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@tildeathdouspart-17december
Caio pulcino, me la spieghi la prova con l'arco di Marina?
Ciao pulcino - così mi ci chiama mio fratello, eheh. Immagino tu stia parlando di Rest Energy
Sono un po’ arrugginita con lo scrivere di arte, spero di risultare comunque vagamente comprensibile. In breve, è una metafora sui rapporti d’amore. Sono soli loro due, uno di fronte all’altra. Se ci fai caso, poi, sono anche molto simili: vestiti degli stessi colori, molto semplici, persino un taglio di capelli affine, come se fossero interscambiabili in quella che tu chiami prova ma che io definirei più propriamente performance (non è l’abbozzo di qualcosa che sarà poi definitivo, né una sfida o una fatica di Ercole, .. è una performance).Insieme tengono in mano un arco. Ulay - il compagno di Marina, tiene la corda e incocca la freccia appuntita mirando dritto dritto al cuore di lei. E lei non si sottrae a questa minaccia di pericolo. Non scappa, anzi sostenendo l’argo e piegandosi all’indietro, è lei stessa che permette ad Ulay di tendere l’arco, dandogli la possibilità di ferirla (ucciderla). E lui non lo fa, e da quella situazione di tensione dei corpi inclinati all’indietro, con l’arco teso tra di loro, si ritorna eretti, a riposo. E non smettono mai di guardarsi negli occhi.
Vedi, adesso finirà che sparerò una infinità di frasi stucchevoli alla Fabio Volo, ma è così che funziona nelle relazioni, no? Un salto nel vuoto con un’altra persona, alla quale ci si affida completamente. Fiducia completa, anche quando l’altro ha la possibilità di farti del male. Il rapporto autentico prevede probabilmente questo: la consapevolezza che anche nel maggiore pericolo non si dovrà avere paura. Chi tende l’arco nella coppia ha il potere, in potenza, di ferire, ma non lo fa. Chi ha la freccia puntata al cuore, potrebbe non permettergli di tendere l’arco, restando ferma - e invece si mette in gioco comunque. Sa che nulla di male potrebbe succedere, nonostante tutto. Marina la definì una delle sue performance più intense: durò quattro minuti. Quattro lunghissimi minuti in cui la gif che vedi si ripeteva all’infinite. Sotto le camicie avevano delle specie di microfoni che amplificavano il suono del battito del cuore. Più il tempo passava, più il battito di entrambi (e non solo di Marina eh!) accelerava nervosamente, and though it lasted just four minutes and ten seconds, I’m telling you, for me it was forever. It was a performance about the complete and total trust (cit. Marina bella)
In ultima battuta, e poi giuro che chiudo - volevo soffermarmi da ignorante in materia sul titolo della performance: Rest Energy, Energia a riposo. Se qualche esperto in materia vuole intervenire sarebbe carino, io per questi concetti fisici devo affidarmi a wikipedia:
L’energia a riposo (o massa-energia a riposo) di una particella elementare è l'energia che essa possiede quando è ferma rispetto ad un sistema di riferimento inerziale. Questo tipo di energia può essere immediatamente convertito in energia potenziale e/o cinetica;
Energie latenti che potrebbero diventare effettive - la possibilità di farsi del male, la violenza, il dolore. Eppure, anche se può essere immediatamente convertita in energia potenziale e/o cinetica, qui niente.
La realtà sfuma e tutto diventa memoria. Perfino tu, a poco a poco, hai cessato di essere un desiderio e sei diventato un ricordo.
Alessandro Baricco - Oceano Mare (via tuseileiinesorabilmente)
Il bello dei momenti brutti e il brutto dei momenti belli è che, prima o poi, finiscono entrambi.
Went for a walk this morning and found my dream house it’s so beautiful and the nature is breathtaking
Mi sono creato un paese di cristallo, perché fatalmente dovessi accorgermi, da qualsiasi punto, che non era naturale. E non si può vivere a lungo di quest’allucinazioni ideali. La vita è una dura disputa mossa da guai concreti, e ci vuole un terreno nel quale attecchire, e ci vuole il caldo che maturi e odori, e ci vuole la sera che inondi di malinconia e la mattina che rinfreschi e rassereni.
Giuseppe Ungaretti, estratto poesia da “Altre poesie ritrovate” (via somehow---here)
Io al massimo potevo offrirti un mazzo di fiori. Quelli non te li sei presi ma il resto hai voluto tutto: la mia pelle, il mio sangue, il mio mondo distrutto.
Nesli, Capricorno
Mi guardo bene dal tenermi in gola le parole: ho passato gran parte della mia vita a non dire le cose che volevo dire, e me ne sono pentito. La nostra natura ci impone di mandare messaggi subliminali, comunicare con i gesti, perchè abbiamo paura di esporci per come siamo. Anche a noi stessi. Quando tutto sarà finito sono sicuro che mi verrà concesso un minuto per ripensare a tutte le volte che volevo urlare cosa sentivo, ma sono stato zitto per paura di non essere capito, e rimpiangerò gli obbiettivi che ho abbandonato perchè il timore di fallire mi ha impedito di perseguirli. Questa vita è una puttana e probabilmente mi spezzerà il cuore, ma cazzo, sono innamorato. Va così, rhum e pera, perchè ci sono dei momenti forti che ti lasciano l’amaro in bocca, e altri talmente belli da farti dimenticare quel retrogusto sgradevole che ha la vita. Se davvero Dio mi odia, mi accorgerò di aver finito il succo di frutta soltanto dopo aver bevuto l’ultimo bicchiere di rhum, e resterà un cattivo sapore sul mio palato. Ma sarò troppo ubriaco per rendermene conto.
Charles Bukowski (via tildeathdouspart-17december)
C’era tanta tristezza in tutto, anche quando le cose funzionavano.
Charles Bukowski. (via sorrisidisperati)
Vuoi sapere qual'è la chiave di tutto? Non aspettarsi niente. Ma proprio nulla. Noi ci facciamo tante aspettative, tanti film mentali e ogni volta restiamo inevitabilmente delusi. È ovvio che la realtà non possa reggere il confronto con la nostra fantasia. Come potremmo mai anche solo pensare che questo sia possibile? Se non ci aspettassimo nulla ogni cosa bella che ci capitasse sarebbe un motivo di felicità. In fondo è semplice: vivi come se quel momento che stai vivendo fosse tutto ciò che hai. Solo così potrai essere sicuro che non avrai mai alcun rimpianto.
Don’t tell them too much about your soul. They’re waiting for just that.
Jack Kerouac, Windblown World: The Journals of Jack Kerouac 1947-1954 (via sunst0ne)