Stasera, per un attimo, sul palcoscenico aperto hai danzato per me.
Tra le povere scene di carta, sotto le luci false, nel frastuono di note e nel respiro della folla piegata, s’è fatta per un attimo una pausa altissima, un brivido di estatica purezza, e hai sfiorato i tappeti in un cielo d’aurora.
Sei stata per me, un attimo, la raffica di musica che da una porta schiusa si riversa in un turbine nella strada notturna.
Per un attimo solo, in una luce splendida, poi sei tornata nuda.
Cesare Pavese
















