Ciao,
questo è il mio video di presentazione per rivoluzione digitale
Buona visione
William
No title available

No title available
Today's Document
sheepfilms

if i look back, i am lost
Show & Tell

Andulka

blake kathryn

titsay
YOU ARE THE REASON
Game of Thrones Daily

Jar Jar Binks Fan Club

#extradirty
Lint Roller? I Barely Know Her
taylor price
No title available
official daine visual archive
art blog(derogatory)
★
macklin celebrini has autism
seen from United States

seen from South Africa

seen from Malaysia

seen from Türkiye

seen from Belgium
seen from China

seen from United States
seen from T1
seen from Italy
seen from Canada

seen from Türkiye

seen from Canada

seen from Singapore
seen from United Kingdom
seen from United States
seen from T1
seen from Bangladesh

seen from Italy

seen from United States
seen from United Kingdom
@youtubehonorum-blog
Ciao,
questo è il mio video di presentazione per rivoluzione digitale
Buona visione
William
Salve,
Questo è il mio video di presentazione su youtube.
Buona visione ;)
Conor Maynard: Talento e Fortuna
Salve,
Come promesso in questo post parleremo di Conor Maynard, cantante pop inglese, non molto conosciuto in Italia, ma che ha riscosso grande successo a livello mondiale proprio grazie a youtube.
Conor nacque a Brighton, Inghilterra, nel 1992 e il singolo che lo fece conoscere alla scena mondiale musicale fu “Can’t Say No” , brano che vinse il premio MTV BRAND NEW AWARD nel 2012 (per la storia della sua carriera: https://it.m.wikipedia.org/wiki/Conor_Maynard).
Quello che ci interessa però è capire come il cantante inglese ha raggiunto il successo prima degli MTV MUSIC AWARDS e questo avvenne proprio grazie a Youtube.
Nel 2006 infatti Conor si iscrisse alla piattaforma web e nel 2008 pubblicò la sua prima cover, interpretando “breath” del cantante inglese Lee Carr.
In seguito, vedendo il numero delle visualizzazioni della sua cover aumentare in modo esponenziale, decise di pubblicarne molte altre tra cui “Only Girl” di Rihanna e “"Dynamite” di Tayo Cruz.
La vera svolta per Conor però avvenne proprio nel 2008 quando decise di pubblicare su Youtube la cover di una canzone del cantante americano Ne-Yo il quale, vedendo il video, contattò immediatamente Conor offrendogli la sua collaborazione.
Quella fu la svolta che Conor aspettava da tempo.
Il successo fu esplosivo ed in poco tempo Conor arrivò a 3 milioni di visualizzazioni su Youtube per il suo secondo singolo, “"Vegas girl”, e addirittura ad un milione e mezzo di visualizzazioni in appena 4 giorni per il singolo “"Turn Around” nel quale collabora anche lo stesso Ne-Yo.
Non c’è quindi alcun dubbio sul fatto che youtube abbia dato una grossa mano all’artista inglese che in una delle sue tante interviste ha dichiarato ( per l’intervista integrale in inglese: http://www.thestudentmagazine.co.uk/dailynews/conormaynardinterview.php):
“"Youtube è sicuramente una grande piattaforma per iniziare a farsi notare in qualsiasi campo, quindi é un bene saperla sfruttare.
Tante persone oggi pubblicano video e cover sul web ed il consiglio che posso dare è quello di cercare di distinguersi dalla massa, reinterpretando le canzoni e imponendoci la propria impronta”.
Grazie, Clemente.
Ecco il mio video di presentazione! Valeria Carozzi
Kung Fury, ossia quando un progetto diventa virale
Spesso nel web si trovano file che diventano famosi per i motivi più svariati e senza che siano creati con lo scopo di essere divertenti, almeno inizialmente.
A volte l’immagine di un gatto che sembra arrabbiato viene utilizzata per rappresentare un no secco, altre volte un video accomuna due mondi diametralmente opposti come nel caso di “Tecno-Viking”.
Ma cosa succede quando qualcuno crea intenzionalmente un prodotto per divertire il pubblico?
La risposta è semplice, nasce Kung Fury.
Kung Fury è il mediometraggio di un progetto kickstarter di David Sandberg, regista ed attore protagonista di Kung Fury, nato tra il Dicembre 2013 e Gennaio 2014 e che venne mostrato per la prima volta al pubblico in creative commons il 28 Maggio 2015 sul canale YouTube LaserUnicorns.
In poco più di due settimane ha già raggiunto le 16 milioni di visualizzazioni superando il precedente record di visualizzazioni del trailer stesso.
Prima che il film venisse rilasciato su YouTube esso venne presentato anche alla Quizaine des Réalisateurs, che può essere definita come la parte moderna di Cannes.
Finora ho detto solamente che divenne famoso ma cosa si può trovare in questo film e qual’è la trama in poche parole? Come si può trovare nella recensione scritta da Wired la storia parla di un poliziotto che padroneggia l’arte marziale Kung Fury che viene mandato indietro nel tempo per sconfiggere Hitler ed il suo esercito nazista assieme a vichinghi a cavallo di dinosauri.
Questo mediometraggio essendo uscito recentemente consente di osservare tranquillamente e in tempo reale proprio ciò in questo blog ci proponiamo di portare, le star di YouTube e la nascita del loro successo.
A rendere tutto ancora più divertente è stata la creazione della canzone True Survivor cantata proprio da colui che degli anni ottanta e di quel genere di film era l’icona, David Hasselhoff.
Inoltre è uscito recentemente il gioco basato sul film chiamato Kung Fury: Street Rage in cui noi controlleremo il protagonista in un picchiaduro a scorrimento laterale.
Se vi interessa sapere se altri lavori verranno fatti, è sufficiente seguire la pagina Facebook dei Laser Unicorns.
Grazie per l’attenzione.
William
Degrado sociale? DOESN’T MATTER.
“Cerco di raccontare storie con un fondo di verità e denunzia sociale, attraverso sketch, personaggi e video fenomeni di youtube. Rispondendo alla domanda: perchè la gente vuole diventare fenomeno di youtube umiliandosi?: IT DOESN’T MATTER”.
Con questo slogan, Daniele Servitelli, meglio conosciuto come “DANIELE DOESN’T MATTER” cerca di descrivere il suo lavoro sul web.
Il “DOESN’T MATTER SHOW”, pronunciato provocatoriamente matter all’italiana, è infatti, atutti gli effetti, lo show del NON IMPORTA, della spensieratezza e del buon umore, che divengono filo conduttore di una critica severa al degrado sociale. Perchè non ci si preoccupa più di come si appare, quel che conta è che la gente parli di te.
L’ironico show viene caricato su Youtube ogni venerdì, consta di filmati di circa dieci minuti dove percorrendo cinque video trash di fenomeni pescati su YouTube, il nostro Youtuber narra una piccola storia quotidiana.
Prima che il suo programma acquisisse questa fisionomia, Daniele pubblica due video:”10 metodi per spendere 100.000.000 di euro” e “Babbo Natale non esiste”, di cui il secondo video gli garantirà una certa fama. Ma è durante il terzo che arriva l’illuminazione:”word of wordcraft song”. Daniele intuisce che ha bisogno di creare qualcosa di originale, inesistente in Italia. Così il suo canale muterà il suo carattere nello show pluriseguito.
Trampolino di lancio è quindi YouTube, ma il giovane ventiquattrenne approderà anche in televisione nello show del trio medusa “POP APP”.
I progetti di questi giovani YouTuber a prima vista possono sembrare futili e di scarso interesse, quasi superficiali. Ma con occhio critico notiamo, abilmente camuffata, una critica pungente che si estende a livello universale.
Grazie per l’attenzione,
Raffaele.
Sio: il fumettista di YouTube
Nello scorso blog post ho parlato di un film che ha tratto ispirazione da un fumetto (“Vittima degli eventi”), ma ci sono molti altri aspetti che legano il mondo di YouTube a quello del fumetto o dell'animazione in generale. Basti pensare a Simone Albrigi aka Sio “fumettista musicane magico proveniente dal futuro” come egli stesso si definisce sul suo canale Youtube Scottecs, che ad oggi conta quasi 768.000 iscritti.
logo di “Scottecs”. Fonte: pagina Facebook "Scottecs"
In un intervista per Occupy Deejay Sio afferma di aver iniziato a scrivere fumetti sin da quando frequentava la scuola elementare ma di non aver mai seguito corsi per imparare a disegnare, garantendo ai suoi lavori di preservare una semplicità e immediatezza che, a parer mio, sono alcune delle componenti principali del suo successo, insieme allo spiccato humor non-sense.
Come viene detto nella stessa intervista, la sua popolarità online inizia quando, sempre alla ricerca di nuovi metodi per raccontare storie (idiote), comincia a far video su Youtube traducendo popolari canzoni con Google Translate. Da fumettista quindi diventa anche Youtuber e la fama raggiunta sul web gli garantisce di realizzare una serie di progetti che altrimenti sarebbero stati impensabili.
Da quando ha iniziato sul web la crescita lavorativa di Sio è stata esponenziale: come scritto nella pagina Wikipedia a lui dedicata, Sio ha pubblicato varie raccolte di fumetti (“Tutto tutto Scottecs”,“Questo è un libro con i fumetti di Sio” e "Treccani" in collaborazione con Albo e Gaunt Noir), ha realizzato un magazine con pubblicazione trimestrale (Scottecs Megazine) e ha anche doppiato in Italiano i due personaggi principali della serie animata "Over the garden wall" in onda su Cartoon Network.
Foto della mia raccolta delle pubblicazioni di Sio. Partendo da in alto a sinistra: “Tutto tutto Scottecs”,“Questo è un libro con i fumetti di Sio” e i primi due numeri dello “Scottecs Megazine”
Una cosa che trovo particolarmente interessante è il parallelismo tra pubblicazione digitale e cartacea; infatti il pubblicare le sue vignette sulla pagina Facebook non significa dover rinunciare al fumetto cartaceo. Sempre durante l'intervista a Occupy Deejay, quando gli viene chiesto se preferisca la “carta” o il web, Sio afferma scherzosamente “Bhè… io nasco sulla carta nel senso che mia mamma era un libro…no…. però sono nato leggendo i Topolini, facendo fumetti sulla carta, dunque passo dal web, ma mi piace tanto stare sulla carta”.
Perciò, in questo caso, più che ad una "Rivoluzione digitale" personalmente preferisco pensare ad una sorta di circolo in cui dall'analogico si passa al digitale e poi viceversa.
Si guarda al futuro ma con un occhio di riguardo al passato... come cantava Jovanotti in "Un Buco Nella Tasca": "in una mano il cellulare nell'altra la clava".
il mio incontro con Sio alla presentazione del primo volume dello “Scottecs Megazine” a Torino il 22 marzo 2015
Valeria Carozzi
Fedez e la sua ascesa youtubiana
Federico Leonardo Lucia, in arte Fedez, nasce a Milano e sin da ragazzino partecipa a numerose competizioni di freestyle, riuscendo già nel 2008 a conquistare la finale nella battle “"Tecniche Perfette”.
Più che parlare della sua biografia (che potete trovare facilmente su Wikipedia cliccando sul link:http://it.m.wikipedia.org/wiki/Fedez ) questo blog ha l’interesse di discutere dell’ascesa del rapper italiano proprio grazie alla piattaforma Youtube.
Nel 2012 infatti, dopo aver già pubblicato due album, fedez decide di pubblicizzare l’uscita del suo terzo disco, “"sig.Brainwash-l’arte di accontentare”, pubblicando su youtube sprazzi della sua vita quotidiana con il titolo di “"Zedef Chronicles” che procurano all’artista una notorietà del tutto inaspettata.
Molti furono infatti i vantaggi che il rapper milanese ricava dalla sua decisione:
-riesce a collaborare con molti famosi artisti italiani del calibro di Gianna Nannini, Noemi, Francesca Michelin ed Elisa.
-”Sig.Brainwash-L’arte di accontentare” si aggiudica il disco d’oro e successivamente il disco di platino grazie alle 60.000 copie vendute.
-Fedez riceve 4 nomination agli MTV HIP HOP AWARDS come “Best new artist”,“Best live”, “"Video of the year” e “"Song of the year”.
-nel 2014 il rapper viene invitato come giudice del noto programma Xfactor in cui uno dei suoi concorrenti risulterá vincitore (molti dicono proprio a causa della notorietà acquisita dal giudice).
Tuttavia la decisione di utilizzare Youtube costa al rapper non poche critiche:
- da parte di molti dei suoi colleghi, che lo hanno etichettato come “"un venduto ed un leccapiedi dei cantanti pop” incolpandolo di non aver intrapreso la strada giusta dell’hip hop, fatta di sangue e fatica, ma di aver preferito le scorciatoie.
-da parte di molte riviste musicali tra cui “Rockit.it”, che critica i ritornelli troppo pop di Fedez e l’abuso di Autotune, e “Rapburger”, che critica al rapper la decisione di puntare molto di più sulla propaganda della propria immagine che su quella della sua musica.
- da parte dei media che continuano a criticarlo duramente per la decisione di appoggiare pubblicamente il partito politico “"Movimento 5 Stelle” e di influenzare in qualche modo una parte dell’elettorato italiano.
Sorge quindi spontanea una domanda: fino a che punto un’artista può permettersi di sfruttare youtube per la sua ascesa al successo evitando le critiche riguardanti la decisione di prendere la scorciatoia?
Grazie per l’attenzione, Clemente.
PewDiePie, il colosso di YouTube
Chi conosce YouTube sa che esso oggigiorno può essere suddiviso in 3 generiche aree: i canali musicali, i canali di gaming e i canali in cui il creatore mostra un suo lavoro senza basarsi troppo sul lavoro di qualcun altro.
I canali che ottengono il maggior numero di visualizzazioni sono certamente quelli musicali, basti pensare a Gangnam Style di PSY e le sue due miliardi di visualizzazioni, ma quelli che offrono un maggior numero di video e che si basano più sulla costanza con cui le persone seguono i canali piuttosto che su dei video che fanno scalpore, sono i canali di gaming.
Tra tutti i canali di gaming il più seguito, ed è anche il più seguito su YouTube, tutt’ora è quello di PewDiePie, un ragazzo svedese che iniziò a facendo video di gaming su YouTube nel 2010.
PewDiePie nella celebre posa del brofist
La fama arrivò nel 2013 quando il suo canale passò da 3 milioni di iscritti a 20 milioni e tutto per il suo modo di porsi nei confronti del proprio pubblico, da lui chiamato “Bro Army”, che consiste nell’ascoltare ciò che i fan desiderano e trattarli come amici piuttosto che da pubblico di sconosciuti, come quando smise di utilizzare rape jokes o quando nella maggior parte dei suoi video si riferisce direttamente a chi lo sta guardando in modo amichevole e scherzoso.
Il tratto più caratteristico dei video di PewDiePie è che durante i suoi video di gaming raramente mostra l’intera sessione di gioco ma prende i punti salienti in cui si vedono le sue reazioni, principalmente di stupore e paura a causa del tipo di giochi che mostra.
PewDiePie dopo aver ottenuto la fama su YouTube iniziò anche una serie di campagne di beneficienza mostrando che tiene ad utilizzare la sua figura ed i soldi guadagnati tramite YouTube per aiutare il prossimo.
Immagine di una delle sue più famose beneficienze
I punti negativi del suo canale sono il suo urlare inaspettatamente quando si emoziona durante un video, obbligando a vedere i video a volume abbastanza basso, e i commenti dei video, composti per la maggior parte da spam e battute ripetute fino alla nausea.
Grazie per l’attenzione.
William
YOTOBI, tra critica e comicità.
“Secondo voi cosa c’è di peggio di un brutto film? Un film comico che non fa ridere”. Esordisce così l’ormai famoso “Yotobi” in un dei suoi primi e più cliccati caricamenti su “youtube”, culla della sua fortuna artistica.
YOTOBI. Fonte:https://www.facebook.com/276316468695/photos/pb.276316468695.-2207520000.1432998906./10152484846983696/?type=3&theater
L’inaspettata carriera ha inizio nel 2007, con l’apertura del canale “yotobi”. Con una critica sprezzante, Karin Musa, comincia a recensire una moltitudine di film “trash” semisconosciuti al pubblico. La verità della sua critica sta infatti nella scelta del materiale, riesce a coinvolgere il suo pubblico virtuale in modo particolare, con questo vuole deridere film talmente malfatti che risultano demenziali a tutti tranne che al creatore.
Apre nel 2010 un altro canale dedicato ai “gameplay”, più specificatamente videogiochi per computer che abbandona nel 2013. A novembre del 2014 insieme ad un altro youtuber italiano “ilTizioQualunque” apre un canale dello stesso genere.
Nel 2014 la crescita della sua fama è esponenziale, con la nascita del nuovo format di recensioni dal nome “MOSTARDA”. Il video che gli garantisce più fama è il primo del new format, la recensione fatta a “Fuga di cervelli”, che generò una vera e propria polemica con il comico Paolo Ruffini, direttore del film.
Karim Musa, in arte “Yotobi” grazie al successo sulla piattaforma digitale, il 7 Maggio 2015, riesce a realizzare uno dei suoi più grandi sogni, recitare dal vivo, in “PELI PUBBLICI”.
A mio parere, sono la sua intelligenza e il suo occhio critico che ci portano a riflettere su molti aspetti e particolari della cinematografia, a noi magari indifferenti, arrivando con la sua spontaneità e tenacia sul monitor di tutta Italia.
Raffaele Meligrana
“Vittima degli eventi”ovvero da YouTube al cinema
"Vittima degli eventi",come scritto sul sito ufficiale, è un fan movie no profit ispirato al fumetto “Dylan Dog”.
Il film è stato pubblicato su YouTube il 2 novembre 2014 e successivamente trasmesso anche in vari cinema e festival in tutta Italia.
Film completo di Vittima degli eventi. Fonte: canale YouTube “the JackaL”
Tra i creators di questo progetto ci sono alcuni dei personaggi più importanti di YouTube Italia:
A occuparsi della regia è Claudio di Biagio. Il suo canale YouTube "nonapritequestotubo" conta più di 201.000 iscritti e il primo video pubblicato, una parodia del film "Eclipse", risale al 2010. Nel tempo il suo canale si è evoluto passando da parodie e battute, anche infantili, a video che prendono come spunto di riflessione la sua passione per il cinema, o che gli diano la possibilità di mostrare le sue doti da regista.
Claudio di Biagio. Fonte: pagina Facebook “NONAPRITEQUESTOTUBO - Claudio Di Biagio - Pagina ufficiale”.
Il direttore della fotografia è Matteo Bruno, videomaker di grande talento il cui canale YouTube "Cane Secco" ha più di 220.000 iscritti. Il suo primo video è stato caricato nel 2007, quando lui aveva solo 17 anni, ma la sua carriera da videomaker inizia nel 2009 con l’acquisto della prima fotocamera professionale, come lui stesso dice nel video “Cane Secco - LE MIE COSE #1″. Contraddistingue i suoi video la voglia di sperimentare tecniche innovative unita a una grande ironia.
Foto del mio incontro con Matteo Bruno alla Social Media Week di Milano il 23 febbraio 2015.
Ha collaborato alla realizzazione del film anche "The JackaL": startup nata nel 2011, il cui canale YouTube conta più di 284.000. Si tratta di una vera e propria casa di produzione video che ha dato la possibilità ad attori non professionisti e videomaker emergenti di esprimere a pieno il loro potenziale, lavorando a una serie di progetti che poi sono stati trasmessi online.
logo di “The JackaL”. Fonte: pagina Facebook “The JackaL”
Secondo me ciò che ha reso rilevante “Vittima degli eventi” non è sicuramente il fatturato, ma la sua stessa realizzazione, che non sarebbe mai stata possibile senza la visibilità garantita da YouTube; infatti, come scritto sul sito ufficiale del progetto, questo film è stato prodotto grazie alle donazioni di oltre 30 mila euro da parte dei fan.
Come hanno affermato i The JackaL in un intervista alla rivista Wired :“Tutto parte dal lato artistico, dal nostro bisogno di fare video. L’obiettivo è quello di raccontare storie che abbiamo imparato a mescolare con una componente più commerciale. Spesso succede di girare un prodotto di fiction che ha un particolare successo online, a quel punto molti dei nostri clienti se ne accorgono e ne vogliono una versione ad hoc. Si spera che in futuro si possa vivere solo realizzando storie, ma per ora quello che guadagniamo attraverso le visualizzazioni dei nostri video su YouTube è meno del 10% del nostro fatturato."
Valeria Carozzi
La mia prima vera esperienza in Internet
Mi chiamo William Zedda e sono uno studente del primo anno di Ingegneria Informatica del Politecnico di Torino e frequento il corso di Rivoluzione Digitale.
Oggigiorno quasi tutti sanno cos'è Internet e se si chiede loro quale è stata la loro prima esperienza, spesso ripenseranno a modem vecchi, a connessioni lente e costose.
Anche io ebbi la mia prima esperienza effettiva,che consiste in una ricerca per la scuola, in queste condizioni ma non è questa che io considero la mia prima vera esperienza in Internet.
Io vivevo in una casa in cui non potevamo usare contemporaneamente Internet e il telefono fisso per cui optammo per l'utilizzo di una chiavetta internet a consumo.
Si potrebbe pensare che questo è l'inizio del momento in cui racconto la mia prima esperienza su Internet ma non è nemmeno questa quella che considero la mia prima vera esperienza.
Il motivo è piuttosto semplice: non la usavo. Io all'epoca non avevo alcun interesse in ciò che si trovava in Internet e solo qualche anno più tardi decisi che forse potevo trovare qualcosa di interessante.
Arriviamo così alla mia prima esperienza in Internet, quando oramai sapevo già dell'esistenza di vari siti. Mi ero appena trasferito in una nuova casa e finalmente avevo una connessione adsl, finalmente potevo usare accedere ad internet quando volevo.
Visto che non apprezzavo passare del tempo in Internet cercando qualcosa di effettivamente utile ma preferivo, e preferisco tutt’ora, cercare qualcosa che mi faccia divertire. Cercai per qualche minuto qualche pagina web con lo scopo di far divertire finché non mi imbattei in Nonciclopedia, una pagina web che ha lo scopo di divulgare informazioni non veritiere per far divertire chi la visita. E con me ci riuscì così bene che credo che quello sia stato il sito da me visitato più volte durante i primi mesi nella nuova casa.
Il Papocchio, simbolo di Nonciclopedia
Io come utente di Internet ho imparato molte cose ma la più importante è che la comicità e la satira valgono molto più di qualsiasi altra informazione in Internet, se fatte per divertire realmente.
Grazie per aver letto il mio post
William
La prima volta con internet , mondo ancora in evoluzione!
Sono Raffaele Meligrana, studente di ingegneria meccanica al politecnico di Torino, frequentante il corso di rivoluzione digitale.
Mi è sempre piaciuto il mondo digitale, anche se in un primo tempo lo utilizzavo per semplici scopi, solo dopo ne ho capito la vera importanza, per questo voglio raccontare la mia prima esperienza.
I miei primi approcci con internet, ovviamente sotto il controllo di mio padre, risalgono agli anni della scuola elementare , più o meno gli ultimi tre.
In un primo tempo non mi rendevo conto di quello che avevo davanti, lo usavo in quegli anni solo per giocare sul sito di “cartoon network” o per trovare immagini della mia squadra del cuore.
Di quelle prime esperienze ricordo la connessione a 56Kb, il rumore durante la connessione, eh si perchè il rituale era sempre lo stesso scollegare il cavo dal telefono di casa, collegarlo al computer e ascoltare la dolce melodia.
(immagini con licenza CC)
Commenti tipici dei primi periodi con internet si potevano ascoltare quando arrivava la bolletta del telefono, visto che all’ abbonamento andava sommato l’utilizzo.
Le ricerche posso dire che sono diventate più serie delle prime, con internet passo la maggior parte del tempo, è anche grazie a questo importante mezzo che ho capito quello che voglio fare.
Solo mettendo a confronto passato e presente si può vedere l’enorme differenza nella velocità, ovviamente non si sa dove porterà questa rivoluzione, speriamo bene.
Grazie per l’attenzione,
Raffaele
la mia prima esperienza con internet
Molti parlano di internet come di una rivoluzione che sin dalla sua nascita fece capire anche ai più scettici il suo grande potenziale.
Ma, in tutta franchezza e per quanto mi riguarda, il nostro primo incontro non fu dei più entusiasmanti.
La prima volta che mio padre mi spiegò (o almeno provò a spiegarmi, considerando il fatto che al tempo ero solo un ragazzino di 12 anni) come utilizzare internet fu a casa.
Approfittò del fatto che avessi bisogno di trovare informazioni per una piccola ricerca assegnatami a scuola.
Avevo gia usato il computer ma mai per navigare, quindi mi fece immettere la spina nella presa situata al di sotto del telefono fisso e da lì iniziò il mio primo incontro con la rete.
Restai molto deluso, o per meglio dire annoiato, perchè mi resi subito conto di quanto tempo impiegasse il computer solo per aprire una pagina (dovevo aspettare circa 2 minuti ogni volta che cliccavo per aprire una nuova pagina o per tornare alla pagina precedente).
Impiegai mezz'ora per una semplice ricerca.
Con il tempo il mio rapporto con internet migliorò e poco dopo la prima esperienza fui consapevole di aver dato troppe colpe all'"invenzione del secolo" non rendendomi conto che la velocità molto ridotta non dipendeva da quest'ultima.
Mio padre infatti aveva acquistato uno dei primi modem a 56KB, molto lento quindi, e a questo si doveva aggiungere il processore del computer di casa nostra, obsoleto e quindi molto lento.
Era una semplice operazione da risolvere: Modem a 56KB + computer datato = 30 minuti per ricercare poche informazioni.
Un'altra cosa che mi diede abbastanza fastidio furono le lamentele di mio padre per tutto il tempo che stavo impiegando per una semplicissima ricerca.
Non sapevo infatti che i costi per navigare su internet al tempo erano molto elevati e che la "Telecom Italia" sommava il costo della navigazione alla bolletta telefonica che sarebbe dovuta arrivare alla fine di quel mese.
Come detto quindi la mia prima esperienza con internet non fu certo una delle più felici.
Con il tempo però il nostro rapporto migliorò (non sarei qui, davanti al computer, a scrivere un post altrimenti) e posso dire adesso che le grandi invenzioni del mondo diventano tali solo se viste nel loro progredirsi e nel loro migliorarsi nel tempo.
Grazie,
Clemente
La mia doppia prima esperienza su Internet
Mi chiamo Valeria Carozzi e sono una studentessa al primo anno di Ingegneria Fisica presso il Politecnico di Torino.
Il mio primo approccio con Internet risale probabilmente all'ultimo periodo in cui frequentavo le elementari, circa tra il 2004 e il 2005. Cominciavo a essere più consapevole del mondo che mi circondava e la mia sete di conoscenza necessitava di risposte, perciò mi feci regalare un'enciclopedia e alcuni libri educativi per ragazzi. Inizialmente non vedevo Internet come uno strumento utile a questo scopo, perciò mi affidavo ai metodi tradizionali, ma quando cominciai a dover fare ricerche anche per la scuola, iniziai a usare il computer per questioni di praticità.
In quel periodo avevamo da poco un contratto flat ADSL, con una velocità di connessione pari a circa 2 Mbit/s, più che soddisfacente per il mio modesto utilizzo della rete. Immagino che se oggi provassi a riutilizzare una connessione del genere la questione sarebbe ben diversa.
Detto ciò io non considero questa come la mia prima esperienza su Internet.
Di quella che per me è stata la mia prima esperienza con Internet ho un ricordo ben più nitido: era il settembre 2010 stavo per iniziare il secondo anno al liceo e una sera a cena un’amica mi ha consigliato di cercare un certo "Wllwoosh" su YouTube.
In quel momento sono nata come utente digitale consapevole. Ho scoperto in YouTube un mezzo di intrattenimento del tutto nuovo, interattivo e appassionante. Una community in cui molti ragazzi talentuosi hanno avuto la possibilità di crescere, sia mentalmente che lavorativamente, e di trovare il loro spazio nei media tradizionali.
Ed è proprio su questa crescita, spesso in bilico tra analogico e digitale, che si vuole incentrare il nostro blog.
“ Amore ho mal di testa E TE LO CREDO!” di Willwoosh aka Guglielmo Scilla: il video con cui tutto è iniziato... Fonte: canale YouTube “willwoosh”
A quel primo video ne sono seguiti molti altri e, in questi 5 anni, YouTube è diventata una delle mie più grandi passioni, tanto da spingermi a incontrare alcune di queste web star di persona e a voler raccontare la loro storia e i traguardi che sono riusciti a raggiungere.
Il continuo evolversi di questa community mi ha sempre colpita molto, sia positivamente che negativamente. Non sempre ciò è accaduto nel modo in cui mi sarei aspettata e sono curiosa di sapere cosa accadrà in futuro, ma è proprio questo il bello di YouTube, perché è diretta conseguenza del dinamismo e dell’interattività che lo caratterizzano.
Come è stato detto da Paolo Cellammare, autore della web-serie “Cotto & Frullato”, ad una conferenza, a cui ho partecipato, durante la Social Media Week di Milano: “Se la televisione è monologo, YouTube è dialogo”.
Foto della conferenza “Come avere successo su YouTube: i consigli dei creators” alla Social Media Week di Milano.