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Xuebing Du
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@tallulahb25
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La distanza è terribile. La distanza tra due persone che si amano è terribile. È frustrante. È sconfortante, è triste, è malinconia pura, è dissacrante, è faticosa, è dura, è arida, è insormontabile, è insopportabile, è buia, è esasperante, è ardua ma a volte è inevitabile. Esiste, ci sta e va accettata. Va vissuta, non si sopravvive alla distanza, la si deve vivere tutta, gioia e dolore. La gioia di una telefonata improvvisa per dirsi “mi manchi” e il dolore di un telefono che non prende per tre giorni. La gioia di rivedersi dopo tanti mesi e il dolore di lasciarsi per tanti mesi. La gioia del conto alla rovescia per il ritorno e il dolore nel vedere che manca ancora tantissimo. Ad amarsi da lontano bisogna essere bravi e soprattutto bisogna mancarsi, più ci si manca, più si ha bisogno di sentire l’altro e meno ci si allontana. Si è già lontani col corpo, se ci sia allontana anche col cuore e soprattutto con la testa è l’inizio della discesa che porta allo schianto contro il muro di una storia. Se di solito in amore non bisogna dipendere dall’altro ma rimanere nella propria individualità questo è l’unico caso di amore in cui è necessario sentirsi “senza un pezzo” in modo tale da non abituarsi alla solitudine, da non farla diventare un’abitudine. Bisogna essere bravi oratori, raccontare la propria quotidianità nel modo più banale e stupido per coinvolgere l’altro, per non farlo sentire un estraneo, per farlo sentire a casa con voi anche se non c’è. “Stamattina ho cambiato colazione, ho preso i cereali integrali, tu che hai mangiato?” . Bisogna essere buoni ascoltatori per entrare nella quotidianità dell’altro, per sentirsi a casa con lui anche se non ci siete “oggi qua piove e ho mangiato una pasta che non sapeva di niente”. Bisogna interessarsi alla vita che sta facendo l’altro anche se lontana anni luce dalla nostra, per farlo sentire importante. Bisogna avere buona memoria per quando non è possibile sentirsi, appuntare tutte le cose da dirsi in un quadernino mentale, senza tralasciare i dettagli, saranno proprio i dettagli più insignificanti a far scappare una risata, un sorriso o una lacrima. Bisogna essere tecnologici, per potersi vedere il più possibile, in foto, in video, mentre si mangia, mentre ci si asciuga i capelli, quando si compra un vestito nuovo o ci si taglia la barba. Bisogna avere fantasia per non spegnere la passione, dirsi cose che mai avresti pensato e immaginarsi situazioni che probabilmente non accadranno mai. Bisogna essere sinceri nel dire le emozioni che si provano, non serve fingere che vada tutto bene solo per “non far preoccupare”, vorrebbe dire prendersi in giro. Bisogna sorprendersi ogni tanto perché una dedica da lontano, a volte, vale di più. Bisogna avere tanta fiducia per non impazzire al minimo intoppo. Bisogna essere capaci a non far mai sentire l’altro solo e senza il nostro appoggio. Bisogna dirsi che ci si manca, che ci si ama, che ci si odia, che si è stupidi, che ci si sente soli ecc. Bisogna parlarsi come se si fosse nella stessa stanza e se è necessario anche litigare per quanto fare pace da lontano è impegnativo e scomodo. Bisogna lavorare tanto ed essere bravi architetti per costruire un rapporto a distanza e per evitare di ritrovarsi insieme ma da soli, insieme ma ognuno con la propria solitudine, insieme ma completamente estranei…e chi di noi se la sentirebbe di passare la vita con un estraneo?
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“Ciccia, nemmeno mia nonna si metterebbe quella tappezzeria scadente addosso!”
Avete presente Will e Grace? Julienne e George? Carrie e Stanford? Sono tre coppie di amici, rispettivamente tratti da “Will&Grace”, “Il matrimonio del mio migliore amico” e “Sex and the ciy” e rappresentano l’emblema dell’amicizia perfetta. E qual è l’ingrediente segreto di questo rapporto speciale indissolubile? Saranno forse gli anni di amicizia? Saranno gli interessi comuni? Eh no, o meglio, sicuramente anche tutte queste cose più tante altre, ma la chiave di volta che li tiene uniti è il fatto che lui sia gay. Sì, proprio così. Il rapporto amichevole che si instaura tra un donna e un uomo gay è tra i migliori che si possano desiderare. Le motivazioni sono tantissime, prendiamo per esempio le tre copie che ho citato. Tutti e tre i personaggi femminili rappresentano a pieno i difetti di tutte le donne (non starò qui ad elencarveli tutti altrimenti non basterebbero dieci post!) che riassumerò brevemente: sono assurde, sono euforiche mentre piangono e non sanno cosa vogliono mentre pretendono di essere accontentate. Will si sopporta in casa Grace nonostante gli scomponga l’appartamento e l’equilibrio della sua vita, George accompagna Julienne al matrimonio del suo ex fingendosi il suo attuale fidanzato scatenando gelosie e quant’altro, Stanford è sempre pronto ad accompagnare le crisi depressive di Carrie con un giro di Cosmopolitan. Insomma più o meno quello che farebbe una normale migliore amica. Ma ecco la svolta. Nel loro voler bene a noi povere sfigatelle dell’era moderna non c’è invidia! Ammettiamolo, noi donne, anche da amiche/sorelle, abbiamo sempre quella punta di gelosia che ci caratterizza, ma non è colpa nostra, sono gli ormoni, fa parte di noi voler essere sempre un pelino più su di un’altra, e spesso questo non ci fa essere sincere al 100%. Loro no. I nostri amici gay non sono invidiosi, non ne hanno motivo, possono godersi tutta la bellezza dell’essere femminili, inciuci, shopping, consigli, tisane, film d’amore, cioccolata, messa in piega e mascara incurvante senza dover incombere in assorbenti, cellulite, smagliature, ormoni impazziti, ansia, calze smagliate e ceretta brasiliana, quindi sono portati ad essere sinceri con noi, forse anche troppo.
“Ciccia, nemmeno mia nonna si metterebbe quella tappezzeria scadente addosso!” più faccia schifata di chi ha visto un topo morto più dito minaccioso disapprovatore, come quello che ti faceva la catechista a dieci anni quando non dicevi le preghiere.
Ecco, e a noi piacciono per questo, perché lo sappiamo che togliendoci quella tappezzeria scadente addosso e provando ciò che lui ha pescato dall’armadio saremmo molto più belle.
Sono la nostra ancora di salvataggio quando siamo depresse e i nostri consiglieri express mentre stiamo acquistando l’ultimo paio di scarpe su Zalando. Sono i nostri opinionisti preferiti quando conosciamo l’ultimo ragazzo tenebroso e i nostri portatori sani di risata-fino.alle-lacrime mentre ci fanno le imitazioni delle soubrettine gnègnè.
Sono gli unici uomini che veramente ci possono capire, quindi mariti fidanzati compagni eccetera mettetevi l’anima in pace, anzi, vi dirò, se qualche volta la vostra donna vi guarderà con occhi commossi e sussurrerà “tu sì che mi capisci” o mente o sta venendo fuori la vostra omosessualità latente, quindi fatevi delle domande e datevi delle risposte.
Avete presente Will e Grace? Julienne e George? Carrie e Stanford?
http://ilmascaracisalva.blogspot.it/2014/11/ciccia-nemmeno-mia-nonna-si-metterebbe.html
La distanza è terribile. La distanza tra due persone che si amano è terribile. È frustrante. È sconfortante, è triste, è malinconia pura, è dissacrante, è faticosa, è dura, è arida, è insormontabile, è insopportabile, è buia, è esasperante, è ardua ma a volte è inevitabile. Esiste, ci sta e va accettata. Va vissuta, non si sopravvive alla distanza, la si deve vivere tutta, gioia e dolore. La gioia di una telefonata improvvisa per dirsi “mi manchi” e il dolore di un telefono che non prende per tre giorni. La gioia di rivedersi dopo tanti mesi e il dolore di lasciarsi per tanti mesi. La gioia del conto alla rovescia per il ritorno e il dolore nel vedere che manca ancora tantissimo.
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[Walk In Eternity]
An update of sorts, to this older version before Twelve’s time.
>See the animation progress and stills here<
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>font credit<
Per un'esercitazione universitaria, l'illustratrice 22enne Renee ( KittRen su DeviantArt ) aveva il compito di scegliere qualcosa del passato e attualizzarla. La studentessa ha ripreso le immagini delle pin-up realizzate dal celebre artista Gil Elvgren e ha 'tramutato' le sue icone di bellezza in al
Principesse Pin-up: icone di bellezza protagoniste delle fiabe
Come vorrei essere una di quelle tipe ironiche, con la battuta e la risposta sempre pronta, una di quelle che sanno sempre cosa dire e qual è il momento giusto per dirlo. Una di quelle che le ascolti e pensi “cacchio, questa sì che c’ha le palle”, una di quelle che ricordano i nomi e le date e che hanno studiato bene la storia e la geografia, una di quelle tipe con una certa cultura, insomma. Sveglie, che ti ci fregano sempre e sanno sempre come cavarsela. Invece sono così: una cogliona che in genere, quando è mattina, va al bar e dice buonasera. Tanto per dirne una.”
Susanna Casciani (via rumoredeibaciavuoto)
“Soprattutto fa piacere notare che ogni volta penso “non ce la farò mai” invece poi, in qualche modo, ce la faccio sempre.”
Susanna Casciani (via ilmiokm0)
Massimo Bisotti 🌸
Premetto che la mia generazione è probabilmente quella più insicura della storia dell’uomo. La maggior parte di noi, o almeno delle mie conoscenze femminili, non ha gran stima di sé. Le ragazze prima di noi erano più forti, avevano famiglie più severe e dovevano farsi valere, quelle dopo di noi hanno famiglie permissive e hanno tutto ancora prima di chiederlo. Noi siamo nel mezzo, né troppa severità e né troppa permissività, siamo state nel limbo, abbiamo avuto la televisione e le fotomodelle (quelle vere) come esempi. Abbiamo avuto le paranoie e le adolescenze difficili. Siamo quelle che insoddisfatte e imperfette allo specchio hanno lanciato la moda dei disturbi alimentari. Ora siamo cresciute, stiamo bene, ma le insicurezze stanno sempre là pronte a sbucare fuori.
http://ilmascaracisalva.blogspot.it/2014/02/la-rivincita-degli-over30.html
Un modo divertente di pensare agli autori… purtroppo in questi mesi sono dietro alla scrittura della tesi e non riesco proprio ad ultimare nessuna lettura per portare avanti il blog. Mi scuso con chi mi segue! =)
Cenerentola bla bla bla..............
C’era una volta una bambina di nome Cenerentola..blablabla… tanto carina e tanto gentile con tutti.. blablabla.. aveva due sorellastre cattivissime e una matrigna severa..blablabla..un bel giorno una fata madrina le regalò una zucca e un vestito pacchiano per andare a un fottutissimo ballo e la bella Cenerentola (Cindy per gli amici) accalappiò il Principe Azzurro alla faccia di tutte quell’altre. La conoscente la fiaba magica della bella Cindy?
Ovviamente sì, chi non la conosce. Ci hanno sfrantecato i maroni (scusate la raffinatezza) con sta pappardella del principe e che alla fine vissero tutti felici e contenti. Ma quando mai!! Ma qualcuno ha le prove? Sta scritto da qualche parte che vissero veramente felici e contenti? E poi “insieme” non sta scritto da nessuna parte. Ergo il felici e contenti non implica per forza lo stare insieme.
Io dico che è andata così. Cindy e Azzurro, dopo il fottutissimo ballo e quella scemenza della scarpetta di cristallo, si sono sposati. Non vi sto qui a raccontare i dettagli della festa e del ricevimento perché non li so, non mi hanno invitato. Una volta sposati, ella manda a prendere le sue cose (topi scassacazzo compresi) da un umile servitore che si carica gli scatoloni sulle spalle e glieli porta al palazzo. I primi mesi di matrimonio sono una fiaba. Che velo dico a fa? Cindy non deve pulire, non deve cucinare, non deve sguatterare, sta piena di governanti e di donne delle pulizie. Suoi unici impegni quotidiani sono le passeggiate nel giardino, lo shopping con le dame di compagnia, ingozzarsi di prelibatezze e darla senza tregua al principe. (Ebbene sì, quando siamo piccole non ce lo dicono, ma la principessa al principe prima o poi gliela dà. E si sa che quando cominci poi ci pigli gusto!). Questa tarantella dura qualche anno, poi succede il patratrac. Scatta la molla. Si rompe la corda. Azzurro è sopraffatto di impegni, riunioni, cene di lavoro e quan’altro e la povera Cindy affonda nella solitudine. Tutte le passeggiate diventano noiose, lo shopping poco soddisfacente, i cibi perdono sapore e il tuca-tuca non si ricorda neanche più cos’è. (nel frattempo i topi sono morti stecchiti perché la governante s’è sbagliata e gli ha rifilato il gorgonzola andato a male).
E adesso? Ricordiamoci che se non era per la fata madrina col cavolo che ‘sti due combinavano qualcosa. Ovviamente l’anziana signora non può starsene con le mani in mano e la bacchetta in pensione vedendo sta pora figlia annoiata e con un marito distratto. Ideona. Prende la bacchetta magica e dal fiume lì vicino fa apparire una barca e su questa barca c’è lui. (le più furbe avranno capito il riferimento cinematografico spero!) Lui con i capelli lunghi, la barba figa, gli occhi neri e profondi, la camicia sbottonata al punto giusto e un sorriso che squaglia le ginocchia. E chi va a corteggiare questo qua? No, non viene a corteggiare noi purtroppo, ma va da Cindy che si invaghisce di lui (evvorreivedere!!).
Finale della storia: Cindy e lo zingarofigoDepp se ne vanno con la barca felici contenti e insieme. Azzurro resta al castello con la sua collezione di leggins. La fata madrina scappa con mago merlino a Honolulu.
Morale della favola: guardatevi sempre intorno per vedere se c’è qualche zingarofigo (o pirata!) interessante.
Gli uomini, quando sono dolci, lo sono più di una donna. Sarà che da loro certi gesti non te li aspetteresti mai, con quelle mani grandi e quella barba dura e quelle spalle resistenti. Eppure li fanno, e al diavolo quelli che dicono che le donne preferiscono gli stronzi. Io preferisco gli uomini dolci.
Susanna Casciani
Eyeliner: cosmetico che sottolinea il fatto che non ti sai truccare. Di colore nero garantisce sbavature indelebili, ideale per chi vuole arrivare sempre in ritardo.
Eyeliner: cosmetico che sottolinea il fatto che non ti sai truccare. Di colore nero garantisce sbavature indelebili, ideale per chi vuole arrivare sempre in ritardo.
Le donne: L’organizzatrice ossessiva-compulsiva: andiamo al mare? Andiamo in montagna? Chi viene? Mettiamo 10euro a testa? Allora? Mi fate sapere?….. non se po’, ‘a cì te dico fermate! La ricercatrice spudorata di attenzioni: strilla, canta, strepita, la senti 100metri lontano che sta arrivando con tutto il suo buon umore e le tette sballonzolanti nella t-shirt bianca senza reggiseno. Non scomporti, limitati a raccogliere la lingua del tuo ragazzo e tagliagliela. La ricercatrice subdola di attenzioni: è la classica “poverina” della situazione, fa tanta tenerezza quanto un cucciolo abbandonato per poi rivelarsi un rottweiler femmina in calore. Cugina stretta della gatta morta, con la differenza che lei non miagola per attirare l’attenzione, fa gli occhioni da cerbiatto. L’annoiata cronica insoddisfatta: non vuole fare niente, vuole uscire quando si sta a casa e stare a casa quando si esce. La maggior parte delle volte è fidanzata e quindi le rogne sono dell’omino di turno. La rozza fascinosa: è un uomo mancato. Rutta, beve, fuma, scoreggia e mangia con le mani ma per qualche strano allineamento di pianeti piace ai maschi. O perché la vedono simile a loro o perché in tutti gli uomini c’è un’omosessualità latente. Attenzione, è tutta scena, sotto la mimetica indossa i completini di Victoria’s Secrets. La carota: abbronzata, alta, figa e la cosa peggiore è che ve lo farà notare. Nota a suo favore, ama far sentire le altre donne come delle patate bollite pronte per il purè, quindi non dedica troppa attenzione agli ometti. La zitella-convinta sulla trentina (prima dei 30anni non è concesso dire zitella, non si fa e non lo si è!): ragazza abbastanza banale. Convinta di essere una single in carriera come commessa alla Lidl non accetta la dura realtà, ovvero che è acida e brutta come gli yogurt dimenticati nel banco frigo. La gelosa patologica che se la canta e se la suona: ragazza convinta di avere il fidanzatino più figo del mondo e che tutte le altre ci possano provare con il suddetto. Un’unica parola a riassumere il tutto : chittesencula! L’amicona dei maschi: diffidate amiche, diffidate. Le amiche dei maschi sono peggio delle ex (ma vi dedicheremo un post più avanti, ce n’è da dire…uff se ce n’è!) La cretina: ovvero la sottoscritta che oggi non aveva nulla da fare e vi ha stilato una bella lista di scemità! Vi ringrazio per l’attenzione, buona depressione autunnale a tutti e a presto!
http://ilmascaracisalva.blogspot.it/ (via tallulahb25)