Nel 1612, la grande impresa di ripristinare l'acquedotto di Traiano (allora creduto di Augusto) per alimentare Trastevere, Gianicolo e Borgo - la riva etrusca del Tevere, a sinistra della corrente - termina con la conduzione delle acque anche di là dal fiume, verso via Giulia.
Conduzione, si fa per dire: trattavasi pure lì di riattivare infrastrutture romane che correvano quasi al cuore dell'area sacra del Tarentum, sotto i piedi degli abitanti secenteschi - quei pochi superstiti dal Sacco di 85 anni prima e dalle successive pestilenze.
Solo poco prima, un altro papa aveva fatto di un grande acquedotto un'occasione di rigenerazione urbana: era Sisto V Peretti, che, a dire il vero, a portar da bere alle rinseccolite Trastevere e Borgo ci aveva pure provato, ma non gli aveva detto bene.
Dopo la perettiana Acqua Felice nasce così l'Acqua Paola, da Paolo V Borghese, che mise mano all'opera per mezzo di architetti e ingegneri di sicura cazzimma come Giovanni Fontana e Flaminio Ponzio. Pare che l'acquedotto fosse così gagliardo che alla sua inaugurazione, al Fontanone del Gianicolo, costruito appunto a scopo pratico e celebrativo, la pressione potentissima arrivasse a far allagare i terreni vicini. Comunque, lacqua che si beve in Prati, Trastevere e Gianicolense viene da questo acquedotto, fatica congiunta dei Romani e di chi volle ricostruire sul loro solco.
Una delle fontane alimentate dalla Paola non ha bisogno di presentazioni: è il mascherone di via Giulia, assemblato forse con "cocci" romani (la vasca inferiore) e su progetto di Girolamo Rainaldi, un altro, come i Fontana, delle dinastie di architetti che si palleggiarono il Barocco romano.
Spesata forse dai Farnese, di cui reca il giglio sulla testa, la fontana potrebbe aver occasionalmente gettato vino su iniziativa munifica dei suoi sponsor. Di certo, prima dei muraglioni, alle sue spalle lungo il fiume era collocata la fontana che ora occupa piazza Trilussa, e c'era poi una scaletta che da qui scendeva ad una cala portuale sul Tevere, come quelle che ancora si vedono in certe foto di fine Ottocento, non poche a firma del grande Ettore Roesler Franz.
Fotografie e video miei, musica di Armando Trovajoli.













