“ Ora facciamo bene attenzione, perché nessuno sembra rendersene conto: gli uomini che sono andati a letto con la stessa donna, anche se non contemporaneamente, sono tutti imparentati fra di loro. Purtroppo leggi, costumanze e vocabolario ignorano questo tipo di parentela, e non esiste parola, in nessuna lingua nota, che la indichi. Eppure la parentela c’è. Due uomini che si uniscono carnalmente con due donne, le quali siano fra di loro sorelle, diventano cognati e questa parentela è riconosciuta da tutti, anzi lodata (“fratello-in-legge” dicono gli inglesi, “bel fratello”, aggiungono i francesi). Molto maggiore dovrebbe essere il vincolo della parentela quando i due si coniugano con la medesima donna. Più che cognati, sono quasi fratelli, sono, se così può dirsi, fratelli inversi. La parentela è innegabile e anche fruttuosa qui in Italia, Paese, come sappiamo, che tiene in gran conto l’istituto familiare, e funziona soprattutto grazie a una fitta rete di consorterie fra parenti. A volte si tuona contro il sistema, ma a ben pensarci in particolare in alcuni casi quei legami tribali hanno evitato guai peggiori: c’è sempre, in Italia, un cognato che arriva con la grazia quando tu sei già davanti al plotone di esecuzione. E nulla esclude che anche i componenti di quel picchetto siano, alla lontana, parenti tuoi: o compaesani, o compagni di scuola o di vita militare. “
Luciano Bianciardi, Non leggete i libri, fateveli raccontare. Sei lezioni per diventare un intellettuale dedicate in particolare ai giovani privi di talento, Edizioni Stampa Alternativa/Nuovi Equilibri (collana Eretica), 2008; pp. 54-55.
NOTA: Il libro raccoglie sei ironici articoli pubblicati nel 1967 su sei numeri consecutivi di “ABC”, settimanale culturale milanese anticonformista e anticlericale che aderì a numerose campagne civili (aborto, obiezione di coscienza, libertà sessuale, laicità dello Stato). Significativa fu la sospensione delle pubblicazioni di questo periodico nel 1975 dovuta, secondo Lidia Ravera, al titolo di copertina «Polizia assassina».










