E poi un po’ di cose sparse della ciclabile della Valvenosta, bellissimo tratto da Bolzano al Lago di Resia, abbiamo scelto di farlo in salita per pedalare lentamente, col tempo necessario, il nostro, per vedere il paesaggio, i tratti dell’Adige che cambiavano dietro ogni curva, i campi innaffiati, gustarci le piccole soste per rinfrescarci bevendo il succo di mela. Abbiamo incontrato persone gentilissime, mangiato dolci buonissimi, che se pedali te li puoi permettere senza sensi di colpa e dopo salite con punte al 20% è quasi una festa. Visitato piccoli paesi fioriti, perché su ogni balcone, terrazza, finestra o campo che trovi ci sono fiori coloratissimi. Ho visto la vigna più alta del mondo, mucche al pascolo, bambini giocare per strada, cime innevate e nuvole. Dormito col piumone. Preso treni comodissimi (finalmente col vagone trasporto bici!). E poi finalmente il lago, quel lago che avevo sognato di vedere da tempo, dove nel mio immaginario (ignorante) mi ero creata un’idea romantica e nostalgica, invece poi leggendo (consiglio il libro di Balzano “resto qui”) capisci come sono andate le cose e un po’ ti vergogni della tua superficialità, ma anche questo fa parte della strada che qualcosa insegna sempre.
(foto falpao, strudel a colazione)













