Oggi pomeriggio è avventua una videoconferenza a tratti surreale tra me e mia sorella. Mi voleva rendere partecipe di tutta la sua vita pratica, nella malagurata ipotesi che potesse succederle qualcosa, morire prima di me e lasciare tutto in sospeso e senza nessuno della famiglia che ne fosse a conoscenza.
Abbiamo parlato di affidamento di cani come se fossero figli, banche, assicurazioni sulla vita, salma da far ritornare in Italia, cremazioni e collocazioni domestiche dell’urna con le ceneri. Tutto come se stessimo facendo l’elenco delle cose da prendere al supermercato.
La pragmaticità post-mortem.
Abbiamo tutti una vita minuscola, piena di scartoffie e bollette, conti correnti, soldi da gestire, piccoli oggetti quotidiniani, e dobbiamo essere consapevoli di averla e di doverla lasciare in eredità a qualcuno una volta che non ci saremo più.
E se a me dovesse succedere qualcosa, chi raccoglierà i resti della mia esistenza?