Ieri, un nuovo spazio liberato a Messina !!!!

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Ieri, un nuovo spazio liberato a Messina !!!!
Articolo su comune-info :
"Per questo la festa della Liberazione si è spostata verso la Casa del Portuale di via Valore, presso la ex sede della Cooperativa Italia che ha operato per un secolo nel settore della movimentazione merci del porto della città ma, a dopo la delocalizzazione delle attività è stata chiusa lasciando a casa 31 lavoratori. «La zona – spiegano ancora quelli del Teatro Pinelli itinerante – è quella già interessata dalla gravissima scelta del Comune di Messina di svendere il Mercato Ittico, l’ex silos granai e gli ex magazzinigenerali». Per tutto il pomeriggio e la serata sono stata promosse diverse iniziative: il Teatro Pinelli da oggi è un po’ meno itinerante e sempre più imprudente."
Articolo di E. Corace su Temposetretto :
"Ieri, 25 Aprile, giorno della Liberazione, è toccato alla Casa del Portuale, in via Alessio Valore 39, accanto all’ex mercato ittico e alle spalle degli ex Magazini generali. Già l’etmologia dell’intera zona, circondata da edifici il cui nome viene preceduto sempre da un “ex”, denota lo stato di generale abbandono di un’area che è stata nel tempo gradualmente dismessa e non ancora reimpiegata per altre attività. La Casa del Portuale è un bene che dovrebbe essere di proprietà della Regione."
Il Teatro Pinelli Itinerante per il #25aprile: liberato un nuovo spazio a Messina
VOI INNALZATE BARRIERE, NOI COSTRUIAMO ARTE E CULTURA. La festa della Liberazione continua...vi aspettiamo in via Alessio Valore 39 (accanto all'ex mercato ittico, alle spalle degli ex magazzini generali).
VOI INNALZATE BARRIERE, NOI COSTRUIAMO ARTE E CULTURA. La festa della Liberazione continua...vi aspettiamo in via Alessio Valore 39 (accanto all'ex mercato ittico, alle spalle degli ex magazzini generali).
Il Teatro Pinelli Itinerante per il #25aprile: liberato un nuovo spazio a Messina
Festa della liberazione - alla Casa del portuale aperta!
C’è un 25 aprile imprigionato nelle celebrazioni traboccantidi retorica e svuotate di senso e di cuore, sequestrato dai custodi dell’impotenza del Potere, sui volti dei qualivive un cinico invito alla rassegnazione e muore ogni richiamo sincero allaresistenza partigiana. Ne consegue una memoria imbalsamata come una ‘cosamorta’ dentro ritualità di Palazzo, alimentata da fumose parole d’incenso versole grandi intese politiche di questi giorni - preludio di più grandi sofferenzesociali.
Può esserci, però, una memoria incarnata come una cosa vivadentro le pratiche di lotta e di (r)esistenza, ed oggi adimostrarlo c’è un 25 aprile di barriere abbattute, una “festa dellaliberazione” che è una festa di corpi intenti a scardinare le recinzioni dipietra e d’ignoranza.
Dopo lo sgombero muscolare della nostra scomoda presenza daiparaggi di certi grossi affari, l’ Autorità portuale ha eretto mura e affissominacce sulle pareti del teatro in fiera. Stamattina siamo rientrati nell’areafieristica, con la convinzione che ogni Potere di abbandonare all’incuria perpoi demolire e speculare sia illegittimo, come lo è ogni tentativo di mettereil silenziatore al grido corale di rabbia e di dignità che una parte dellacittà di Messina ha levato contro la priva(tizza)zione dell’affaccio a mare edei luoghi per la cultura, per l’arte, per l’intreccio meraviglioso di tutte lericchezze della società: esse valgono infinitamente di più dei 72 milioni dieuro di cui l’Autorità Portuale dispone a suo piacimento. Purtroppo però,arrivati alla porta del teatro, il muro eretto a difesa degli interessi deipochi era troppo robusto anche per le nostra volontà: cemento armato e mattonipieni contro ogni possibilità di liberazione e restituzione. Perfino un corpodi vigilanza privata, pagata profumatamente per non accorgersi neanche dellapresenza di oltre trenta persone in azione: ecco come vengono spesi i soldipubblici.
Questo ordine delle cose è assolutamente illegittimo,insieme al rischio della nostra assuefazione. Legittime sono invece le pratichedi restituzione, le forzature del diritto sotto la spinta più forte di unagiustizia incontenibile, inarginabile perché poggiata su domande ormai diffuse,mature, di democrazia vera.
Nessun muro può fermare la liberazione di Messina! Alle 12abbiamo aperto la Casa del Portuale, di via A. Valore 39, ex sede dellaCooperativa Italia che ha operato per un secolo nel settore dellamovimentazione merci del porto della città. In seguito al cambiamento delletariffe e alla delocalizzazione delle attività, sintomi e conseguenze della globalizzazioneneoliberista, la cooperativa è arrivata al collasso e ha avviato le proceduredi mobilità per 31 lavoratori. Anche questa volta, l’ennesima, lo scenario checi siamo trovati di fronte agli occhi all’atto della riapertura è quellodell’abbandono, del saccheggio e della devastazione. L’impianto elettricosradicato, gli uffici come se fossero stati abbandonati un attimo prima di unbombardamento, documenti sparsi ovunque, attrezzature anche costose lasciate amarcire. La zona è quella già interessata dalla gravissima scelta del Comune diMessina di svendere il Mercato Ittico, l’ex silos granai e gli ex magazzinigenerali ( questi ultimi magari, come previsto qualche mese fa prima di unintralcio burocratico, alla ditta Vinciullo, indicata come contigua a CosaNostra nelle relazioni della commissione parlamentare antimafia).
Mentre ci chiediamo se anche stavolta si leverà la voce dell’“ente (ir)responsabile” a rivendicare un qualche improbabile progetto diriqualificazione da iniziare - forse domani - così come è stato per il teatro in fiera e peril parco Aldo Moro, noi intanto lo stiamo facendo rivivere, ce ne stiamoprendendo cura, lo stiamo pulendo per ospitare il 25 aprile del Teatro Pinelliitinerante. Chiunque voglia offrire braccia e tenacia, gambe e fiato contro larassegnazione, è invitato qui. Smettiamo di scrivere, adesso, perché ilcambiamento che vogliamo costruire necessita sì di parole ma soprattutto dipratica.
Programma della giornata:
Alle 17 incontro con Silvia Jop di lavoro culturale chepresenterà il progetto “ Com’è bella l’imprudenza”.
A seguire assemblea pubblica.
Alle 21 anteprimasiciliana del nuovo film di Antonio Rezza e Flavia mastrella “troppolitani alValle”.
Alle 22 Sandro Joyeux in concerto.
Martedì 16 aprile : ASSEMBLEA CITTADINA !
Potranno mettere altri 1000 lucchetti, ma non fermeranno la primavera!
A Messina esiste un vero parco : 13000 metri quadri di area; un centro di raccolta in caso di terremoto; due strutture coperte collegate e ristrutturate da poco (con foresteria e sale studio-ricerca da ammobiliare); un terrazzo con vista panoramica; un rudere/casa del guardiano; reperti archeologici; alberi, fiori, natura rigogliosa. Tutto questo a Messina, in piena città. Questo patrimonio è stato chiuso, inutilizzato al punto che quasi tutti i cittadini non l'hanno mai visto, mai attraversato, mai immaginato. Le nostre domande : ➔ perché se la struttura è stata completata (sono stati spesi 680.000 euro di soldi pubblici per la ristrutturazione) e collaudata due anni fa ancora il parco è chiuso? L'INGV è a conoscenza delle infiltrazioni di acqua che ci sono all'interno della struttura? ➔ che fine hanno fatto le apparecchiature storiche? ➔ come mai all'interno di questi 13000 metri quadri di parco è stata edificata una palazzina? ➔ com'è possibile che questo parco che secondo un cartello della protezione civile posto sulla strada dovrebbe essere un centro di raccolta in caso di terremoto è stato chiuso con catena e lucchetti e dal 5 aprile saldato? ➔ perché il Comune di Messina non ha tenuto conto negli ultimi accordi del contratto originario? ➔ quanto tempo ci vorrà realmente perché le strutture vengano adibite a centro di ricerca? ➔ possono coesistere le ricerche con l'uso completo del parco e di parte delle strutture interne da parte dei cittadini? Siamo convinti che sia possibile portare avanti il progetto del centro di ricerca dell'INGV e contemporaneamente prendersi cura in comune del parco e di parte delle strutture. Il parco è un bene comune di cui la città è stata privata per troppo tempo. Pensiamo che, in un momento in cui i tagli alla ricerca stanno avendo ripercussioni su tutta la collettività, possiamo pensare a nuove possibilità di finanziamento, dal basso, e di autogestione anche degli enti e delle strutture pubbliche, consapevoli del bisogno immediato di risposte concrete alle domande dei ricercatori, dei precari e di tutta la collettività. MARTEDÌ 16 APRILE ORE 17:00, ASSEMBLEA CITTADINA !
L'INGV due anni fa ha ristrutturato i beni immobili presenti nel parco, secondo D'Anna, perché vorrebbe, appena riesce a reperire i fondi necessari, attivare in quella sede un nuovo centro di ricerca. Al momento l'I.N.G.V. ha 220 precari nelle liste di stabilizzazione e 140 lavoratori intermittenti "meno che precari".
L’Osservatorio ha ospitato apparati scientifici funzionanti fino al 2008 anche se, come hanno confermato i dirigenti della sede regionale dell’INGV, è rimasto privo di personale da quando, nei primi anni ’90, l’ultimo custode è andato in pensione. Dopo il 2008 ha sostanzialmente cessato di funzionare, anche se D'anna dichiara che il rilevatore geodetico gps non ha mai cessato di raccogliere dati e di inviarli ai centri di elaborazione. Nei giorni precedenti c'eravamo documentati sul contratto originario, gli accordi e le delibere successive tra comune di Messina e INGV scoprendo che gli ultimi accordi stipulati oltre a non essere stati rispettati non tengono conto del contratto originario (stipulato nel 1949). Questo contratto sanciva la “cessione a titolo gratuito” del parco, prevedendo però la restituzione dell’area e degli immobili eventualmente costruiti al Comune in caso di cessazione dell’utilizzo da parte del beneficiario della donazione. Nel 2006 il sindaco Francantonio Genovese aveva rinnovato la concessione all’INGV del complesso, nel frattempo battezzato con il nome dello statista democristiano, esplicitando la condizione che prevedeva la cura e l’apertura al pubblico di almeno una parte degli spazi verdi. Tre anni dopo, nel marzo del 2009 , toccò all’assessore all’Arredo urbano della Giunta Buzzanca Elvira Amata confrontarsi con l’Istituto Nazionale di Geofisica. Nel corso di un incontro fra l’esponente del centrodestra e i funzionari dell’INGV emerse che il sito non sarebbe stato interamente utilizzabile come parco pubblico per ragioni legate alla delicatezza delle apparecchiature presenti. In quell’occasione fu resa nota l’intenzione dell’Istituto di rilanciare la propria attività a Messina con il potenziamento delle strutture dell’osservatorio e la contestuale disponibilità del medesimo a stipulare col Comune un protocollo d’intesa per il recupero dell’area rimanente, nella quale ricadono la casa del custode e alcuni alcuni ruderi d’epoca spagnola. Gli accordi di collaborazione fra INGV e Università di Messina, siglati all’inizio del 2011, confermano l’impegno in direzione dell’ampliamento delle attività di ricerca sismologica e vulcanologica nel nostro territorio, senza fare però alcun riferimento ad eventuali diverse funzioni del Parco Aldo Moro, citato solo in quanto sede messinese dell’Istituto.
Lo scorso anno un nuovo accordo affidava all’Amministrazione Comunale la responsabilità di prendersi cura di quella parte di spazi destinata a parco pubblico. Ma il risultato è stato un nuovo nulla di fatto e non sono servite a niente nemmeno le proteste e le denunce da parte di associazioni e di esponenti politici. All'interno di questo accordo, all'art.5, si parla di un comitato formato da esponenti del Comune e dell'I.N.G.V. che dovrebbero essere remunerati per la loro attività di membri del comitato. Il signor D'anna ci ha riferito che questo articolo verrà eliminato non essendo stato considerato dall'attuale presidente dell'I.N.G.V. necessario, né attuabile considerata la carenza di fondi.
https://www.facebook.com/events/567169596637404/
ANCHE ROBIN HOOD SARA' PRESENTE!
ANCHE ROBIN HOOD SARA' PRESENTE! "La leggenda di Robin Hood ci è stata tramandata in modo distorto e fuorviante: invece essa ha molto a che fare con la storia dei “Beni comuni”, oggi depredati da multinazionali private e da uno Stato capitalista ad esse asservito. Robin Hood si batteva appunto per il rispetto della “Magna Carta” che sanciva l’uso libero e popolare dei boschi, delle foreste e del patrimonio ad essi associato (legname, acqua, vegetali, frutta, ecc.). I film di Hollywood hanno fatto il resto “Robin Hodd, principe dei ladri“ (1991). Ma i ladri erano quelli che lui combatteva allora, come oggi i movimenti popolari che si battono per i “Beni comuni”. Lo Stato capitalista ha poi cancellato quei diritti formali, privatizzandoli e usurpandoli, com’è accaduto poi per la nostra Costituzione antifascista e i diritti connessi." Ugo Mattei
https://www.facebook.com/events/160652440765908/
Articolo del Tempostretto
“La mafia si sconfigge attraverso la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla gestione del territorio” – spiegano i membri dell’Arci di Messina – “ La lotta alla mafia è una pratica collettiva di riconquista degli spazi – spazi urbani, spazi di democrazia, spazi di parola - non solo di beni confiscati alla mafia ma di beni che devono essere resi indisponibili alla speculazione e alle logiche privatistiche”. E come sottolinea Elena, attivista della Carovana, nel suo intervento: “La mafia è anche speculazione e indifferenza”.
Carovana Antimafia sosta al Teatro Pinelli
La Carovana Internazionale Antimafie quest’anno, per la sua sedicesima edizione, partita da Tunisi, dal Social Forum Mondiale ed arrivata il 2 aprile in Sicilia.
Dopo la tappa programmata di Giardini Naxos, su proposta del Circolo Arci Thomas Sankara di Messina, la carovana si è fermata simbolicamente davanti il Teatro in Fiera.
Sabato 6 aprile, alle ore 17:00 i carovanieri hanno lanciato il messaggio che la mafia si sconfigge attraverso la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla gestione del territorio. La lotta alla mafia è una pratica collettiva di riconquista degli spazi – spazi urbani, spazi di democrazia, spazi di parola - non solo di beni confiscati alla mafia ma di beni che devono essere resi indisponibili alla speculazione e alle logiche privatistiche. Il teatro In Fiera, restituito alla fruizione collettiva con il nome di Teatro Pinelli, per oltre due mesi, fino ad uno sgombero coatto, è stato fucina di idee di partecipazione ed esperimento di democrazia partecipata, proponendo un palinsesto culturale fitto di perfomance ed incontri, che ha visto insieme migliaia di persone.
Dopo i vari interventi e reading da parte degli ex-occupanti del teatro, i partecipanti alla carovana antimafia, armati di pennelli, hanno ripulita la fasciata del Teatro, degrata qualche giorni prima da scritte fasciste.
Comunicato del 5 aprile 2013
Ieri sera trecento persone hanno partecipato al concerto de Lo Stato Sociale al Parco Aldo Moro - organizzato dal Teatro Pinelli Itinerante. La risposta dell’ INGV, l’istituto che dal 49 dovrebbe occuparsi del parco e delle strutture interne ad esso, è arrivata oggi: la saldatura dei cancelli. Per l’ennesima volta è stato negato l’accesso a un parco che appartiene alla città,un parco del comune che secondo il contratto originario se non fosse stato utilizzato dall’ INGV sarebbe tornato al comune stesso.
La scorsa settimana si era svolto un incontro pubblico con un intermediario di INGV che ci aveva invitato a un ulteriore confronto e ad avanzare delle proposte sulla gestione del parco e delle strutture interne da poco ristrutturate con soldi pubblici. Ci siamo presi un tempo per formulare delle proposte, già la prima domenica di primavera avevamo indetto un’assemblea cittadina per pensare insieme a un uso in comune. Nel frattempo le nostre pratiche non si fermano, abbiamo una programmazione da portare avanti, assemblee e incontri che necessitano di spazi. La nostra azione all'interno del parco è sempre stata più che propositiva, ieri armati di decespugliatore abbiamo anche iniziato i lavori di scerbatura.
Crediamo che sia assolutamente necessario a Messina, città sismica per eccellenza, un centro di geofisica e vulcanologia e crediamo che sia compatibile con l’apertura del parco alla città. Il parco è un bene comune, così come la ricerca. Mentre si resta silenziosamente complici difronte ai tagli alla cultura, mentre si descrive la spending review e l’impoverimento generalizzato dei lavoratori della conoscenza come un fenomeno a cui si può solo soggiacere inerti, di fronte al nostro sincero invito a lottare coralmente ci viene risposto con un atto di forza.
La ricchezza del sapere e la ricchezza sociale non sono in antitesi: i soldi che sono stati spesi per i lucchetti, per i lavori di chiusura, per mandare i tecnici dalle sede dell’INGV di Palermo, sarebbero potuti essere impiegati perla manutenzione del parco e delle strutture che a furia di essere inutilizzate sono già usurate nonostante la recente ristrutturazione.
Ci hanno chiesto di chiedere scusa pubblicamente, ma noi ribadiamo la legittimità del nostro agire: facciamo ogni giorno cultura, produciamo ricchezza (pur senza essere remunerati!), liberiamo beni comuni sottratti alla cittadinanza,sperimentiamo forme di autogoverno e autorganizzazione che possono essere da stimolo anche per i ricercatori precari dell’INGV, vittime dei tagli. L’INGV non può privatizzare uno spazio pubblico, ma insieme possiamo prendercene cura.In attesa dell’assemblea cittadina di questa domenica ci siamo già posti delle domande sul parco:
- perché che è stato chiuso con catene, lucchetti, saldature un parco che - secondo un cartello della protezione civile posto sulla strada - dovrebbe essere un centro di raccolta in caso di terremoto?
- perché il Comune di Messina non ha tenuto conto negli ultimi accordi del contratto originario? (Questo contratto sanciva la “cessione a titolo gratuito” del parco all’INGV, prevedendo però la restituzione dell’area e degli immobili eventualmente costruiti al Comune in caso di cessazione dell’utilizzo da parte del beneficiario della donazione).
- quanto tempo ci vorrà realmente perché le strutture vengano adibite a centro di ricerca?
- come mai all'interno di questi 13000 metri quadri di parco è stata edificata una palazzina?
E domani la carovana antimafia passerà dalla Fiera in sostegno del Teatro Pinelli alle 17: “ i carovanieri sosteranno alla passeggiata a Mare dove attraverso perfomance e letture, si lancerà il messaggio che la mafia si sconfigge attraverso la partecipazione delle cittadine e dei cittadini alla gestione del territorio.La lotta alla mafia è una pratica collettiva di riconquista degli spazi – spazi urbani, spazi di democrazia, spazi di parola - non solo di beni confiscati alla mafia ma di beni che devono essere resi indisponibili alla speculazione e alle logiche privatistiche”
Qualche foto del concerto dello Stato Sociale di giovedì 4 aprile.
Domani sabato 23M - Teatro Pinelli Itinerante
Teatro Pinelli Itinerante in ZTL
sabato 23 alle 16,30 a Casa Serena - V. Sciva Giuseppe, 33 98124 - Messina (ME) - concerto del coro multietnico Migrantes.
Marzo è un mese di lotte importanti per il teatro Pinelli. Il 16 marzo siamo stati in piazza per ribadire il No al Ponte e al pagamento delle penali, domani una nostra delegazione sarà in Val di Susa e il 30 saremo a Niscemi a fianco dei No Muos.
Anche le vertenze dei lavorat* di Messina non si fermano: abbiamo sostenuto lo sciopero e l'impegno dei lavorat* del Teatro Vittorio Emanuele e siamo in ascolto delle scosse che arrivano da più punti del nostro territorio, consapevoli della ricchezza che offre la nostra città, della ricchezza sociale che ogni giorno creiamo, ma che per troppo tempo è stata dissipata da logiche autoritarie e privatistiche.
Casa Serena è un esempio di vita comunitaria, di valorizzazione della cura e dei diritti degli anziani. Finalmente è arrivata l'occasione per incontrare i lavorat* e gli ospiti che da mesi lottano contro i tagli e la conseguente chiusura della casa. Già a fine dicembre avevamo solidarizzato con le lavoratrici e i lavoratori in protesta, adesso è il momento di aprire casa Serena alla città: se i servizi sociali vengono sospesi è un problema di tutta la collettività.
Invitiamo i lavorat* e tutta la cittadinanza a unirsi e a partecipare al concerto del Coro Migrantes sabato alle 16,30 a Casa Serena. A questo incontro ne seguiranno molti altri, perché vogliamo prenderci cura insieme di Messina, delle generazioni future, degli anziani, dei migranti, desideriamo ridare valore alle nostre vite e alla nostra città.
Il coro Migrantes è composto da 30 elementi tra musicisti e cantanti: "crediamo che attraverso la musica, linguaggio universale, sia più facile ed immediato far passare il messaggio di un integrazione possibile, di una condivisione reale di vita e di progetti". La provenienza è: Senegal, Nigeria, Tunisia, Sri-Lanka, Filippine, Albania, e ovviamente Italia. Il coro è diretto dal maestro Dieudonnè Badji e dalla maestra Chiara Serafini.
Domenica saremo invece al Parco Aldo Moro (Via Regina Margherita 87) dalle 10,00 per la Festa di Primavera.
h 10 - guerrilla gardening, ci prenderemo cura insieme del parco (armati di cesoie, decespugliatori, guanti, attrezzi da giardinaggio)
h 13 - pranzo (ognuno porta ciò che vorrebbe trovare)
dopo pranzo jam sessione e dj set,
h 17,30 seminario a cura dell'arch. Celona "Il Piano Borzì e l’urbanistica moderna" Controstoria di un paradigma
"Analisi retrospettiva del P.R.G. redatto dall’ing. Luigi Borzì per la ricostruzione della città di Messina dopo il sisma del il 1908. Il Piano Borzì, le sue scelte di fondo, la sua concezione progettuale ed ideologica comparati con esperienze collaterali compiute in Italia ed in Europa negli stessi anni e in anni precedenti al periodo in cui furono adottale le scelte urbanistiche per la riedificazione della città dello stretto. Dopo un viaggio nella “città nella storia” vagliando tutte le tipologie urbane del passato, dalla città ipodamea a quella greca, da quella romana e quella medievale, da quella rinascimentale a quella barocca, si indagano i processi culturali ed ideologici fondati sulle idee e sui modelli democratici di aggregazione umana proposti da pensatori come Tommaso Moro (Utopia) e Tommaso Campanella (la città del sole) Francesco Bacone ( Nuova Atlantide) che hanno condotto alla concezione, della “città moderna”. Dalla alla secolarizzazione di queste idee e dai processi di trasformazione civile, scientifica, tecnologica, sociale, scientifica ed economica generati dalla rivoluzione francese e dalle spinte illuministiche che determinarono la rivoluzione industriale comincia il viaggio nell’urbanistica moderna si illustrano i modelli ottocenteschi delle città degli utopisti edei movimenti delle “città giardino”delle “ città lineari”; delle “città industriali” ecc..; Attraverso questo percorso si giunge al Piano di Luigi Borzì, redatto per la ricostruzione della città di Messina dopo il sisma del 1908, il quale viene comparato alle esperienze di disciplina urbanistica già esplorate. Analizzando il progetto della nuova Messina, approvato il giorno di San Silvestro del 1911, si esploreranno nel dettaglio: il disegno urbano; quello infrastrutturale; la tipologia urbana adottata (insula: l’isolato); la scelta della tipologia edilizia (il comparto) ; le destinazioni d’uso; i limiti d’altezza; ecc..; Si analizzeranno gli anacronismi e affiorano del nuovo organismo urbano, si indagheranno i perché della cancellazione totale di molti riferimenti fisici del passato e del mancato recupero del millenario centro storico. Un taglio di radici e d’identità? La risorsa spazio urbano, rimodulata e ampliata è stata distribuita ai superstiti in maniera perequata? Sono state determinate asimmetrie di trattamento sociale e civile? Sono nel Piano Borzì le cause del degrado dei quartieri posti ai margini del nuovo perimetro urbano, caratterizzati prevalentemente da baracche o alloggi impropri? o da quartieri ultra-popolari dalla qualità urbana, sociale e civile pessima?"