Io sono l'uccello di Ermes. Ho divorato le mie stesse ali per rendermi docile.
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Io sono l'uccello di Ermes. Ho divorato le mie stesse ali per rendermi docile.
“ Qualche volta, al tramonto, la fanciulla girava le rovine del castello, che di là guardano la valle, e rimaneva sul ciglio dello scoscendimento, seduta su un architrave crollato, sola soletta a fantasticare. Più d'una volta l'avevano sorpresa così compagnie di giovinastri, e anche questo era un fatto da dar pensiero, se si riflette che appunto verso quell'ora fra le rovine s'aggira un grosso serpe con gli occhi di carbonchio, custode d'un tesoro nascosto. Nella vallata s'allungava l'ombra, qualche treno lontanissimo svolgeva un pennacchietto radente di fumo compatto; un treno che correva verso le città e attraversava quella terra deserta come ad occhi chiusi per non cedere all'invito di quelle ombre gonfie e massicce; verso le remote città piene di splendore. Bah, sogna, e avrà tutto il tempo di smetterla —, rispondeva benevolo il maestro di scuola, che conosceva la vita, a chi gli raccontava d'averla trovata, lassù. Ma gli altri non la pensavano così semplice.
Comunque vada di tutto ciò, che la fanciulla fosse molto bella era indubitabile; slanciata e flessuosa, con due occhi vasti e fondi in cui correva a momenti l'adustione del topazio, a momenti l'inflessione violacea e spessa dell'oliva, con un petto candido dallo scollo (in verità troppo largo), i capelli lisci e un po' gonfi... Gurù era il suo nome; e anche questo nome lasciava molti imbarazzati. Secondo alcuni era un nomignolo scolastico, dovuto a certe false compitazioni della bambina; secondo altri l'avanzo di qualche nome barbaro della temuta famiglia. Nessuno s'era presa la pena di confrontare lo stato civile della ragazza sul Comune; però: ne ne, facevano le solite vecchie quando sentivano avanzare l'una o l'altra delle due spiegazioni, ne ne e, al solito, non ne dicevano di più. “
Tommaso Landolfi, La pietra lunare. Scene della vita di provincia, Firenze: Vallecchi, Gennaio 1944² [1ª edizione 1939]; pp. 49-50.
Facciamo di nuovo il gioco dei chicchi di melograno?❤️ @thegodoftheunderworldd
Durante la "Grande Bellezza" mi sono addormentato e ho fatto brutti sogni.
Durante la "Mano di Dio" mi sono addormentato, ho fatto brutti sogni e mi sono svegliato tutto incazzato.
Quando è arrivato "Parthenope" sono rimasto a casa. A dormire.
(Non avevo detto ancora la mia. Pareva brutto... Poi magari tra qualche settimana dico qualcosa anche della banana scotchata.)
Ovvero il ciclo dei casi gonfiati ad arte e ad arte fatti scoppiare. Con un’appendice tutta localistica, napoletana e universale.
Incontrare Pavese è scioccante e perturbante perché si viene a contatto, in modo più esplicito che in altri autori, con il risultato del peccato originale, dell'infrazione dello stato di ignoranza del bene e del male - parlo ovviamente in termini simbolici. Pavese ha un nucleo scottante, che palesemente concerne la sessualità, e che si estende a tutta la libido, la forza vitale che, a causa del senso di colpa e della conseguente autosvalutazione, viene depressa provocando una deriva narcisistica verso la morte, solo stato che possa soddisfare la sua ambizione.
Questa la mia genuina impressione. Se qualcuno la pensa diversamente, me lo faccia sapere. Io sono una persona estremamente ignorante, alla ricerca di nuovi punti di vista che mi sorprendano e mi facciano avanzare nella comprensione.
Sii come Prometeo, il mitico portatore del fuoco agli umani. Coltiva saggezza, nutri intelligenza e abbi il coraggio di ribellarti per la conoscenza. Il tuo fuoco, come il suo, può illuminare il cammino degli altri con amore e compassione. Ricorda che la ribellione e la sofferenza possono portare a una profonda crescita interiore. Il tuo viaggio personale può attraversare la luce e il buio, ma resta presente in ogni istante, affinché ogni momento porti pienezza e chiarezza. Il resto sarà la tua strada.
tizianacerra.com
(Dipinto di Heinrich Friedrich Füger, Prometeo ruba il fuoco, 1817)
FMR Magazine Gen/Feb 1998. Palazzo Ducale - Sala dei Miti, Sabbioneta Affresco detail.