Calendario dell’avvento 8 dicembre
Addio Claudio mio vecchio amore ❤️al carnevale eri un “figon con tre effe” per i gondolieri
Adieu Claudio mon vieux amour
Bye Claudio , my old love
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Calendario dell’avvento 8 dicembre
Addio Claudio mio vecchio amore ❤️al carnevale eri un “figon con tre effe” per i gondolieri
Adieu Claudio mon vieux amour
Bye Claudio , my old love
non saprai mai che l’ho scritto io, ma se mai lo leggerai, so che penserai a me
———————
IO NON SO AMARE
io non so come amare
io gli volevo bene
ma non sapevo amarlo
il mio era amore di controllo, ossessione possessione e manie di emergere nel rapporto
a me hanno sempre insegnato solo questo
non ho mai visto altro
sono cresciuta con questo
e ora ho capito perché non riesco a fare con te quello che ho fatto con gli altri
perché non riesco a far scorrere tutto
come se non fossi mai esistito
perché da te ho visto amore per la prima volta in vita mia
e mi sento talmente in colpa
perché ti ho portato io a diventare com’eri
se ora sei cambiato
se io sono cambiata
ti voglio bene lo stesso
ti chiedo scusa
mi dispiace
eri l’unico posto sicuro in un momento della mia vita dove avevo smesso di riconoscermi allo specchio
e dove avevo appena lasciato un sociopatico senza sentimenti che riusciva a mentire mentre pregava in lacrime in ginocchio e diceva bugie
e dove cercavo di farmi andare bene la madre che avevo con tutte le mie forze
ma a me amore non ne ha mai dato nessuno
ho visto il bene da tante persone
l’affetto
le attenzioni
non mi sono mancate
almeno da uno dei genitori
ma non ho mai sentito l’amore come me l’hai fatto sentire tu
mi dispiace per tutto
per averti reso una persona insopportabile alla fine della relazione
perché tu facevi semplicemente quello che avevo sempre fatto io
e il senso di colpa mi mangia dentro
perché ti saresti meritato l’amore
e io non te ne so dare
non so come si fa
Ti amo comunque mi diceva lei Non è abbastanza mi dicevo io
Partivo. Per ansia di meraviglie. Per tornare diverso. Ma le Penelopi implacabili: Sei tu. Sei sempre tu. Ti riconosco. Nelle parole dell’abbraccio una rabbia e un fallimento Che hai viaggiato a fare Se torni con un carico di nulla. Ancora una volta nudo alla meta. Sei sempre tu. Tre parole acuminate a ruminare dentro il sangue
E in cima a tutto Lei. La vecchia Vecchia Penelope con dita rattrappite di memoria sfinita non d’attesa ma da un inseguimento di pensiero intorno al mondo. Sei tu. Sei sempre tu.
L’amore è una forma di condanna, No mamma. Non sono io. Non sono mai stato io.
Costretto nel ritorno ad ammainare gli stendardi. A nascondere i bauli ed i cammelli, Chincaglierie. Piatti. Cianfrusaglie. Il tutto camuffato di tesoro.
Tutta una carovana insacchettata. I cavalli. I ciuchi sardi. La R4 rossa. Il comunismo estremo. I tarocchi. Un po’ di Budda grattugiato.
Tutto schiantato. Sei tu. Sei sempre tu.
(Marco Ribani era nato a Bologna nel 1943. Operaio, sindacalista, oste, animatore culturale, poeta e anche tuo padre Luca)
Antonio Dikele, Bozze
“E ti cantavo Fix You
Per farti dormire quando il mondo ti teneva sveglia..”
Ridere - Pinguini tattici nucleari
E ad un tratto alzo lo sguardo
e mi appaiono due occhi da mozzare il fiato,
due occhi già visti e mai dimenticati, immortalati nel passato,
a quanto pare mai archiviato
Sei proprio tu? No, non può essere vero!
Il dubbio si fa spazio sino a tormentarmi l'anima
soprattutto quando hai iniziato a ricambiare il mio sguardo
forse incuriosito dalla mia strana reazione
Avrei voluto chiederti se eri per davvero Tu
ma ancora una volta la fottuta paura ha agito per me,
impedendomi di farlo,
convincendomi del contrario!
Eppure il Mio cuore non la pensa così
perchè quello sguardo a lungo sognato e amato
mi ha trafitto ancora, proprio come la prima volta
che io credevo ormai sepolta.
E invece no!
Sono passati diversi anni
perchè mi fai ancora questo effetto?
Non capisco!
Forse Tu mi hai dimenticato, io invece non ci riesco
Tu fai ancora parte del Mio cuore
questa è la realtà,
Mi fai ancora girare la testa
non posso dire di no,
perchè certi amori continuano
anche se in altre forme
resistendo allo spazio e al tempo
e Tu sei l'esempio!
@elenascrive
Fuori è buio e il letto è freddo e vuoto, ma io ti sento, ci sei. La tazza col caffè è lì, accanto all’abat-jour, c’è da giorni. Il tuo maglione è rimasto sulla sedia e c’è ancora il tuo profumo nella nostra stanza, nel nostro piccolo mondo, che ha racchiuso urla e sussurri, liti e baci. Le tue camicie sono rimaste nell’armadio e il tuo spazzolino è ancora nel bagno, accanto al mio. C’è tutto a dire che ci sei, ci sono io a sentire la tua assenza. Forte come un pugno nello stomaco, forte come un colpo al cuore, proiettile nel vento che ti squarcia l’anima. C’è un silenzio insopportabile da quando non ci sei, c’è silenzio nel mio pianto e tra le nostre foto ingiallite, nei nostri nomi uno accanto all’altro sulla porta d’ingresso, tra i miei nei e nei miei occhi. Dicevano che per uno strano gioco del destino, dov’ero io eri tu, dov’eri tu ero io, ci ritrovavamo sempre, ovunque. Almeno una volta al giorno eravamo destinati ad incrociarci lungo la strada tra i passanti ignari. Ti riconoscevo: le tue mani, il tuo profumo, inconfondibili. Mi riconoscevi: il mio modo di camminare, quel saltare qua e là, scavalcando gli ostacoli, cercando di non inciampare. Ora non è più così, ora i miei piedi sono sempre incollati al suolo, quasi avessi paura di volare in alto, come un palloncino sfuggito ad una bambina distratta. Ora non è più così, forse perché ho paura di raggiungerti, lì dove sei, ho paura di fare i conti con quella leggerezze che mi avevi regalato e che ora si è trasformata in massi pesanti che mi opprimono. E non riesco a respirare, da quando non ci sei. Ma la luna resta lì e non può asciugare il temporale di questi occhi, in cui si ripete come un film, ancora e ancora, la nostra storia, all’infinito. E all’infinito mi mancheranno le tue carezze prima di dormire, il tuo bacio al dentifricio al mattino, i tuoi morsi sull’orecchio, le tue grandi spalle e la sensazione di sentirmi al mio posto quando mi abbracciavi forte, come mai nessuno aveva fatto prima. All’infinito mi mancherà l’odore del tuo dopobarba e il profumo della tua pelle, quel tuo modo di guardarmi e ridere, quel tuo modo di chiamarmi e le tue telefonate per dirmi che mi stavi pensando. All’infinito mi mancherai e all’infinito ti amerò.
...devo convincermi che non è nulla, ma le mie mani tremano. Mi manchi, troppo.
" ricordo ancora quando mi guardavi negli occhi, mi prendevi dai fianchi e poi iniziavi a darmi quei baci interminabili... "
-@bloglarixox