L'istinto di sopravvivenza non s'impara. Viene da sé. Altrimenti nelle università avrebbero già aperto un corso d'istinto.
Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, Nottetempo, 2015 (traduzione di Camilla Diez; 1ª ed.ne Francia 2014); pp. 11-12
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L'istinto di sopravvivenza non s'impara. Viene da sé. Altrimenti nelle università avrebbero già aperto un corso d'istinto.
Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, Nottetempo, 2015 (traduzione di Camilla Diez; 1ª ed.ne Francia 2014); pp. 11-12
A differenza di altri siti minerari che traboccavano esclusivamente di diamanti o di cobalto, di rame o di bronzo, la miniera della Speranza forniva da sola tutti i minerali citati. La contea era talmente ricca che era nata una leggenda secondo la quale, che poi è vero, gli abitanti della Città-Paese scavavano nei loro giardini, nelle case, in salone, al bagno, nelle camere da letto e persino al cimitero. Sempre al cimitero, a volte i funerali si trasformavano in festeggiamenti, dopo la scoperta casuale di una pietra d tenore considerevole. Scavavano anche nella stazione la cui struttura metallica ricorda l'anno 1885, specie di notte, a volte persino con la complicità del sindaco di zona che spicconava pure nei suoi uffici, affannandosi a perlustrare da cima a fondo gli edifici pubblici. Si raccontava che in una sola giornata si tiravano fuori dalle baracche e dagli altri accampamenti di fortuna decine di sacchi di eterogenite. Le case rischiavano di crollare alle prime gocce di pioggia con quelle fondamenta rosicchiate, erose... Accettereste forse di crepare di fame mentre sotto ai vostri piedi riposano tranquillamente argento, rame, bario, stagno, e carbone?
Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, Nottetempo, 2015 (traduzione di Camilla Diez; 1ª ed.ne Francia 2014); p. 137
«Sono storico di formazione. A meno di non sbagliarmi, penso che la letteratura si meriti un ruolo di primo piano nell'elaborazione della storia. Solo attraverso la letteratura posso ristabilire la verità. Io mi prefiggo di ricostituire la memoria di un paese che esiste solo sulla carta. Fantasticare sulla Città-Paese e sull'Entroterra nella prospettiva di un viaggio a ritroso nella memoria... I personaggi storici sono i fari. Ma gli anatroccoli, gli scavatori, gli studenti famelici, i turisti e i...» «Questo discorso l'ho già sentito... Nella letteratura africana ne abbiamo già abbastanza di miseria, povertà, sifilide e violenza. Guardati attorno. Ci sono belle ragazze, begli uomini, buona musica, la birra di Brazza... Ma non t'ispira tutto questo? Sono preoccupato per l'avvenire della letteratura africana in generale. Nel romanzo africano il personaggio principale è sempre scapolo, nevrotico, perverso, depresso, senza figli, senza tetto e con tutti i debiti di questo mondo. Qui la gente vive, scopa, è felice... Si deve scopare anche nella letteratura africana!» Lucien approfittò della verve del suo interlocutore per bersi la sua prima birra. Sollevando il bicchiere intravide le due ragazze che lo avevano adocchiato la sera prima. Il poveraccio azzardò un gesto amichevole. Le ragazze-madri presero il gesto per un segnale e scesero senza farsi pregare.
Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, Nottetempo, 2015 (traduzione di Camilla Diez); pp. 58-59.
[ Ed.ne or.le: Tram 83, roman, Paris, Éditions Métailié, 2014 ]
“ In tutti i sobborghi si cercavano disperatamente cani da sbattere in forno e loro, nonostante la fame, a quelle bestiole ci si affezionavano. Una possibile traccia di ricerca per gli studenti in Scienze umane, ripeteva il Negus, poteva essere: "Rapporti di buon vicinato o poetica di una migrazione urbana: uomini di strada e cani erranti, saggio di analisi socio-critica". Persino il figlio maggiore del Generale dissidente, col rimpianto di un musicista jazz, ci spiegava quella che chiamava "la tenerezza sprecata e buttata al cesso dell'umanità". Ci spiegava che in Europa moltissime persone possiedono cagnolini che riempiono di tenerezza, mentre lui, con tutte le carenze di tenerezza che aveva, durante i suoi viaggi languiva solo soletto come l'unica locomotiva del binario 76. Con la sua gamba amputata, diceva che a volte sognava di essere un cane europeo, un Fox Terrier a pelo ruvido o un West Highland White Terrier, per poter ricevere tutte quelle tenerezze. Riprendiamo le sue frasi: "Immaginatevi, al centro di Parigi, negozi di vestiti per cani, negozi di cibo per cani, sale giochi per cani, ospedali per cani, casinò per cani, palestre di body-building per cani, e persino cani che partono in vacanza, sci, nuoto, aquilone... " Con la faccia ancora piú triste, evocava una donna che aveva tentato il suicidio tre volte perché il suo barboncino era scappato di casa. Diceva che era molto vantaggioso essere un cane di piccola taglia: "Non passi la notte fuori, e poi le donne e i bambini ti adorano, ti ricoprono di regali, ti aprono la porta della loro stanza, niente cuccia, davvero". Tutte le sue conversazioni giravano attorno ai cani d'Europa che saccheggiano la tenerezza umana. A Parigi, diceva, abitavo in casa di un amica in rue du Château, in mezzo a biblioteche e supermercati per cani. Un pomeriggio, sotto Natale, eravamo a spasso per gli Champs-Élysées. Immaginatevi il mio dolore: uomini, donne e bambini in compagnia del loro cani. "Non ce la faccio più ad assistere a questo spettacolo, io ho bisogno di un po' di attenzione e di amore e voi li buttate dalla finestra!" L'amica, vedendo il mio sgomento, si lanciò in spiegazioni confuse. È difficile farti capire cosa intendo. Noi siamo sensibili agli animali domestici perché loro conferiscono alla nostra quotidianità un certo ordine nella perfezione del nostro comfort, considerando che ci sottomettiamo di nostra spontanea volontà ai loro modi di essere e reagiamo all'ambiguità della nostra identità primordiale. “
Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, Nottetempo, 2015 (traduzione di Camilla Diez); pp. 150-52.
[ Ed.ne or.le: Tram 83, roman, Paris, Éditions Métailié, 2014 ]
«Di che ti occupi?» Esitò a proseguire. «Ho conseguito una laurea quinquennale in Storia». L'interlocutore si precipitò a posare il bicchiere sul tavolo e fu colto da un attacco di ridarella. Come se non bastasse, si alzò dalla sedia, fece qualche passo in avanti, chiese ai musicisti di abbassare la voce e puntò il dito su Lucien: «Amici miei, non ci crederete, ma quest'uomo è uno storico!» Ilarità generale. Tutto il Tram in un'unico coro: «Non avevi proprio un cazzo da fare!» Poi in cori sparpagliati: «E ti guadagni da vivere con la storia?» «Guardate che brutta fine, a forza di imitare i turisti!» «E studia anche le donne o soltanto la storia?» «Siete la nostra vergogna, voi che vi crogiolate nella storia dell'arte!» «Io mi butto sotto un treno se papà vuole a tutti i costi che studio le storie,» esclamò un monello di appena dieci anni che accompagnava il padre. Il signore tornò al tavolo e si scusò appena con Lucien, che ancora non capiva cosa gli era successo. «È stato più forte di me. Non m'immaginavo che nella Città-Paese ci fossero ancora teste pensanti. Questo paese è a terra, è tutto da ricostruire: le strade, le scuole,gli ospedali, la stazione e pure l'uomo. Abbiamo bisogno di medici, meccanici, carpentieri, spazzini, ma mai e poi mai di sognatori!»
Fiston Mwanza Mujila, Tram 83, Nottetempo, 2015 (traduzione di Camilla Diez; 1ª ed.ne Francia 2014); pp. 54-55
Fiston Mwanza Mujilla and Tram 83 win 2015 Etisalat Prize for Literature
Fiston Mwanza Mujilla and Tram 83 win 2015 Etisalat Prize for Literature
https://twitter.com/etisalatreads/status/711281036211134465?ref_src=twsrc^tfw Congratulations to Fiston Mwanza Mujilla. He was awarded the 2015 Etisalat Prize for Literature for his debut novel Tram 83, at a star-studded event in Lagos last night. The Etisalat Prize has won a reprieve. After its dismal failure to even shortlist Kintu last year, anything short of a win for Tram 83 and I would have…
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Tram 83
C'est quoi? Un premier roman C'est qui? Fiston Mwanza Mujila Temps de cerveau disponible? 300 pages
En un mot: post-colonial En une phrase: Bienvenue au Tram 83, bar/lupanar/salle de concert/restaurant/univers implanté au sein de la Ville-Pays, territoire africain imaginaire (le Congo où est né l'auteur?) En un paragraphe: Lucien est un intellectuel brisé par la guerre civile mais s'accroche inflexiblement (et bêtement?) à ses principes moraux dans une ville gangrenée par la violence, la prostitution, l'exploitation et la misère. Il succombe pourtant à l'attrait de ce bar hors-normes, dont la cacophonie est rendue palpable par la répétition de certaines phrases-clés et la création d'un vocabulaire. Exercice de style à la fois envoûtant et oppressant - comme la vie qu'y mènent les personnages.
La question: Comme près de la moitié des livres sélectionnés pour le Prix du Roman des étudiants Télérama/France Culture, Tram 83 met en scène un écrivain: tendance lourde ou aléa du calendrier?
Ca vaut le coup? Pour changer