Quando non si hanno persone con cui condividere la vita, non avere nemmeno un posto è la cosa peggiore che possa capitare.

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Quando non si hanno persone con cui condividere la vita, non avere nemmeno un posto è la cosa peggiore che possa capitare.
«Nessuna ora possiede la grazia delle tre pomeridiane. La realtà si spoglia della sua durezza e diventa pura percezione cromatica. È il momento del grande ritorno e della nuova partenza; il punto in cui la luce tocca il suo culmine interiore e inizia la sua lenta discesa verso il sogno. Tra lo sfarfallio delle foglie e il silenzio dei campi, nell'istante transeunte in cui l’ombra si allunga per la prima volta, la bellezza mi visita come un’antica verità dimenticata»
(Sosio Giordano)
Uscire con un freddo estremo. Però metter piede fuori, comunque andare.
Salve di nuovo! Oggi ho deciso di raddoppiare. D'altronde questa per segnalazione editoriale ne vale la pena! Voglio infatti parlarv
- “Sono un adoratore dell’infedeltà, del mutamento, della fantasia. Non tengo in nessun conto l’idea di inchiodare il mio amore ad una qualsiasi chiazza della terra. Considero tutto ciò che ammiro sempre e soltanto un’allegoria. Dove il nostro amore resta incatenato, per trasformarsi in fedeltà e virtù, esso mi diventa sospetto”. Vagabondaggio: in questo breve e felice scritto, è racchiusa, tra la prosa e il verso, tra il diario e la favola, tutta la filosofia di Hesse; la quale, ampiamente esposta nelle opere maggiori, gli varrà il premio Nobel per la letteratura nel ’46. Peculiare è la figura del vagabondo, infatti, sebbene all'apparenza escluso dal mondo, il viandante, in realtà, ne interpreta i segni ed i simboli, ne ricompone, in questa esperienza ( il vagabondaggio) di libertà assoluta, i dissidi più intimi. Particolare ancora, è l’immagine del viaggio, infatti, il vagabondaggio altro non è che metafora e monito: ricorda, qualsiasi uomo, sia esso un nostalgico esule o sazio sofferente delle sicurezze, nel momento in cui s’incammina alla ricerca dell’essenza mistica e spirituale della vita, è viandante ed uomo solo. -“ il viandante puro, non dovrebbe conoscere la nostalgia. Io la conosco, io non sono realizzato e non mi affanno per esserlo. Io voglio assaporare la mia nostalgia come assaporo le mie gioie.” – H. Hesse. -R.I.C. _____________________________________ #hesse #vagabondaggio #nobel #letteratura#liberaureus #booklovers #booknerd #instalibri #readingaddict #bookaddicted #bookgram #igreads #consiglidilettura #libridaleggere #stoleggendo #booklove #ioleggoperchè #ioleggo #lovebooks #lovereading #tumbrl #microcosmi #books
Je m’en allais, les poings dans mes poches crevées; Mon paletot aussi devenait idéal; J’allais sous le ciel, Muse! Et j’étais ton féal; Oh! Là! Là ! Que d’amours splendides j’ai rêvées ! Mon unique culotte avait un large trou. - Petit-Poucet rêveur, j’égrenais dans ma course Des rimes. Mon auberge était à la Grande-Ourse. - Mes étoiles au ciel avaient un doux frou-frou Et je les écoutais, assis au bord des routes, Ces bons soirs de septembre où je sentais des gouttes De rosée à mon front, comme un vin de vigueur; Où, rimant au milieu des ombres fantastiques, Comme des lyres, je tirais les élastiques De mes souliers blessés, un pied près de mon coeur!
Ma bohème; Arthur Rimbaud
H. Hesse – Wanderung. Vagabondare tra stupidi confini. Ieri come oggi. Dal vecchio scaffale, un Viandante... “… Il viandante è, sotto molti aspetti, un uomo primitivo, così come il nomade è più primitivo del contadino.
Se avessi tanti soldi da non sapere che farne, farei la vagabonda. Andrei di città in città e vivrei di arte, cibo e vino buono, libri, film e incontri fugaci. Così per un po’, almeno fino a quando non mi riempirei gli occhi.