“Bello scatto.”
Inseong alza lo sguardo e scoprì che Taeyang lo stava guardando in modo strano - un’espressione che va abbastanza bene co il modo in cui aveva pronunciato le due parole. Pensa che probabilmente dovrebbe sentirsi giudicato a causa del tono, ma questo è Youngbin, e negli ultimi sei mesi in cui Inseong l’ha conosciuto, può tranquillamente dire che non si tratta di questo.
“Chi è questo?” continua Taeyang, prendendo con disinvoltura la foto dalle mani di Inseong, così da poterla studiare meglio. “Liam?” Legge il nome scritto sul retro. “Sembra familiare.”
Inseong non può fare a meno di sbuffare - è così da Taeyang non realizzare di chi fosse quella faccia. “Sono abbastanza sicuro tu abbia visto questa faccia in Time Square”, gli fa notare con una risata, allungando il braccio per riacchiappare la foto.
“Oh!” L’intero volto di Taeyang si accende al riconoscimento; ora è tutto al suo posto nella sua mente, Inseong lo può facilmente dedurre. “Il ragazzo che fa da testimonial al— hm, cos’era? Un profumo, giusto? Ocean breeze? Ocean— Ocean qualcosa?”
“Blue Ocean, Cologne for men.” Inseong recita in un tono cantilenante che richiamasse la narrazione della pubblicità stessa. Lo ha visto un po’ troppe volte nell’ultimo mese, almeno una volta al giorno sul posto di lavoro.
“Esatto, quello.” Taeyang concorda entusiasta. “Sei un suo fan, hyung? Sembra un po’ più giovane in quel—“ continua gesticolando verso la foto che Inseong ora sta mettendo via, dentro un album che Taeyang si supponeva non vedesse in ogni caso.
“Dovrebbe.” risponde Inseong, con la risata con echeggiava naturalmente per la stanza prudendo nel venire fuori dalla sua vola. “Aveva a malapena diciannove anni, in quella - era la sua prima posa che ha dato quando per la prima volta ha cercato la sua fortuna qui, qualche anno fa.”
“Aspetta, conosci il ragazzo dell’Ocean Blue personalmente?” L’espressione sorpresa di Taeyang diverte Inseong; non dovrebbe nemmeno essere così shoccante, considerando che Inseong lavora come un editore per riviste maschili, il che gli assicura una connessione con il mondo dei modelli.
Ma forse Taeyang ha abbastanza diritto di essere sorpreso in questo caso, in fin dei conti, non è che Inseong conosca Youngkyun tramite connessioni create in editoria.
“Dormiva nello stesso letto in cui dormi tu, veramente”, spiega Inseong, nel suo tono di voce da dato-di-fatto, anche se si aspettava la stessa espressione ancora più sconvolta che fa capolino sul viso di Taeyang.
Dettagli forti ed uno sguardo soffice che guarda dritto nella macchina fotografica - queste sono le prime cose che qualcuno più notare dallo scatto di Youngkyun. Youngkyun, dal momento che al tempo il nome era già preso, dovette farsi andar bene Liam. La sua mascella è compatta e i suoi bordi affilati - il suo pomo d’Adamo è così attraentemente definito, specialmente dall’angolazione in cui aveva deciso di scattargli la foto. C’è qualcosa nei suoi occhi che lo legge come sincero, nonostante l’intensità che ovviamente cerca di essere proiettata. Inseong ricorda di aver pensato che Youngkyun - il cui stage name al tempo era Hwiyoung - non è solo un gran modello, bensì uno con del potenziale.
Il suo vecchio compagno di liceo, Jaeyoon (uno dei pochi con cui aveva deciso di mantenersi in contatto anche dopo l’università, ed eventualmente trasferirsi negli Stati Uniti), era stato quello a chiedergli il primo favore. “Ehi Inseong,” persino ora ricorda le sue parole. “Questo ragazzo è determinato a fare successo da solo lì a New York, ma non mi fido delle agenzie di reclutamento. Che ne pensi di aiutare un ragazzo della tua stessa casa?”
Aveva davvero usato quelle parole - ragazzo di casa - ed Inseong se lo ricorda per via della sua stessa risata causata dall’inglese di Jaeyoon ancora vivido nella sua memoria. Non aveva propriamente un cuore d’oro quindi era scettico - a quel punto, viveva da solo a New York da sei interi anni ma era fuori dalla scuola solo da due di essi. Alla fine, però, Inseong è nulla se non un amico fedele, e fu d’accordo di fare questo favore ad un vecchio amico facendo entrare in casa uno sconosciuto a vivere con sè.
Non era facile perché non era più abituato ad avere dei coinquilini; per non parlare del fatto che Youngkyun era un po’ troppo silenzioso - anche imbronciato alle volte - per i suoi gusti. Ma due anni sono tanto tempo per vivere con qualcuno, ed in quell’arco di tempo ad Inseong sarebbe piaciuto pensare che si sarebbero conosciuti meglio.
Dal momento che Youngkyun riuscì a prenotare il suo primo photoshoot, Inseong era di già il suo più grande sostenitore, e dal momento che Youngkyun riuscì ad entrare tra le pagine di GQ magazine (per concessione, era in fondo alle pagine o solo come background della maggior parte dei photoshoot), Inseong aveva una specie di, forse, cotta per il ragazzo.
“Tutto ciò che sto capendo è che hai l’abitudine di adottare i randagi”, è ciò che Taeyang gli dice giocosamente, dopo che sente la storia di come Inseong conosce colui a cui si riferisce come il Ragazzo Affascinante del Blue Ocean.
Inseong non è capace di biasimarlo per l’interpretazione, così ride semplicemente. Taeyang è un ballerino che è a New York da nemmeno un anno - il che significa prettamente che sparecchia i tavoli per guadagnarsi da vivere, mentre prova audizioni dove e quando può. Questa volta era stato il turno di Youngbin - un altro vecchio amico del liceo che aveva chiesto il suo aiuto a favore del più giovane. Erano in una crew di ballo, a casa, apparentemente prima che Taeyang decidesse di volare all’estero per provare la sua fortuna davanti ad un audience più grande ed internazionale.
Probabilmente è una fortuna che Inseong sia rimasto in contatto con solo due persone a casa, perché se non fosse in grado di dire di no a nessuno di loro, allora la sua vita sarebbe destinata a diventare molto difficile - tuttavia, forse aveva detto sì più facilmente al favore richiesto perché la storia di Taeyang suonava tristemente familiare, e meno perché dovesse a Youngbin alcun tipo di favore.
“Ne ho presi solo due”, fa notare Inseong. “Lui” dice, spostando la direzione dell’indice “ed ora tu. Difficilmente la chiamerei un’abitudine.”
“Chi ti dice che non ne prenderai un altro dopo che me ne sarò andato?” aggiunge a sua volta Taeyang.
“Vuoi dire che mi lascerai anche tu?” Inseong gli ritorce contro. Entrambi finiscono col fissarsi a vicenda per un buon numero di secondi prima di rompere in una rumorosa risata.
“Sto dicendo che un giorno troverò il mio successo, e finirò a vivere in una suite di un qualche hotel extralusso o qualcosa del genere, e qualche altro povero ragazzo da casa—
“Nah” scuote il capo Inseong. “Ho finito gli amici a casa. Nessun altro mi manderà una specie di artista povero e senza speranza che vuole cercare fortuna qui.”
“O forse riavrai il vecchio randagio che vuoi che resti qui con te” dice Taeyang disinvolto.
“Che stai dicendo?”
Il minore scuote le spalle. “Non ti vedo conservare un mio scatto nella tua scrivania in quel modo, cacciandolo fuori ogni tanto per fissarlo.”
Inseong quasi soffoca con la sua stessa saliva perché - cosa? Ci sono alcuni secondi di silenzio pregnante prima che riesca a pensare di nuovo. “Non mi ci vedi perché non ho un tuo scatto.”
Taeyang scoppia in una risata, questa volta è lui a scuotere la testa. “Se ne avessi uno, lo terresti in un raccoglitore, apposta per portarlo alla luce ogni arco di tempo solo per fissarlo così a lungo?”
“No, ma—“ Vorrebbe soffermarsi sul fatto che non fissa “così a lungo” la foto di Youngkyun, ma è interrotto prima di poter continuare.
“Il “no” è l’unica parte importante della risposta, hyung” Taeyang lo zittisce in un modo che indica la fine della conversazione.
“Buon Natale, hyung!” dice Taeyang accogliendo Inseong, nel pomeriggio del 24, con una grande confezione di carte rosse e verdi in sua direzione.
“Beh, sei in anticipo” commenta Inseong, prendendo per sé il regalo. “A Natale mancano ancora dieci ore.”
“Sai, non sarò nei paraggi stanotte” spiega Taeyang. “O nemmeno domani mattina.”
Giusto, Inseong se n’è quasi dimenticato - il suo coinquilino parteciperà a una festa organizzata dai suoi amici di lavoro. Taeyang ha provato a farlo stare con loro quei giorni, ma ha speso l’ultima settimana lavorando fino a tardi, ed ora tutto ciò che vuole è dormire per l’intera vigilia di Natale e giorno di Natale. È una festività che non porta un così grande significato, per lui.
“Sei sicuro di non voler venire con me, hyung?” Taeyang cerca di convincerlo ancora una volta. “Sarà divertente! Sai, quand’ero a casa, Natale non sapeva di molto se non avevi qualcuno di speciale e—“ dice facendo spallucce. “C’è stata una volta in cui ho cercato di passare il natale con il mio ragazzo del tempo,” fa una pausa, solo per ridere prima di continuare la storia. “È ancora a casa adesso, racchiuso, e vive con i suoi quindi puoi immaginare com’è stato quell’appuntamento di natale al tempo. So che a volte mi viene nostalgia, ma non mi manca esattamente quel tipo di vita a casa, sai?”
Inseong annuisce, in riferimento all’intera affermazione di Taeyang. C’è una ragione per cui Inseong ha vissuto da solo in una nazione straniera si da quando aveva diciotto anni, una ragione per cui non è voluto tornare a casa per almeno quattro anni adesso.
“Quindi”, continua ancora Taeyang, in modo realmente poco caratteristico, è solitamente più sul lato tranquillo - ma c’è un sorriso felice ed emozionato sul suo volto e Inseong non ha intenzione di rovinarglielo facendolo rendere conto del suo straparlare. “Quindi quest’anno voglio spendere il Natale con i miei amici in un un modo felice e genuino, in un modo che credo faccia per me. Inoltre—“ Inizia a ridere e abbassa la testa timidamente, il che fa sorridere Inseong perché questo è un po’ di più il Taeyang che conosce lui, “—il mio amico potrebbe avermi promesso di affiancarmi a qualche bel ragazzo, questo è tutto.”
Inseong non può evitare la risata che gli scappa, ma più tardi, quando sono le sei e mezza della sera, è lui quello a mandar via Taeyang con una pacca sulla spalla, accoppiata ad un occhiolino provocatorio.
Esattamente a mezzanotte, si ricorda del regalo di Taeyang - alla fine era una sciarpa bianca e grigia; si ricorda di averla vista una volta a Bloomingdaòe e sta che costa più di quanto non sembri. Si chiede brevemente perché Taeyang abbia dato di matto nel prendergliela, ma ferma velocemente il pensiero e si sofferma piuttosto ad apprezzarla. Ha appena preso il cellulare per mandare un messaggio di ringraziamento al suo coinquilino quando il suono del campanello squilla improvvisamente e lo riporta nel mondo reale.
“Arrivo—“ Risponde, sbrigandosi ad aprire la porta anche se non ha idea di chi potrebbe essere. Cantori di natale, forse? Ma certamente, pensa, non a quest’ora? Specialmente considerando il tempo fuori - proprio come le previsioni meteo avevano detto, la nevicata di Natale sta scendendo.
“Hyung.”
Youngkyun è lì sull’uscio di casa, il suo respiro è visibile mentre esala nell’aria fredda. Ha un cappello intrecciato infilato sul capo, ma i suoi sono penetranti come ricorda Inseong, ed in quel preciso momento lo stanno fissando, supplichevoli ma incerti.
“Hyung”, ripete, e questa volta Inseong può solo farsi da parte per lasciarlo entrare.
A suo avviso, Youngkyun sembra timido e imbarazzato nel farsi avanti - questo è il ragazzo che Inseong ricorda di conoscere. Il ragazzo che ha vissuto sotto il suo stesso tetto per quasi due anni, non l’uomo la cui faccia è costantemente esposta perché tutti i New Yorkesi la vedano, proprio sull’incrocio di Times Square.
“Buon Natale” augura, nella sua voce ancora più bassa di quando Inseong ricordi. Persino più roca, ma quello potrebbe essere un effetto del freddo.
“Vuoi qualcosa da bere?” chiede Inseong; non sa perché - o come sta riuscendo ad essere disinvolto. È passato esattamente un anno dall’ultima volta che ha incontrato Youngkyun, ma non come se avesse smesso di pensare al minore per tutto questo tempo. “Caffè? Thè?”
Youngkyun scuote il capo. “Volevo solo vederti, hyung, ed augurarti un buon Natale…” Strascica così il discorso, ed ora uno strano imbarazzo si sorregge nell’aria tra loro due.
“Quindi, adesso saresti Liam?” chiede, e per qualche ragione entrambi ridono.
“È stata una decisione dell’agenzia” ammette Youngkyun scrollando le spalle. “Hyung—“
I loro occhi si incontrano di nuovo, ma Inseong non dice niente; da solo un piccolo cenno del capo - un semplice gesto per lasciarlo continuare.
La verità è che non sa come sentirsi ora che Youngkyun è tornato nel suo appartamento - sembra un tema ricorrente di tutto ciò che prova per il più piccolo; è sempre confuso e insicuro.
“È solo brutto passare il Natale senza di te” ammette finalmente Youngkyun con un piccolo sospiro. Sembra timido ed incerto, ed Inseong immagina cosa dice di sé nei meandri della sua mente e lo trova adorabile.
“Non direi che l’anno scorso abbiamo passato il Natale insieme” risponde comunque, imbarazzandosi nel ricordare di aver lasciato andare Youngkyun l’anno prima nel giorno di Natale. Era stata una giornata inusuale - non avevano esattamente litigato, non come facevano nei primi mesi di convivenza insieme. Ma l’aria era spessa di tensione, come se ci fossero cose che dovevano essere dette, ma nessuno apriva bocca.
“Però adesso sono qui” ribatte Youngkyun, con un sorriso che aggraziava le sue labbra come un tentativo di pace.
“Sei qui ora”, concorda Inseong. “E domani?”
“Domani è domani.” mormora in risposta, ed Inseong è sicuro del fatto che finirà col salutare Youngkyun il giorno dopo, come l’anno precedente. Forse è la stagione, o forse è rivedere Youngkyun dopo così tanto, perché in quel momento scopre che non gli importa molto. Domani è domani.
“Qualcuno è stato qui” dichiara Taeyang quando torna a casa, il pomeriggio di Natale. “Hai avuto un ospite qui la scorsa notte, hyung?”
“Hmm?” Inseong stringe le spalle in modo disinteressato, continuando a canticchiare un motivato festivo nonostante abbia un libro aperto tra le mani.
Quest’atmosfera tranquilla e allegra porta Taeyang a lanciargli un’occhiata sospettosa. “Hyung?”
“La scorsa notte è la scorsa notte” risponde. “Oggi è oggi - Felice Natale, Taeyang.”
“Felice…?” Taeyang ride e scuote il capo. “Felice Natale, hyung.” gli augura di rimando con un sospiro. “Sono contento di sapere che tu ne abbia trascorso uno piacevole.”