari personaggi. Lo consiglio? Ni. Il costo mi scoraggia molto, perchè se non piace mi rendo conto che è una spesa. (anche se ormai tutto ha questo costo) 📎Ve ne parlo meglio sul blog [link in bio] #Arianna #JenniferSaint #Sonzogno #sonzognoeditore #bookblogger #booknerd #bookblog #bookstagrammer #booklovers #bookish #leggere #libro #librodaleggere #mitologia #novità #Teseo #Minotauro #Fedra #freepik #viaggiatricepigra https://www.instagram.com/p/CaCprEDsfpH/?utm_medium=tumblr