Il momento più bello del bacio secondo me è quando vedi il suo viso che si avvicina al tuo e capisci che stai per essere baciata. Quell’attimo. Quell’attimo prima è una cosa stupenda.
Cit. (via soffroeppuremivienedaridere)

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cherry valley forever

JBB: An Artblog!
Lint Roller? I Barely Know Her
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titsay
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Show & Tell
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Peter Solarz
I'd rather be in outer space 🛸
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Janaina Medeiros

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Aqua Utopia|海の底で記憶を紡ぐ
sheepfilms

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Three Goblin Art

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@tornaqui
Il momento più bello del bacio secondo me è quando vedi il suo viso che si avvicina al tuo e capisci che stai per essere baciata. Quell’attimo. Quell’attimo prima è una cosa stupenda.
Cit. (via soffroeppuremivienedaridere)
Women’s Everyday Problems Illustrated By Romanian Artist
Fabulous
I love her art so much
Guardami. Che sta succedendo? Di che hai bisogno?” Mi scrolla le spalle, le stringe, fa male. “Io… Non lo so.” Mento. So di cosa ho bisogno, so cosa voglio. Abbasso lo sguardo, mi siedo. Rispondo piano, con gli occhi lucidi. “Ho solo bisogno di qualcuno che mi prenda per mano, che mi porti lontano. Qualcuno che sappia mentire così bene da farmi innamorare, qualcuno che mi prometta le stelle, il mare al tramonto, lunghe maratone di film.Qualcuno che prenda l’aereo con me e scappi a New York. Qualcuno che accarezzandomi, mi sussurri che sono bellissima, e che mi baci mentre gli ripeto che non ci credo, che io ho un sacco di difetti, che dovrei stare zitta. Ho bisogno di qualcuno che mi faccia ridere, che mi svegli col solletico e che mi racconti barzellette, solo per vedermi sorridere, per essere felice. Qualcuno che non abbia paura di rimanere sotto la pioggia, come tra la neve, con me. Ho bisogno di una di quelle storie da vivere secondo per secondo, in cui si litiga, ci si odia, ci si ignora e poi ci si ama di nuovo. Ho bisogno di quei baci che ti attaccano al muro e che ti fanno dimenticare chi sei. Ho bisogno di qualcuno con cui dormire abbracciata nei fine settimana, che crolli con me, alle 3 di mattina, dopo molta TV e tanto gelato. Qualcuno che non abbia paura del buio, degli insetti, delle strisce pedonali; qualcuno che mi protegga, ecco. Qualcuno che rida delle mie figuracce e che mi prepari il caffè quando sono nervosa, perché mi conosce, lo sa. O forse… ho solo bisogno di qualcuno che mi ami, quanto amo io.
Sara Mascia / polveristellari
Dio… è incantevole.
(via vorreinonessereme)
Grazie mille. ♡
(via polveristellari)
Aforismi romani.
tralanotteilcuore rido forte, giuro. Li ho letti con la tua voce, sai?
A vera scelta nun è con chi, ma senza de chi.
abbraccifinoaspezzarci ti prego
Quando due hanno dormito insieme è un’altra cosa, ci si ritorva al mattino a riaffiorare entrambi dallo stesso sonno, si è pari.
— Italo Calvino, Racconti
Le donne si dividono in quattro categorie: le suore,le puttane,le stronze e le rompiballe. Le suore non la danno a nessuno. Le puttane la danno a tutti. Le stronze la danno a tutti tranne che a te. Le rompiballe la danno a te,solo a te,sempre a te.
(via youaremysweetapocalypse)
Lei era forte. Era forte davvero. Potevi gridarle contro le cose più brutte che ti passavano per la mente. E lei, sarebbe stata lì, ad ascoltarti, inerme. Ne aveva già passate tante di cose brutte durante la sua vita che oramai le persone e le loro parole, non la spaventavano più. Non la ferivano più. Era più forte di tutto, e di tutti. O perlomeno, era molto brava a farlo credere.
(via ventiduenovembreduemilaetredici)
Cari studenti delle superiori del ventunesimo secolo, la settimana prossima comincerà un nuovo semestre e mi sento costretta a chiedervi scusa. Nonostante tutti i nostri sforzi, noi insegnanti non siamo riusciti a persuadere quelli che hanno il potere politico a cambiare il nostro sistema educativo. A quanto sembra, non siamo capaci di convincere il nostro premier che investire sulla vostra istruzione andrebbe a vantaggio di tutti noi e non inquinerebbe né l’acqua né l’aria. Perciò, finché i vostri bisogni educativi non prevarranno su quelli delle multinazionali straniere, vi prego di accettare le mie scuse. Mi dispiace che dobbiate venire a scuola così presto la mattina, anche se varie ricerche nel campo delle neuroscienze hanno appurato che il cervello degli adolescenti non funziona in modo ottimale prima delle dieci. Mi dispiace che dobbiate chiedermi il permesso di uscire dalla classe per andare a fare pipì anche se avete già la patente, un lavoro part-time e state prendendo decisioni importanti per il vostro futuro dopo la scuola. Mi dispiace che ogni giorno siate costretti a stare seduti per sei ore anche se molti studi hanno dimostrato che stare seduti troppo a lungo danneggia sia le capacità cognitive sia la salute. Mi dispiace che siate divisi per età e costretti a procedere attraverso il sistema scolastico con i vostri coetanei come se l’età anagrafica avesse qualcosa a che vedere con l’intelletto, la maturità, le competenze o l’abilità. Mi dispiace che quelli di voi che incontrano difficoltà a scuola non ricevano il giusto sostegno perché finanziare i vostri bisogni non è tra le priorità dell’attuale politica economica. Mi dispiace che dobbiate studiare materie che non vi interessano in un’epoca in cui la somma totale delle conoscenze umane raddoppia ogni dodici mesi. Mi dispiace che vi facciano credere che per ottenere il massimo dei voti dovete competere tra voi, quando i progressi umani sono sempre stati frutto di una collaborazione che spesso a scuola viene considerata “imbrogliare”. Mi dispiace che siate costretti a usare dei libri di testo che contengono informazioni superate e troviate a scuola tecnologie obsolete della cui manutenzione nessuno si occupa. Mi dispiace che quello che chiamano insegnamento personalizzato in realtà non lo sia affatto. L’insegnamento veramente personalizzato costa troppo, lo capite? Ma, soprattutto, mi dispiace che il sistema educativo vi costringa a far parte di un’economia estrattiva quando il nostro ambiente, senza il quale non ci sarebbe nessuna economia, sta subendo una crisi climatica che ci imporrà una rapida riconfigurazione di tutto quello che stiamo facendo in campo sociale, politico ed economico, e per la quale siamo del tutto impreparati. Mi dispiace moltissimo. Vorrei che la vostra curiosità non fosse soffocata dal conformismo scolastico. Vorrei avere una bacchetta magica per darvi il tipo di scuola in cui ci sono spazi per analizzare ed esplorare, sperimentare e apprendere in modo diverso. Vorrei avere il potere di riaccendere la passione e il desiderio di imparare che leggo nei vostri occhi prima che entriate a scuola. Vorrei potervi aiutare a ricordare che prima di essere studenti eravate scienziati che sperimentavano, scoprivano, si ponevano domande e facevano collegamenti. Eravate anche poeti… vi ricordate quanto divertiva e sorprendeva gli adulti intorno a voi il modo in cui descrivevate le cose? Siete nati per imparare. Non potete non imparare. Mi dispiace che vi facciano credere che l’unico apprendimento che conta sia quello che avviene a scuola. Anzi, poi, solo quello che avviene in classe. E nemmeno conta tutto quello che si impara in classe: alla fine conta solo quello che troverete nei test. Vorrei potervi portare in altri posti dove il sistema educativo pubblico è una priorità di politici convinti che la futura società del loro paese dipenderà dalle caratteristiche del sistema educativo. In un’epoca in cui la nostra vita dipende dall’ingegnosità nel risolvere i problemi più difficili, sprechiamo le potenzialità che ha la nostra mente di trovare soluzioni creative. L’adolescenza è il periodo in cui gli esseri umani raggiungono il culmine del loro sviluppo cognitivo. Le prove della vostra capacità di pensare “fuori degli schemi” e di trovare soluzioni creative sono ovunque intorno a noi. Vorrei poter mostrare alle autorità ciò che dovrebbero vedere per rendersi conto di quello che siete capaci di fare, se solo ve ne dessero la possibilità. Se solo… Con sincero affetto. Un’insegnante.
lettera di un’insegnante canadese pubblicata sul suo blog. dovrebbero leggerla tutti. (via fragilecomeilcristallo)
Il problema era che doveva continuare a scegliere tra un male o un altro.
— Charles Bukowski (via anormalguywithabnormalmind)
Fuori piove, dentro pure, passo a prenderti? - Antonio Di Stefano
L’amore può essere solo dato: e chi pensa di ricevere rimarrà deluso e amareggiato. Se tu aspetti amore dal tuo partner e l’altro aspetta amore da te sarete come due mendicanti che si chiedono l’un l’altro l’elemosina. Ci si aspetta l’amore dall’altro ma non si è capaci di donarlo. L’amore non può essere chiesto, può solo essere dato. Se ricevete qualcosa è un dono, non una ricompensa. E se non ricevete nulla siete felici lo stesso perché siete riusciti a dare. Ecco il mistero del mondo: più amerai e meno chiederai amore, più sarai amato.
Osho (via rebloglr)
Questa cosa che siamo sotto lo stesso cielo ma non sotto lo stesso piumone è ingiusta.
(via cuoricomemaremoti)
Anche quando non ci sei,io mi giro a cercarti.
(via quandotivedohoibrividi)