Mi manchi tu, questo è un dejavu, lo riconosco perché non piango, quel giorno sembravo un mostro, quel giorno è durato un anno.
Irama.

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@valeroby2006
Mi manchi tu, questo è un dejavu, lo riconosco perché non piango, quel giorno sembravo un mostro, quel giorno è durato un anno.
Irama.
A volte basta tirare un filo.
Uno solo.
E il cuore di una mamma si scuce piano,
senza rumore.
Non sei triste… ti serve solo un’amica pazza, un divano da spaccà e un secchione bello grande. 💥🗑️pulizie di quartiere scacciano via i momenti bui ❤️
Dopo la tempesta
non tutti corrono.
C’è chi resta fermo un momento,
chi conta le ferite,
chi ascolta il proprio respiro
per capire se è ancora lì.
La lumaca esce quando il cielo ha finito di urlare.
Non ha fretta.
Non deve dimostrare niente.
Porta la sua casa sulle spalle
come io porto le mie cicatrici.
Sembra lenta.
Sembra stanca.
Ma è viva.
E ogni millimetro che conquista
è una vittoria silenziosa.
Ha attraversato la pioggia.
Io ho attraversato il mio inferno.
Lei lascia una scia lucida sull’asfalto.
Io lascio una scia invisibile di resistenza.
Non è debolezza andare piano.
È sopravvivenza.
E se oggi mi sento affaticata,
è perché ho camminato dentro il vento
e ne sono uscita.
La lumaca non sa dove sta andando,
ma sa che deve andare.
E questo basta.
Ciao piccola Tinetta ,ti vedo ancora con il body di ginnastica, i capelli tirati, le ginocchia sbucciate e quella determinazione più grande di te e quell’aria da “ce la faccio io”.Facevi la ruota nel corridoio di scuola , ti arrampicavi ovunque, volevi essere forte.Non per vincere.Per non crollare.
Erano gli anni ’80. Le estati lunghe, le cassette che si incastravano, le merende semplici, le risate vere.Poi i ’90, più rumorosi, più complicati.
E in mezzo tu. Sempre tu.
Amavi i tuoi fratelli come si ama quando si è piccoli: senza misura, senza calcolo. Ti sentivi un po’ sorella maggiore anche quando non dovevi esserlo. Proteggevi, osservavi, capivi cose che i bambini non dovrebbero capire.
Quando mamma e papà si sono separati, tu non hai fatto rumore.Hai stretto i denti.Hai continuato ad allenarti.Hai continuato a sorridere.Hai imparato a fare la forte.A non dare fastidio.A capire gli umori prima ancora che venissero detti.
E io lo so che certe notti ti sentivi sola.Lo so che ti chiedevi cosa avevi sbagliato.Lo so che ti sei messa addosso una corazza che nessuno ti aveva chiesto di indossare.
E voglio dirti una cosa che nessuno ti ha detto abbastanza:Non era colpa tua.Non dovevi aggiustare niente.Non dovevi salvare nessuno.
Sai una cosa?Sono così oggi grazie a te.Grazie alla tua disciplina, alla tua resistenza, alla tua fame d’amore.Grazie ai dolori nascosti che hai trasformato in silenzi.Grazie alle lacrime asciugate in fretta prima che qualcuno le vedesse.
Se oggi so lottare, è perché tu hai imparato a stare in equilibrio quando il pavimento tremava.Se oggi so amare così tanto, è perché tu avevi paura di perdere. Tu non sei stata fragile.Sei stata coraggiosa in silenzio.
Ti prometto che adesso ti proteggo io.Non devi più fare la forte per forza.Puoi riposarti.
E ogni volta che sento nostalgia degli anni ’80 e ’90, non è solo per le canzoni o per le estati.È perché lì dentro ci sei tu.E io non ti dimentico.
Con amore immenso,
la donna che sei diventata 💛Vale
Due stanze, due vite diverse stasera. Lui dorme, ignaro della mia solitudine; io resto sveglia a tu per tu con l’amaro di una delusione che non trova pace, nemmeno nel buio di casa nostra.
La gentilezza fatta perché così si fa
non è presenza.
È un “ci sono” educato,
che non resta.
E quando uno tiene il piede
nella famiglia e nella libertà,
qualcosa resta vuoto .
🌳 Radici matte, frutti strambi 🍏😜
Colpa del DNA🤣
Basta co’ sta pena: ogni volta che perdoni, che lasci correre, diventa un’abitudine.
Permetti a chi ti ha ridotta di continuare a farlo.
SCUSA FIJO MIO
Scusa fijo mio, si t’ho dato ‘n ombra de padre ,
‘na presenza assente, ‘na storia che se ripete proprio come destino storto che credevo finito.
Scusa si la notte te copro io co’ le coperte
e pure co’ le paure, pure quanno nun c’ho più forze.
Io so’ madre e padre, so’ colf e so’ cuoca,
so’ lavoratrice , so’ taxi, so’ luce de mattina.
So’ quella che nun molla manco quanno crolla,
quella che te porta avanti pure quanno la testa je scoppia.
E me perdoni si nun riesco sempre a parà er dolore,
si quarcuno te fa piagne senza manco ‘n po’ de core.
Mentre tu, co’ quattro gradi, vai ar pre-scuola alle sette,
co’ l’alito che fuma e l’occhietti ancora stretti.
E quell’altra cosa, che padre se chiama ma nun è,
dorme ar calduccio suo, manco sapesse chi sei.
Nun te protegge, nun te guarda, nun te viene a cercà,
ma nun te preoccupà fijo… ce sto io qua.
Io te chiedo scusa pe’ ‘sto monno de schifo,
ma giuro che te crescerò dritto, pulito e fiero.
Perché pure senza lui, e contro ogni tempesta,
tu c’hai ‘na madre che te ama… e questo nun se tocca, resta.❤️ #amoredimamma
Ti sei messa il vestito migliore. Il trucco è perfetto, nasconde la stanchezza. La musica è così alta che non devi parlare, devi solo muoverti. Ma io lo vedo. Lo vedo da come stringi il bicchiere. Stai cercando di riempire un buco che non è nello stomaco. E l'alcol, stasera, sa solo di sconfitta.
Eravamo insieme, tutto il resto l'ho dimenticato.
Marco Missiroli
(…) “Tutto quel mare.”
- Francesco De Gregori 🎼