Ho imparato che stare con quelli che mi piacciono, è sufficiente.
Walt Whitman
Three Goblin Art

❣ Chile in a Photography ❣

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Ho imparato che stare con quelli che mi piacciono, è sufficiente.
Walt Whitman
“Bisogna trovare un modo per ridere, perché per quanto tu sia forte, intelligente o duro, il mondo escogiterà un modo per spezzarti. E, quando succede, l’unica cosa che puoi fare è resistere.”
— Taylor Jenkins Reid - Tu, io e tutto il tempo del mondo
“Se i nostri impulsi si limitassero a fame, sete e desiderio, saremmo pressoché liberi; invece ogni refolo di vento, ogni parola detta a caso o la scena che quella parola evoca in noi ci tocca nel profondo.”
— Mary Shelley
Se sei stanco e la strada ti sembra lunga, se ti accorgi che hai sbagliato strada, Non lasciarti portare dai giorni e dai tempi, Ricomincia. Se la vita ti sembra troppo assurda, Se sei deluso da troppe cose e da troppe persone Non cercare di capire il perché, Ricomincia. Se hai provato ad amare ed essere utile, Se hai conosciuto la povertà dei tuoi limiti, Non lasciar là un impegno assolto a metà, Ricomincia. Se gli altri ti guardano con rimprovero, Se sono delusi di te, irritati, Non ribellarti, non domandar loro nulla, Ricomincia. Perché l'albero germoglia di nuovo dimenticando l'inverno, Il ramo fiorisce senza domandare perché, E l'uccello fa il suo nido senza pensare all'autunno, Perché la vita è speranza e sempre ricomincia…
Ishak Alioui, Ricomincia
“Adesso dormi che il giorno è finito ed è finito bene, nonostante tutti i nostri casini è finito bene. Adesso dormi che domani ho da lavorare e non dico che studiare sia meglio, lascia stare… Dormi, dormi il mondo senza di noi continua a girare. Dormi, dormi che anche noi senza il mondo non stiamo male. Adesso dormi che il cielo ci ha dato anche l'ultima stella e ti svesto ma il bottone più basso fa disperare. Non pensare, prova a chiudere gli occhi, fatti coccolare. Dormi, dormi sei così bella da incorniciare. Dormi e vola via da me, dai miei sogni, dai miei desideri. Via da me, dolce pelle chiara, non voltarti sogna e non hai più paura. Dove non arriverò, dove non esisto. In un mondo solo tuo e in quel gioco misto anima e libertà. E chissà se tornerai… Ma, sì che tornerai… Adesso dormi che il giorno è finito ed è finito bene tra i sorrisi e le tue paure. È finito bene… Dormi, dormi… ehi! Non far finta di dormire, se apri gli occhi, se apri gli occhi, mi puoi fregare. Dormi e vola via da me, dai miei sogni e dai miei desideri. Via da me, dolce pelle chiara, non voltarti, sogna e non hai più paura. Dove non arriverò, dove non insisto, in un mondo solo tuo e in quel gioco misto anima e libertà. E chissà se tornerai… Ma, sì che tornerai…”
— Adesso Dormi, Biagio Antonacci (via silenzioeparole)
Ancora questi orsi che si ostinano a fare gli orsi!
di Marco Ianes
Ancora questi orsi che si ostinano a fare… gli orsi!
Pare proprio che non la vogliano capire questi orsi trentini.
Vivono nei boschi, cercano di nascondersi e di allevare i loro cuccioli in pace e tranquillità, ma anche questa volta, due uomini, due cacciatori (loro dichiarazione) in cerca di prede da identificare per la caccia settembrina, incontrano una mamma orsa (forse, o forse no, chi lo sa?).
Mi dispiace, ovviamente, e qui lo dico subito, per l’aggressione a due persone; ma mi va di dire che c’è un però!
Però, che ci facevano alle sei di sera in mezzo ai boschi, a cercare future prede, girando in silenzio e senza fare rumore ( lo hanno dichiarato loro) in mezzo a boschi notoriamente popolati da orsi e, si sa, in questo periodo con cucciolate a seguito? Tra l’altro, scusatemi, ma abitando in zona lo sapevano benissimo che gli orsi sono presenti! Le indicazioni che vengono date ai turisti sono di fare rumore, parlare ad alta voce, non girare in silenzio; già, scusate, loro non sono turisti, sono della zona, il bosco è loro, dimenticavo!
Sempre la stessa storia, si ripete periodicamente e sistematicamente, con persone del luogo, in genere, guarda, guarda, avventori sprovveduti che non si cautelano, pur conoscendo a detta loro, la zona.
Sempre e di nuovo, l’uomo ha l’arroganza di voler possedere tutto; i boschi sono degli umani, cari orsi, come vi permettete di fare gli orsi e difendere i vostri piccoli?
Appena giunta la notizia, il presidente Maurizio Fugatti, senza nemmeno battere ciglio, davanti ai microfoni di radio e TV annuncia l’ordinanza di abbattimento. Senza nemmeno sapere perché l’orso o orsa (non si sa nemmeno questo) abbia attaccato i due sventurati e, permettetemi anche sprovveduti, cacciatori del luogo.
(…) Se la voce fosse vera, dire che l’ordinanza di abbattimento di un’orsa o orso, senza nemmeno aver approfondito i fatti, mi pare davvero azzardata e indicatrice di pressapochismo del nostro rampante presidente Fugatti. Celere e veloce nel prendere provvedimenti quando si tratta di orsi da abbattere o da rinchiudere, pressoché assente nel progettare strategie di informazione sulle corrette prassi da seguire in caso di incontro di orsi ( o cinghiali). Lo dimostra il fatto che i due esperti cacciatori giravano in silenzio assoluto per i boschi.
Sono molto preoccupato per questa situazione politica trentina, che va orgogliosa della sua propensione al rispetto della natura e della biodiversità, a parole, e poi non perde nemmeno un attimo per decretare la morte di un essere vivente che nulla ha fatto tranne ciò che madre natura gli ha insegnato; l’ho detto diverse volte, siamo arroganti come specie dominante del mondo e non abbiamo rispetto per i luoghi che sono degli animali, arrogandoci il diritto spudorato di entrare in casa loro senza rispettarne le regole. E, poi, inevitabilmente, succedono queste cose.
… La verità non verrà mai fuori, perché l’imputato “orsa” non ha diritto di parola, ma dovrà subire la condanna già decretata. E lo sapete cosa succederà ai suoi cuccioli, se davvero fosse un’orsa con prole? Probabilmente abbattuti anche loro, dato che non sopravvivrebbero senza la madre, poiché troppo piccoli. Agghiacciante, vero? Nel nome della sicurezza dei cittadini; quei cittadini, cacciatori che uccidono animali, ma che non hanno rispetto dell’ambiente naturale di cui sono invasori, non proprietari.
Comunque, ai due cacciatori sprovveduti sinceri auguri di pronta guarigione; all’orsa, un augurio di riuscire a scappare dalle ire funeste di un Trentino che non riconosce più la necessità di vivere in armonia con la natura e la usa solo per fini propagandistici.
Ma comunque, la prossima volta spero che in silenzio, nel bosco, alle sei di sera, vi sparate in mezzo alle gambe a vicenda!
#spring in #quarantine
“Non possiamo farci niente no? Che cosa possiamo fare? Tutte le lacrime del mondo non cambieranno la cosa di una virgola. Ci saranno giorni migliori. Dobbiamo vivere per poterli vedere, dobbiamo soprattutto vivere.”
— Irène Némirovsky - Suite francese
#quarantine
Fossimo in due stasera qua in casa.
Fossimo in due stasera qua in casa, non mi dovrei preoccupare di preparare la cena, portresti farlo tu, ché io ho voglia di giocare con la switch e ci sono un sacco di nuovi pokemon da catturare e invece in casa ci sono solo io e devo scegliere tra lo sfamarmi o il diventare un allenatore clamoroso. Fossimo in due stasera qua in casa con tutta certezza non ti farei cucinare, un po’ non mi fido e un po’ mi piace farlo a me e anche adesso quando cucino butto sempre troppa pasta, il che è perfetto quando sei solo, gli avanzi sono una benedizione del giorno dopo in ufficio ma ecco, fossimo in due stasera qua in casa me ne fotterei di avere il pranzo da riscaldare pronto. Tanto potresti andare avanti tu con i pokemon e io nutrirmi di schifo precotto dal supermercato. Fossimo in due stasera qua in casa ti chiederei di tirare su una canna perché le mie vengono malissimo e sembrano spade stellari usate dai robot cattivi di una serie animata giapponese di quart’ordine. Qualcosa che trasmettevano quando tu non eri ancora nata e nemmeno io. L’unica cosa buona delle mie canne e che dopo mi viene voglia di scrivere e di non fare nulla in generale, nemmeno prendere il telefono per vedere se sei online. Fossimo in due stasera qua in casa non mi farei le canne per non pensare al fatto che visualizzi ma non rispondi. Fossimo in due stasera qua non mi chinerei a raccogliere tutti i capelli che perdi, li lascerei coesistere col mio ordine. Per qualche ora. Forse due giorni. Poi impazzirei e mi sentirei in dovere di passare l’aspirapolvere perché tanto anche se sparissero loro, tu saresti ancora qui pronta a perderne altri. Magari mentre stai sul divano e hai smesso di badare ai pokemon perché giustamente hai di meglio da fare, finire il libro tanto per dirne una. Quello che provi sempre a concludere ma poi subentro io o con i miei videogiochi o con la mia fissazione per il tuo culo. Credo la colpa sia di questo posto. Da quando hanno bannato le tette uno riscopre i vecchi piaceri della vita. Le chiappe. Diventa una fissazione e tu mi sembra di ricordare dovresti avere un culo capace di creare devoti in giro per il mondo grazie ad internet. Dovrei fotografarlo e pubblicarlo e poi chiedere l’8x1000 in onore di tale capolavoro ma credo alla fine non farei nulla. Al massimo sposterei le coperte mentre dormi e starei lì a fissarlo. Fossimo in due stasera qua poi però mi sentirei in colpa e mi dedicherei pure alle tue tette, perché è un periodo durissimo per loro. E per i capezzoli. Non parliamo di quanto mi perderei a confortarti i capezzoli e dirgli che passerà. Presto potranno tornare ad esporsi. Fossimo in due stasera qua poi si finirebbe a discutere anche di tre e di quattro e di cinque e del tuo sei e sei e mezzo e del perché non riusciamo più a stare con una persona sola ma creiamo costanti numeri in catena per cosa poi? per quando siamo soli in casa la sera e abbiamo fumato troppo e vogliamo schiaffarci sul divano e avere compagnia mentre ci ignoriamo. Fossimo in due stasera qua farei scegliere a te la musica. Anche perché io metterei su le mie canzoni e ti romperei il cazzo con la mia carriera musicale e tu forse saresti abbastanza buona da ascoltarne un paio prima di andare in bagno e starci per ore. Poi anche perché mi fido dei tuoi gusti. Maggiormente di quelli di cinema e serie tv e in effetti questa è la cosa che più mi fa girare il cazzo del non essere in due stasera in casa, che i miei gusti sono molto limitati ed è da un casino che non trovo qualcuno di cui resti affascinato dai gusti. Specialmente se decide poi di uscire con me. Ma che gusti di merda hai? Fossimo in due stasera qua in casa ti lascerei tutto il tempo per prendertela con me per essere venuto a vivere a Vienna e il freddo e il grigio e la lingua (perché a Milano invece no eh si sta da Dio) e so che lo faresti finché non ti renderesti conto che alla fine, in casa mia, in due, qua, non si sta per niente male e fanculo alla città che è solo contorno. Fossimo in due stasera qua in casa ti lascerei prendermi in giro perché ancora quando sei malinconico ti metti a scrivere su Tumblr ma vuoi finirla che poi quelli pensano che stai sempre preso male e invece no stai benissimo. Stai solo in uno in casa che cosa vuoi che sia. Sorriderei promettendoti che no stavolta sto scrivendo qualcosa che fa ridere e invece non è vero e tu mi conosci troppo bene e mi chiuderesti il portatile per evitare di rompere agli altri. Ma tanto chi c’è ancora quassù che legge? E poi certi atteggiamenti adolescenziali vale la pena portarseli dietro. Tipo fermarsi a salutare i cagnetti lasciati fuori dal supermercato e complimentarsi con loro per l’ottimo lavoro svolto e scappare non appena sopraggiungono i padroni perché che ne sanno loro di quello che c’è tra di noi, di quanto sognamo di stare insieme. Io e i cagnetti tu che c’entri. Fossimo in due stasera qua chi laverebbe i piatti? La persona col culo meno bello oh no, cazzo. Vabbè. Non è un problema tu però preparati che dopo abbiamo la diretta in streaming con i fedeli della Repubblica Dominicana e sai che ci tengo a fare una buona inquadratura, loro ci mandano un sacco di soldi. Fossimo in due stasera qua in casa si è fatta l’ora giusta per dormire non appena abbiamo voglia di andare a letto, che può essere anche due minuti dopo essere rientrati. Tanto lì si troverebbe sempre qualcosa da fare. Non per forza sesso, eh. La switch ha di bello che è portatile quindi io vado avanti coi pokemon tu dormi pure, ah no, adesso ti è venuta voglia, ah sì, certo, quando fa comodo a te allora, non volevi finire il libro? Fossimo in due stasera qua in casa ci sarebbero le finestre aperte per far entrare l’inverno o forse sono chiuse e il freddo arriva da te, o dal fatto che non siamo in due stasera qua in casa ma solo io e ho scoperto che davvero, scaldare una casa intera quando si è da soli è molto più difficile. Consumi di più. Mi hanno detto di invitare gente così paghi meno riscaldamento e ci sto pensando. Offro pareti domestiche in cambio di calore. Però ecco non sarebbe proprio l’ideale. Basteresti tu credo, io ci metto un attimo a capire come hackerare i termosifoni e spararli così in alto da accelerare vertiginosamente la fine ovvia del pianeta. Chissà se con lo scioglimento dei ghiacci il mare arriverebbe mai a Vienna. Se ci arriveresti tu in barca. Magari meno stronza. Fossimo in due stasera qua saremmo fatti duri. Un po’di tutto. Fammi solo mettere la sveglia ché domani mattina devo ricordarmi di essere adulto per un paio di ore.
“No, non ti libererai e non diventerai un altro, resterai quello che sei: con i dubbi, il continuo malcontento di te stesso, gli sterili tentativi di perfezionamento, le ricadute e l’eterna attesa d’una felicità alla quale non sei destinato e che non puoi conseguire.”
— Lev Tolstoj, “Anna Karenina”.
▹ Potei sperimentare che l'uomo, quando soffre, si fa una particolare idea del bene e del male, e cioè del bene che gli altri dovrebbero fargli e a cui egli pretende, come se dalle proprie sofferenze gli derivasse un diritto al compenso; e del male che egli può fare agli altri, come se parimenti dalle proprie sofferenze vi fosse abilitato. E se gli altri non gli fanno il bene quasi per dovere, egli li accusa e di tutto il male ch'egli fa quasi per diritto, facilmente si scusa ◃
Luigi Pirandello, Il fu Mattia Pascal
Un giorno ti dirò Che ho rinunciato alla mia felicità per te E tu riderai, riderai, e tu riderai di me Un giorno ti dirò Che ti volevo bene più di me E tu riderai, riderai, tu riderai di me E mi dirai che un padre Non deve piangere mai Non deve piangere mai E mi dirai che un uomo Deve sapere difendersi Un giorno ti dirò Che ho rinunciato agli occhi suoi per te E tu non capirai, e mi chiederai perché? E mi dirai che un padre Non deve piangere mai Non deve arrendersi mai Tu mi dirai che un uomo Deve sapere proteggersi Un giorno mi dirai Che un uomo ti ha lasciata e che non sai Più come fare a respirare A continuare a vivere Io ti dirò che un uomo Può anche sbagliare lo sai Si può sbagliare lo sai Ma che se era vero amore E' stato meglio comunque viverlo Ma tu non mi ascolterai Già so che tu non mi capirai E non mi crederai Piangendo tu Mi stringerai
Ieri era la giornata internazionale dell’infermiere, oggi la Festa della Mamma. Praticamente un po’ la stessa cosa.
Che il sonno può essere una forma di fuga emozionale e che, seppure con un certo sforzo, si può abusarne. Che la privazione intenzionale del sonno può essere anch’essa una fuga dalla realtà di cui si può abusare. Che non occorre amare qualcuno per imparare da lui/lei/esso. Che la solitudine non è una funzione di isolamento. Che le persone cattive non credono mai di essere cattive, ma piuttosto che lo siano tutti gli altri. Che le persone di cui avere più paura sono quelle che hanno più paura. Che ci vuole un grande coraggio per mostrarsi deboli. […] Che la validità logica di un ragionamento non ne garantisce la verità. Che è possibile imparare cose preziose da una persona stupida. Che è statisticamente più facile liberarsi di una dipendenza per le persone con un Qi basso che per quelle con un Qi più alto. Che a volte agli essere umani basta restare seduti in un posto per provare dolore. Che la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi. Che tutti sono identici nella segreta tacita convinzione di essere, in fondo, diversi dagli altri. Che questo non è necessariamente perverso. Che è consentito volere Che praticamente tutti si masturbano. E tanto, a quanto sembra. Che provare a ballare da sobri è tutto un altro paio di maniche Che esiste una cosa come la cruda, incontaminata, immotivata gentilezza.
Infinite Jest, David Foster Wallace (via sporca-melancholia)
“Io non ho paura di quelle che il mondo chiama “belle donne”. Io ho paura delle altre. Ho paura di quelle che escono di casa con un filo di trucco. Di quelle che capisci subito se hanno passato una nottata in bianco dalle occhiaie che si portano dietro. Di quelle che si legano i capelli con una matita. Di quelle che si guardano allo specchio e sorridono perché non hanno nemmeno un capello al posto giusto. Ho paura di loro. Di quelle che si fermano sui dettagli, su particolari tuoi che nemmeno tu stesso pensavi di avere. Di quelle che sanno stare accanto agli altri, ma non sanno come stare accanto a se stesse. Di quelle che sono sempre di corsa, ma si fermano ad ascoltare. Uno sconosciuto, un amico, un bambino… Ho paura di loro. Di quelle che ad un “Sei bellissima”, arrossiscono, s'imbarazzano.. Ho paura di loro. Di quelle che sorridono alla vita, tutti i giorni, nonostante abbiamo migliaia di motivi per non farlo. Di quelle che ti ascoltano davvero. Di quelle che amano essere belle, solo ogni tanto. Solo per qualcuno. Di quelle che sanno piangere. Ho paura di loro. Di quelle che per passare un'ora con te, passerebbero anche otto ore in treno. … Ho paura di loro. Di quelle per cui vale la pena restare. Una volta. Restare. E ho paura di loro, soprattutto, quando, senza dire una parola ti scelgono, restano e tu sei troppo distratto per accorgertene, troppo concentrato a fuggire da non sai cosa. Ho paura di loro perché di belle donne il mondo è pieno. Una donna del genere, invece, se te la lasci scappare non saprai mai in quale parte del mondo la ritroverai. Se mai la ritroverai.”
— Abdou Mbacke Diouf