Un appello!
Cari miei amici!
Se qualcuno di Voi abbia mai fatto un reblog dei miei vecchi post Vi prego potete gentilmente restituirmeli?
Grazie di cuore! 💖

#batman#dc#dc comics#bruce wayne#dick grayson#batfam#batfamily#tim drake#dc fanart



seen from United Kingdom
seen from China

seen from United States
seen from United Kingdom
seen from United States

seen from Sri Lanka
seen from Germany
seen from United States
seen from Pakistan
seen from United States
seen from United States
seen from Germany

seen from United States

seen from Russia

seen from Australia
seen from United States

seen from France

seen from Italy

seen from Yemen
seen from United States
Un appello!
Cari miei amici!
Se qualcuno di Voi abbia mai fatto un reblog dei miei vecchi post Vi prego potete gentilmente restituirmeli?
Grazie di cuore! 💖
Venerdì, Novembre 17, 2006
Echoes
C'è un cielo grigio stamani, un lago impercettibile, dello stesso colore lattiginoso del cielo.
C'è una barca sospesa nel nulla dal finestrino del treno, mi sfila davanti con la stessa consistenza di un sogno, un ombra grigia nel mare fumoso della nebbia del mattino.
C'era una donna magra e affascinante l'altra notte sul treno, dalle gambe perfette, minuta e incazzata, dall'autostima ridotta ad un sospiro dopo una giornata di lavoro.
C'era un vecchio con la vita racchiusa in poche carte dentro alcune buste di plastica nel treno l'altro pomeriggio, era seduto alieno su di un sedile imbottito, mesto e conscio di essere un pò fuori posto, un unico sorriso tra gli occhi gonfi sul punto di sbottare mentre gira e rigira fogli di quaderno con la grafia di un bimbo, un unico sorriso, mentre rifiuta con estrema gentilezza la caramella che gli offro dal pacchetto.
C'era la ragazza succube della moda, con quel cappellino dalla scritta luccicosa, il decollete generoso su di un seno piccolo e bello, agitava nervosa le mani scendendo in ogni stazione a fumare un morso di sigaretta tra un saliscendi di persone.
C'è una suoneria psicopatica che squilla e risquilla, c'è il non riuscire a dormire, c'è il sentire i cazzi di tutti anche non volendo.
C'era un vecchio numero di topolino, una bottiglia d'acqua ed un panino schifoso che ancora stento a digerire a farmi compagnia.
C'è una vecchia promessa ed una canzone che mi gira in testa durante il viaggio.
Avevo promesso, un giorno di molti anni fa, di aiutare una cara amica se ne avessi avuto possibilità, ed ora è giunto il momento di mantener fede a quel proposito. Il suo primo CD mi è arrivato poco prima di partire, un ascolto veloce per rendermi conto se il potere della voce ancora l'accompagna, fugge quasi inascoltato mentre faccio quei pochi chilometri fino alla stazione, poi la voce si fa suadente e ipnotica ed il mondo si scioglie, i ricordi si fanno mossi e monta la marea: "L'eco di un tempo lontano arriva battendo attraverso la sabbia e tutto è verde e sottomarino"
Echoes (Pink Floyd) Overhead the albatross hangs motionless upon the air And deep beneath the rolling waves In labyrinths of coral caves The echo of a distant time Comes willowing across the sand And everything is green and submarine And no-one showed us to the land And no-one knows the where or whys But something stirs and something tries And starts to climb towards the light Strangers passing in the street By chance two separate glances meet And I am you and what I see is me And do I take you by the hand And lead you through the land And help me understand the best I can And no-one calls us to move on And no-one forces down our eyes And no-one speaks and no-one tries And no-one flies around the sun Cloudless every day you fall upon my waking eyes Inviting and inciting me to rise And through the window in the wall Come streaming in on sunlight wings A million bright ambassadors of morning And no-one sings me lullabies And no-one makes me close my eyes And so I throw the windows wide And call to you across the sky
"...e nessuno ci chiama per andare avanti", ed allora io urlo più forte sperando che poi qualcuno chiami, è tutto ciò che posso sorellina, ma lo faccio di cuore.
C'è un pallido sole che fa capolino tra le nuvole al mio arrivo a Roma, c'è un treno carico di pendolari chiassosi e rompicoglioni ad attendermi con storie di corna, di "...c'ho un cazzo così!", "...l'ho scopata così...", "..vaffanculo, cazzo voi???", storie non richieste e che mi devo sorbire mordendomi la lingua per non ribattere alla vagonata di cazzate che sento, e mentre monta la marea della mia intolleranza chiudo gli occhi sonnecchiando e mi canto una ninna nanna:
"Overhead the albatross hangs motionless upon the air, and deep beneath the rolling waves, in labyrinths of coral caves, the echo of a distant time comes willowing across the sand and everything is green and submarine...."
caduto da AElfwine alle ore 01:31
Ritrovare vecchi post di vecchi blog che non esistono più su di un archivio online, perdersi a rileggersi, a riscoprirsi ed ora a riascoltare. Dio che buon sapore può avere a volte.
"Le bolle del ricordo"
Se penso a che forma possa avere un ricordo me lo immagino come una bolla di vetro infrangibile.
Immagino che ogni qualvolta viviamo un attimo perfetto o uno di quegli attimi che lasciano il segno, belli o brutti che siano, quel piccolo spaccato di vita venga inglobato subito da una bolla trasparente che lo racchiude in sé.
E’ come se fossimo creati da bolle, piccoli mondi sferici che creano il nostro universo, tanti piccoli microcosmi che fanno parte di un gigantesco macrocosmo (il nostro corpo).
Sono tutte bolle visitabili, piccoli spazi abitabili in cui possiamo entrare quando vogliamo.
Così ecco che in una bolla ritrovo il sorriso di mio nonno, in un’altra bolla trovo lo stesso muro sudicio contro cui ho baciato la persona che mi piaceva, in un altro ancora trovo o stesso scoglio su cui ho visto per la prima volta l’oceano, in un altro ancora ci trovo il corridoio buio dove da bambina giocavo da sola e così via. Tante palle trasparenti con una porticina, piccoli mondi che posso riaprire, abitare, rivivere felicemente o che talvolta sono costretta ri-abitarci con fatica e sofferenza, quasi costringendomi e ammettendo a me stessa che sì, esistono, per poter guarire quella ferita, quel legame, quel conflitto passato.
Mi immagino anche che quando stiamo per morire, tutte quelle bolle, proprio come se fossimo una lattina di coca cola che si rovescia, salgono su fino al cervello e ci provocano quella carrellata di flashback di cui tanti parlano quando descrivono dell’esperienza di pre-morte e che soltanto lì, nell’attimo estremo della morte, scoppiano e si infrangono, mescolandosi ad un macrocosmo ancora più grande quale è l’universo. Così tutti i nostri piccoli momenti magici o terribili si mescolano alla grande coscienza collettiva e come una polvere colorata si amalgamano a tutte le altre creando infinite scie colorate. Forse chissà, gli arcobaleni non sono altro che i ponti multicolore dei ricordi di noi esseri viventi, tutti mescolati insieme che si spingono dalla terra verso il cielo.
06-05-2020
Cos'è l'Amarezza?
Se lo chiediamo a Google ci darà queste risposte:
1- tristezza profonda
2- l’essere amaro, sapore amaro
A me queste risposte non convincono.
L'amarezza non è una sensazione singola e dissociata, l'amarezza è sempre figlia di qualcosa e io credo di aver capito che spesso e sovente è figlia dell'aspettativa.
L'amarezza è la metastasi, l'aspettativa è il cancro.
Proprio come la terribile malattia le aspettative sono quelle cellule impazzite esplodono dentro di noi e se non controllate si diramano, si diramano in quell'amaro che ci pervade la mente fino a riempirci di tristezza, di rassegnazione e di disillusione.
Fateci caso: una persona non si sente amareggiata di per sé.
-"Oggi come ti senti?”-
-“Mi sono svegliato amareggiato."-
No, l'amarezza è sempre una conseguenza.
Mi aspettavo questo, non si è verificato, mi sono illuso e allora mi sento amareggiato.
Credevo che accadesse quella cosa lì, credevo che quella persona si sarebbe comportata in quell'esatto modo, pensavo di avere quello, attendevo quella risposta...ecc, ecc... Ciò che mi illudevo potesse accadere non si è manifestato e così mi sento profondamente deluso.
Ecco, delusione e amarezza. Entrambi figli dell'aspettativa, non sono sinonimi ma si tengono a braccetto.
L'aspettativa miete più vittime di una guerra.
L'aspettativa è dare nutrimento ad un credo che è totalmente infondato, illusorio ed effimero eppure noi ne abusiamo.
Abbiamo questo intrinseco ottimismo o forse questa atavica inspiegabile attitudine a credere che le cose andranno esattamente come ce le aspettiamo ma non è quasi mai così.
Fondamentalmente perché pensiamo che le persone si comporteranno esattamente come ci comporteremmo noi ma dimentichiamo che non siamo tutti uguali, anzi, riceveremo inevitabilmente un'azione diversa, di rado accade e forse solo tra anime gemelle il ricevere ciò che bramavamo e fateci caso, anche qui, ci stupiamo quando questo si verifica.
E’ folle se ci pensate, viviamo sempre nell’aspettativa, spesso delusa eppure quando i nostri desideri si realizzano rimaniamo sbalorditi. Non siamo abituati. Diamo sempre da mangiare a qualcosa che ci danneggerà e inconsciamente lo sappiamo anche.
Come non dare nutrimento all'aspettativa? Come non permettere a quel cancro di diffondersi?
26-08-2019
Hai mai immerso due dita dentro ad un fiume o dentro ad una vasca da bagno che si sta riempiendo? Prova ad immaginare l'acqua che scorre veloce e impetuosa e tu che immergi le dita in quel fluido. Sentirai un liquido freddo che scivola tra le falangi, il formicolio sui polpastrelli e una carezza continua che ti solletica la pelle, prova ad immaginare di spostare le dita, falle ruotare, spostale a zig-zag e prova ad andare contro corrente. Sentirai una forza che ti sovrasta e che vuole prendere il sopravvento, una spinta decisa e costante contro di te. Ora prova ad immaginare di essere quell'acqua. Immagina cosa può provare, che sensazioni due dita possono donare a quell'impetuosa forza che si lascia accarezzare, mescolare, cogliere e frenare.
Ecco, Io mi sento esattamente così quando mi accarezzi.
Mi sento mescolare, sento il fluire del mio sangue che devia, cambia rotta, mi sento scivolare senza piú una direzione, mi sento dividere per poi tornare intera, mi sento raccolta, presa e poi rilasciata verso chissà dove.
Sento che quelle due dita mi attraversano e mi modificano e ad ogni tocco io mi trasformo in qualcosa di diverso, come se fossi composta non di sangue e carne ma di pongo liquido e di lava incandescente nello stesso momento.
Quando mi tocchi mi si mescolano i colori, perdo i connotati umani e torno ad essere Pura Anima, torno ad essere infinito, torno ad essere mare.
Luglio 2017
La mia estate profuma (6 settembre 2016)
La mia estate profuma. Emana una fragranza di ulivo e di menta selvatica. Profuma di lago azzurro e di pelle salata.Profuma di costellazioni e di musica. Di fuochi d'artificio e di notti umide. Profuma di acqua di corrente fredda e di fiori respirati nel vento e stelle cadenti che sfregiano di fuoco il volto del cielo.Profuma di animali selvatici: di cerbiatti, di cinghiali, di cavalli, di civette e di lupi lontani o forse troppo dentro per vederli vicini. Profuma di giorni di ferie non fatti eppure ugualmente vissuti. Profuma di ritagli di tempo intensi e bevuti come se non esistesse il domani.Ha la fragranza delle verdure fresche colte dall'orto, di fieno appena tagliato attaccato alla schiena, profuma di asfalto e di fango schizzato sul viso, profuma di ruggine e intonaco, di murales e di erba ruvida. Profuma di salti nel vuoto, di birra calda e di gelato, profuma di laghi ghiacciati e aria di montagna.Profuma di scoperta, della sorpresa che riserva l'andare oltre le cornici mentali, profuma di marmo sotto il sedere e di quello che inspiegabilmente si sgretola dentro. Profuma di pietre troppo taglienti sotto i piedi, di colori spalmati sulla pelle, di desiderio liquido che si scioglie dal centro, profuma di sangue condiviso, di lacrime mescolate.Profuma di ferro e di panchine vissute nella notte, di pedalate e di silenzio. Di malinconie trattenute e di malinconie non più trattenute.Profuma di vino bianco e di spezie, di abbracci che inglobano e che mancavano e di parole che finalmente riesco a scrivere.Profuma di cous cous e di sorrisi, di velluto dei sedili, di schermi led troppo grandi. Profuma di incenso e di occhi che brillano. Profuma di belvedere notturni e di puntini luminosi che disegnano le città.Profuma di idee che ribollono come magma, di legna e di foglie che presto saranno secche.Profuma di mani che si attraversano, di palpiti che accelerano, di corpi che si diramano da un unico fulcro.Profuma di tramonti di campagna, di lune giganti, di inchiostro sulla carta, profuma di rosari tra le dita, di nam myoho renge kyo e di caffè.Profuma di vento impetuoso, di calore torrido, di pere dure e di pesche morbide. Profuma di borghi medievali e di famiglia unita come non mai, del bello dell'essere semplicemente insieme e il profumo di Insieme è il più buono che c'è.Profuma di stanchezza e di sonni rubati e di dialoghi spontanei che fioriscono nel buio. Profuma di olio balsamico che scivola sulla schiena e che fa tremare, di seggiovie sospese e di ragni verdi.Profuma di giardini e di case walsen, di porco-pizze e di cime di montagna così vicine da sentirti una roccia. Profuma di visioni dall'infinito passato, di mattine che non finiscono più e di venerdì sera che finalmente arrivano. Profuma dello stringersi troppo stretti ma forse neanche troppo e di ossa rotte, di spavento. Profuma di traslochi e di vernice, di lenzuola che non sono le mie e di case sconosciute.Profuma di festa in città, di balli alcolici, di vibrazioni mescolate alle note. Profuma di inglese e di campi sportivi, di reggea, di rock, di dance.Profuma di sushi e di cheesecake ai frutti di bosco e delle more raccolte nei sentieri, di mohijto scadenti e di una Milano notturna che puntualmente mi innamora.Profuma di persone nuove che entrano dentro fino a togliere il respiro e di nuove vite che appena mi sfiorano per poi svanire, di mani tese verso il centro del dolore, di occhi lanciati negli occhi per comunicare il bene vero che provo.Profuma di staccionate e di fusa di gatto, di fantasmi, di vuoti che ogni tanto ancora mi esplodono nello sterno e quell'inquietudine intrinseca a cui non mi abituerò mai ma che in fondo mi rende così come sono: viva.
(6 settembre 2016)
Nel cercare vecchi post mi imbatto in alcuni di questi dedicati a certe persone che, ripensandoci adesso, mi chiedo di quali droghe mi facessi.
Vecchi post
Ogni tanto mi capita di rileggere vecchi post miei perché li reblogano o perché mettono il cuoricino.
Mi fa strano rileggerli e ripensare a quando li ho scritti a come ero e a come sono cambiato o come sono cambiate le cose intorno a me.
Sono ancora lì quei post e mi piace sapere che a qualcuno ancora piacciono.