Stasera ho visto piangere un uomo. Era di fronte a me, seduto, con lo sguardo perso nei miei occhi. Aveva assunto un’espressione spenta tutto ad un tratto, le mani stringevano il jeans con forza, con rabbia. Si stava torturando, logorato interiormente era quasi sul punto di lasciar andare l’unica cosa che gli stava più a cuore, più a fondo. Gli ho posato una mano sulla gamba e una dietro la nuca; ho iniziato ad accarezzargli i capelli, non sono mai stata brava nel consolare qualcuno. Mi ha afferrato la mano con dolcezza e me l’ha stretta così forte. Ho iniziato ad udire dei singhiozzi cosí ad un certo punto ho alzato lo sguardo su di lui e, i suoi occhi erano pieni di lacrime. Ho sentito un tonfo nel petto, sapevo fosse colpa mia. In quel silenzio riuscivo quasi a sentire il mio cuore sbriciolarsi in pezzi minuscoli. Ho visto le lacrime rigargli le guance rosee ed istintivamente l’ho avvolto tra le mie braccia e l’ho poggiato al mio petto. Si é fatto in mille pezzi, sul mio petto. Si é fatto così piccolo ma nello stesso tempo così grande. Aveva paura di perdere la persona che ama, aveva paura che tutti i suoi sforzi fossero stati vani e che non gli sarebbe rimasto neanche un briciolo di cuore, se l’avesse persa. —Voi uomini non siete abituati, non siete come noi, non piangete per piccole cose, non piangete quasi per nulla e se lo fate tendete a nascondervi, a farlo in silenzio, non volete che nessuno veda quella parte di voi. E secondo me è proprio questo che vi rende uomini; la fragilità.— Stasera ho visto un uomo piangere, era il mio.

















