Al finire di ogni buon libro al finire di ogni giorno e notte sorge un nuovo inizio la cui brezza soffia da te il cui respiro si trova in te anche il pianto senza motivo di un bambino è l’inizio di un lontano sorriso in arrivo.
Edip Cansever
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Al finire di ogni buon libro al finire di ogni giorno e notte sorge un nuovo inizio la cui brezza soffia da te il cui respiro si trova in te anche il pianto senza motivo di un bambino è l’inizio di un lontano sorriso in arrivo.
Edip Cansever
LET’S HOPE
Spero solo di non dover aspettare tanto quanto l’altra volta.
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Che poi io non voglio tanto, troppo. Non voglio miliardi e miliardi che poi, alla fine, non saprei nemmeno come spendere. No. Io voglio solo avere un posto tutto mio, una casetta immersa nel verde con una delle finestre che,magari, dà sul lago. O anche un piccolo appartamento pure un po’ incasinato, e magari pure su un corso trafficato, ma tutto mio. Voglio pochi amici, con cui condividere tutto. Voglio, se è possibile, un amore vero. Non pazzesco, non straordinario, solo vero. E voglio poter fare quello che mi piace ed essere felice di svegliarmi ogni mattina. Voglio poter bere il mio tè nero seduta accanto alla finestra mentre fuori piove e sapere che tutto va bene.
e noi, quaggiù nella bassa speriamo, non nei santi, ma nel rosso che tinge di rosso il campanile e il cielo della sera.
(foto falpao, come una preghiera)
Non smettiamo mai di giocare. Iniziamo con le giostrine, le costruzioni, le bambole, i peluche, i soldatini, le matite colorate, i carillon, le macchinine, le palline, la sabbia, gli aquiloni, le altalene, gli scivoli. I giochi di gruppo, il pallone, il tennis, le gare di corsa, nascondino, i castelli di sabbia, i videogiochi. Poi i casinò, i giochi di azzardo, la tombola, le scommesse, i giochi di società. A chi arriva primo, a chi mangia più costolette, a chi centra la boccia dei pesciolini rossi con la pallina. Immaginiamo, inventiamo, scherziamo. Giochiamo a carte, ai cruciverba, a sudoku, ai quiz, alla corsa dei sacchi. A chi fa i tuffi più spericolati, a chi indovina più canzoni, a chi mangia più salsicce. Giochiamo tanto e giochiamo sempre. Ed è bellissimo che sia così.
Tra i giochi, un tempo, ce n’era uno terribile. Un gioco che solo poche persone amavano e del quale loro decidevano le regole. E poi obbligavano tutti a giocarlo. Un gioco crudele inutile. Era un gioco in cui nessuno vinceva e milioni di persone perdevano. Un gioco dove non si rideva mai e si moriva per davvero. Ma per fortuna ormai non lo ricorda più nessuno e nessuno ci chiede più di giocarlo. Per fortuna…
Domani si va di lotto e superenalotto, e a guardare il Milan che gioca a Torino. Chissà come andrà. Scommettiamo? VB
(Immagine di Thomas Bossard)