Che strana cosa ritrovarsi sempre a raccogliere gli scarti altrui. Ma mica faccio beneficenza, quella dovrebbero farla per me: "dona un frammento di cuore a chi non ne ha".

No title available
wallacepolsom

★

roma★
Not today Justin
he wasn't even looking at me and he found me
occasionally subtle
PUT YOUR BEARD IN MY MOUTH

JBB: An Artblog!

izzy's playlists!

No title available
Peter Solarz
sheepfilms

Love Begins
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open
tumblr dot com
Sweet Seals For You, Always
YOU ARE THE REASON
d e v o n
noise dept.

seen from Norway

seen from Italy

seen from Türkiye
seen from United Kingdom
seen from Brazil
seen from Malaysia

seen from United Kingdom

seen from Malaysia

seen from Türkiye
seen from United States

seen from Malaysia
seen from United States

seen from Germany
seen from United States

seen from Norway

seen from United States
seen from United Kingdom

seen from United Kingdom
seen from Japan

seen from Italy
@v94
Che strana cosa ritrovarsi sempre a raccogliere gli scarti altrui. Ma mica faccio beneficenza, quella dovrebbero farla per me: "dona un frammento di cuore a chi non ne ha".
Credo di essere la più coraggiosa tra tutte le mie amiche, anzi, probabilmente tra tutte le ragazze che conosco: non ho problemi a prendere un ragno in mano, sono quella che a gardaland corre diretta verso il blue-tornado e tornare a casa da sola la sera tardi di certo non mi impensierisce. Eppure un banale pensiero mi paralizza: rivederti.
28 giorni; 1330 chilometri e mezzo: ecco cosa ci separa ora. Ah, e c'è anche quell'abisso, quello che i nostri reciproci silenzi hanno scavato.
Mi sono imbattuta in una tua foto, insieme a lei, sorridenti, avvolti dallo stessa asciugamano. Dopo essere sopravvissuta all’inevitabile pugno nello stomaco che ciò mi ha provocato mi sono chiesta: quindi con me era tutto finzione? O è con lei che fingi che la vostra sia la coppia che il prossimo mese comparirà sulla copertina di qualche rivista? O forse in fondo menti a te stesso.
Quella notte, quando sembrava che entrambi avessimo sconfitto il nostro orgoglio, mi chiedesti “Quando parti?”. “Martedì” risposi, da un lato con il cuore che mi si stringeva, dall’altro con una sensazione di sollievo provocata dalla speranza che in quei cinque giorni rimanenti non avresti fatto in tempo a ferirmi nuovamente. “Allora una sera, prima che parti, ci vediamo noi due, soli”. Parole che rimasero ad aleggiare nel vuoto, perché non te ne sono serviti cinque, ma soltanto uno di giorno per ferirmi. E quel giorno fu proprio il giorno seguente, quando ti ripresentasti sorridente con la tua fidanzatina-zerbino. Mi avevi distrutta nuovamente e altro che giorni, ti ci erano volute poche ore. Non dicesti mai una parola, non inviasti mai una lettera, non pensare che potrò mai perdonarti.
- v94
Avete presente quei momenti in cui, seppur impegnati a far altro, la vostra attenzione viene improvvisamente catturata da una canzone le cui parole, nonostante le sentiate per la prima volta, vi fanno trasalire? Quelle parole che vorreste urlare al mondo intero, ma non potete perchè sembrano mettervi a nudo? Ecco.
I saw you again, it felt like we had never met It's like the sun set in your eyes and never wanted to rise And what have you done with the one I love? When I look into your eyes, I see no surprise I always thought it was sad The way we act like strangers After all that we had We act like we had never met We make believe, I've never seen your face, you neither mine And catch my eye, don't register a smile You were more than just a friend, oh but the feeling It never came to an end, I can't bear to see you I always thought it was a shame That we have to play these games It felt like you really knew me Now it feels like you see through me When I see you again I'll know not to expect Stay one step away We will have to wait When I see you again And I'm greeted as a friend It is understood That we did all we could I always thought it was sad The way we act like strangers After all that we had We act like we had never met I always thought it was a shame That we have to play these games It felt like you really knew me Now it feels like you see through me
Come la pensi quando un ragazzo non si fa sentire ?
La risposta più ovvia sarebbe la solita: se non si fa sentire è perchè non lo vuole fare. Ormai sembra essere diventata una legge universale il fatto che il genere maschile non possegga profondità e quindi qualsiasi cosa un uomo faccia non abbia alcun significato nascosto. Ma sinceramente, per quanto io possa essere cinica riguardo a moltissime cose, a questa fesseria non ci credo. Ovvio, esistono anche gli stronzi, ma anche in quel caso se non si fanno sentire non è perchè semplicemente non vogliono, ma perchè si divertono, perchè fanno parte di quella categoria che vive di autostima e perisce d'orgoglio. In ogni caso, mettendo da parte questa particolare e purtroppo diffusa categoria, il mio ragionamento è: se a un ragazzo non gliene frega niente di te non avrebbe problemi a dirtelo, o no? Non voglio creare false illusioni, o anzi, condividere quelle di cui io ormai vivo, ma credo che non sia tutto sempre nero o bianco. In fondo anche i ragazzi sono umani, dovranno pur avere sentimenti anche loro! Magari scompaiono perchè hanno paura, magari perchè vogliono essere loro ad essere cercati (cosa che personalmente non farei mai, se non mi cerchi tu allora vaffanculo), magari perchè il nostro stesso silenzio fa su di loro lo stesso effetto... Oppure hanno trovato un'altra e si sono dimenticati di noi (o cercano semplicemente di farlo, spero).
Purtroppo non esiste formula fissa e mi rendo conto che forse sono un po' troppo positiva. Comunque, detto sinceramente, da un lato trovo conforto nel silenzio: sarà sbagliato e stupido, ma almeno posso immaginarmi mille soluzioni al quesito che mi feriscano il meno possibile. E continuare a sognare sulla mia nuvoletta ;)
È mattina, ma nei tuoi occhi un sole cala e forse mai più risorgerà. - v94
Ogni cellula del corpo umano si rigenera in media ogni sette anni. In sette anni avrò un corpo biologicamente nuovo di zecca, un corpo che non avrà mai conosciuto le tue mani.
Ma con l'anima come la mettiamo? Quella non me la prendono nemmeno al mercatino delle pulci.
- v94
"Ah, magari inventassero il teletrasporto!" Stocazzo. Invece di due settimane avresti 365 giorni l’anno per sminuzzarmi il cuore. Insomma, nemmeno il tempo di ritrovare i pezzetti da te puntualmente sparsi per divertimento!
- v94
15 marzo
Tu una chitarra, io un bicchiere in mano. Ma entrambi Nel cuore un uragano.
- v94
Due sere in cui sfidai la stanchezza e il gelo di novembre e fui premiata dalle tue labbra. Ma per te il tutto era finito lì, ricordo ancora quando davanti all’aeroporto mi salutasti senza nemmeno sfiorarmi, con quel tuo stupido sorriso sghembo e la solita battutina. L’aria pizzicante d’inizio inverno non era nulla a confronto del ghiaccio nel quale mi sentii sprofondare in quel momento.
- v94
Ed eccoci di nuovo lì, dopo mesi distanti, mesi in cui non ci eravamo scambiati un messaggio nemmeno per sbaglio, in cui nemmeno ti avevo fatto gli auguri sopraffatta dal mio orgoglio… Mesi in cui io avevo sofferto e tu… Tu, bè, tu dubito.
-v94
Il tuo sguardo sembrava dire “non mi basti mai”, così come ogni altra cellula del tuo corpo.
- v94
Potenzialmente
Ogni notte mi sdraio sul letto, chiudo gli occhi e rivivo nella mia mente quella sera… Anzi quel giorno, perché tutto è cominciato la mattina. Appena alzata sapevo bene che a breve ci saremmo visti, quindi, accompagnata da una leggera stretta alla bocca dello stomaco, intrecciai i capelli e infilai dei pantaloncini e una maglietta che immaginavo ti sarebbe piaciuta. Scesi le scale e con gli altri ci avviammo al bar. Ordinammo le nostre granite e io ingurgitai a forza la mia, la stessa che rischiò di tornare da dove era venuta quando all’improvviso facesti capolino. Non salutasti, facesti soltanto una battuta sui nostri cappelli, quelli che io e le mie amiche non toglievamo mai. Ci dirigemmo verso le macchine e alla domanda “chi fa compagnia a D.?”, seppur con un pizzico di imbarazzo, finii sul sedile accanto a te. Si, imbarazzo, perché nessuno dei due si era scordato di ciò che era avvenuto parecchi mesi prima e nessuno dei due aveva avuto le palle di dissotterrare quella storia. Certo, non è che ci fosse molto da riesumare: qualche drink, musica, noi che ci divertivamo… Due sere in cui sfidai la stanchezza e il gelo di novembre e fui premiata dalle tue labbra. Ma per te il tutto era finito lì, ricordo ancora quando davanti all’aeroporto mi salutasti senza nemmeno sfiorarmi, con quel tuo stupido sorriso sghembo e la solita battutina. L’aria pizzicante d’inizio inverno non era nulla a confronto del ghiaccio nel quale mi sentii sprofondare in quel momento. Ed eccoci di nuovo lì, dopo mesi distanti, mesi in cui non ci eravamo scambiati un messaggio nemmeno per sbaglio, in cui nemmeno ti avevo fatto gli auguri sopraffatta dal mio orgoglio… Mesi in cui io avevo sofferto e tu… Tu, bè, tu dubito. Eravamo lì, uno accanto all’altra e tu facesti partire la musica. Chiacchierammo come se nulla fosse e nel frattempo, brano dopo brano, mi sorprendevo sempre di più del fatto che fossero tutte tra le mie canzoni preferite. Così in un momento di silenzio dissi: “assurdo, potrebbe essere il mio i-pod questo!”. Tu ti girasti per un momento, sorridesti e replicasti: “bei gusti!”. Insieme agli altri, commissione dopo commissione, spuntammo dalla lista tutto ciò che c’era da fare prima della festa di quella sera.Già, la festa… Ci invitasti a pranzo da te, ma per volere dei miei amici rifiutammo e ci salutammo. Il resto della giornata passò in fretta e presto ci ritrovammo tutti alla villa. Tutto era perfetto: luci, musica, gente, alcool… Tu. In realtà in quel momento non mi aspettavo nulla, magari ci speravo, ma non volevo illudermi, quindi pensai solo a divertirmi. Tra i fumi dei diversi cocktail ben presto al mio divertimento ti unisti anche tu. Ridemmo, scherzammo, bevemmo fin quando non ti fermasti, appogiasti le tue mani sui miei fianchi, mi guardasti negli occhi… e te ne andasti scuotendo la testa. Confusa ti rincorsi e afferrai il tuo braccio, tu ti voltasti e dicesti “non posso, c’è la mia ragazza.”. Sprofondai. Eppure nella mia ubriachezza, dopo un solo istante di esitazione, continuai ad insistere. Ti dissi “basta che tu dica che non lo vuoi e io rinuncio, ma non accetto “non posso” come risposta”. Tu sorridesti e cedesti per qualche minuto, sfiorasti le mie labbra, ma poi ti voltasti nuovamente e andasti a raggiungere lei. La baciasti davanti ai miei occhi, mi chiedo ancora adesso se veramente il tuo proposito fosse ferirmi. In ogni caso ci riuscisti, scoppiai in lacrime in mezzo alla folla, amici accorsero a salvarmi dalla situazione imbarazzante. Amici prontamente muniti di bottiglie. Ricordo di averti incrociato poco tempo dopo e di averti dato una gomitata nello stomaco. Tu ridesti. In quel momento pensai che lei in realtà doveva aver visto tutto e allora ti chiesi: “ma ancora non ti ha mollato?”. Tu sorridesti. “Davvero non ti ha mollato?? Che sottona!”, tu rispondesti “non è sottona, è che è buona.” - “e io cosa sono??” Chiesi. “E tu… bè, porca puttana, tu sei bona!”. Mi strappasti una risata e dopo poco lei se ne andò. Non perdesti tempo, o forse non perdemmo tempo, e ci appartammo. Ma continuavi a ripetere che ti sentivi in colpa, che non potevi e io, forse in gran parte per colpa del mio tasso alcolemico, scoppiai nuovamente a piangere e iniziai a farneticare. No, in realtà non stavo farneticando, era vero tutto quello che dissi, ma vorrei non avertelo mai detto. Mi lamentai della distanza, mi lamentai del fatto che nessuno oltre a te era mai riuscito a prendermi e ti chiesi “ma proprio non puoi trasferirti a milano??”. E conclusi con un “sono ubriaca” al quale tu ridesti di gusto. E dopo un momento aggiungesti “ti sei beccata il coglione della zona… anche se in realtà sei tu che mi freghi sempre!”. Passammo la notte insieme, alla villa, in macchina… Il tuo sguardo sembrava dire “non mi basti mai”, così come ogni altra cellula del tuo corpo. Prendemmo un cornetto all’alba e cantammo a squarciagola canzoni che entrambi sapevamo a memoria. Che coincidenza… Mi facesti anche ascoltare una canzone che non conoscevo, mi ricordo ancora la strofa che canticchiasti: “quando io sono solo con te, mi sento immerso in una tazza di tè, ma che caldo qua dentro…” Il sole era già alto, mi riaccompagnasti a casa, dove mi aspettavano le mie amiche. Accostasti e dopo qualche minuto in cui restammo entrambi immobili mi sporsi e ti diedi un bacio. E quando mi ritirai tu rincorresti la mia bocca e me ne desti un altro. L’ultimo. L’avessi saputo avrei fatto in modo che durasse in eterno. Già, l’ultimo, perché il giorno dopo ti rividi ed eri nuovamente con lei, la sottona. A quanto pare non ero comunque abbastanza.
- v94
"Ma ancora non ti ha lasciato?? Che sottona!" “Non è sottona… è che lei è buona…” “E io cosa sono??” “…e tu… porca puttana, tu sei bona!”
- v94
You`re gone and I got to stay high all the time to keep you off my mind