STARSCREAM ( Voyager ) War for Cybertron: SIEGE
Anche STARSCREAM non ha bisogno di presentazioni, che il luogotenente Decepticon con l'ambizione di spodestare Megatron è ormai una presenza talmente fissa da avere avuto pure lui il suo modello Combiner nella scorsa Power of the Primes, ma per Siege ritorna già e in grande stile, esibendo la famigerata modalità alternativa del cosiddetto Tetrajet Cybertroniano, visto nella primissima puntata del cartone originale.
Ma andiamo con ordine e partiamo dalla modalità ROBOTICA, ovviamente smodatamente classica nell'aspetto, con tutti i dettagli iconici al punto giusto, dalle ampie ali ai moduli fra spalle e testa, e via così. La prima cosa che salta all'occhio è l'uso eccessivo dei dettagli dipinti per simulare lo sporco, che finora nei Deluxe e in Shockwave non era così invasivo ma nel robot qui è abbastanza in vista su avambracci, gambe e petto.
I colori classici comunque non sono male, col grigio principale, il rosso nei solito torso ed il blu di piedi e braccia, che temevo fosse troppo chiaro come nei cartoni e invece è scuro al punto giusto.
Il design è fedele, dicevamo, ma sembra davvero troppo squadrato, con i particolari in rilievo come il cockpit sul torso, le ginocchiere e le tibie pure parecchio schiacciati, per non parlare dei piedi più alti che lunghi, quasi fosse in punta di piedi. Questa legnosità è però solo apparente, dato che in realtà il robot MOLTO posabile, con non solo la rotazione di polsi e bacino e inclinazione laterale delle caviglie, ma pure quella frontale dei piedi, di piegare ben oltre i soliti 90° ginocchia e gomiti, di sollevare la testa ( questo forzando un po’ il pannello che la sostiene, ma niente di deleterio ) e pure di estendere in avanti le braccia verso il petto.
Non pago, pure le ali oltre che piegarsi alla base possono ruotare un po' verso l'alto, giusto per dare quell'effetto scenico che non guasta mai. Insomma, questo Astrum è davvero il tipico esempio del giocattolo che ad una prima occhiata può lasciarti indifferente, magari anche per la ridondanza del personaggio visto e stravisto, ma solo quando ce l'hai dal vivo scopri tutte le potenzialità finora nascoste. A parte il discorso dei dettagli appiattiti di più sopra, gli unici difetti estetici sono magari le ali, la cui parte interna è rivolta verso la parte frontale del robot, anche se ha comunque un paio di dettagli dipinti come le strisce rosse e dei piccoli simboli di fazione, ma si sente la mancanza dei simboli Decepticon belli grandi in vista proprio lì.
Sempre per spaccare il cappello in 4, notiamo che la testa è leggermente inferiore alla media finora superlativa del design delle facce dei Generations ( ma gli occhi c’hanno il lightpiping ), mentre gli avambracci quando si ruotano i polsi tendono ad aprirsi dato che non sono fissati quando serve aprirli per la trasformazione. Le armi infine sono i classici fucili da braccio da Seeker, senza però ulteriori spine o fori per poterli agganciare in una super arma come invece la maggior parte delle armi dei Siege.
Infine, come altezza è nella norma della scala della nuova linea, risultando però più basso della sua precedente incarnazione Popt, ed effettivamente a pesarli questo Siege è più leggero, ma come dicevo sopra le ampie ali almeno visivamente danno l’impressione che abbia più massa di quella effettiva.
Parlando di TRASFORMAZIONE, questa è assai diversa dalla classicissima del G1 e derivati, con le braccia che si accorciano facendo sparire pugni e gomiti alla maniera dei Masterpiece, addirittura, e con il vero colpo di genio dell'intero passaggio da bot a jet, ovvero i moduli fra testa e spalle che si abbassano lateralmente fino a ricongiungersi in basso e divenendo la punta del velivolo! La testa sparisce dentro il corpo, sollevando il pannello del petto, mentre il bacino ruota e le gambe si accovacciano, unendosi alle braccia che a loro volta si saldano alle ali che si chiudono sulla struttura, con il pannello dei 3 razzi sulla schiena e quello del petto che finisco sul retro.
Il JET CYBERTRONIANO, si diceva all'inizio, non è una variante leggera del classico F-15 terrestre, come accaduto alla maggior parte degli alt mode degli altri Siege, ma appunto si basa sui tetrajet visti nella primissima puntata del cartone G1: la forma del giocattolo Voyager cerca di imitare al meglio quel particolare velivolo stilizzato, tranne per le "punte" tranciate del muso, alettone verticale ed ali, e tutto sommato è un buon compromesso come design.
Quello che rovina il jet però sono le gambe del robot ripiegate sotto il mezzo, parecchio grosse e ben visibili che spezzano l'aerodinamicità generale: probabilmente l'ideale sarebbe stato che almeno uno degli arti inferiori finisse sotto il muso, o comunque che in qualche maniera non ci fosse questo vuoto improvviso nella parte inferiore anteriore, magari coprendolo con pannelli ripiegati poi sempre sulle gambe. Con questa scusa qui questo Starscream è praticamente uno shellformer, dato che la parte superiore ed esterna del jet potrebbe staccarsi senza tanti complimenti dal resto che forma il robot accovacciato, ma almeno c'è l'intuizione, come dicevo sopra, di aver sapientemente riciclato la punta del jet nei due moduli dietro la testa.
Altra cosa che mi fa storcere un po' il naso è il petto situato dietro il velivolo: a parte che i primi modelli, il mio incluso, hanno questo pannello che non è proprio fisso alle braccine che lo sostengono, ma nonostante le turbine ora giustamente poste come propulsori, è il falso cockpit che stona lì in mezzo.
Anche il jet è bello "sporco" con dettagli di sporciume vari, ma in questa modalità ci sta ed è un bel dettaglio, nel contesto di guerra della finzione narrativa della linea Siege.
Interessante come i fucili, sebbene abbiano anche i fori sotto le ali e sugli avambracci per potersi sistemare, tecnicamente possono rimanere attaccati ai fori sulle spalle del robot anche durante la trasformazione rimanendo così sempre sotto le ali.
Da segnalare inoltre la possibilità di muovere i razzi dei piedi, grazie alla posabilità di questi, fino a sistemarli perpendicolari al terreno, magari per simulare un decollo verticale.
Infine, è un peccato che il tetrajet sia goffo nella parte inferiore, dato che per il resto come velivolo è assai ispirato, e in generale questo Starscream dal look robotico iconico e dalla grande posabilità è complessivamente meritevole di far parte di una collezione, anche insieme ad altri Astrum Generations di qualche anno fa, grazie anche alla sua trasformazione poco comune nell'ambito dei seeker: speriamo che per l'aerodinamicità del modello di tetrajet correggano il tiro con un'eventuale riproposizione dei Conehead, al limite.