Presentazione del blog!

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Lint Roller? I Barely Know Her
he wasn't even looking at me and he found me
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祝日 / Permanent Vacation
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Janaina Medeiros
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Presentazione del blog!
Notizie fresche!
Anche oggi ho letto di una prossima fine del mondo, di come sia evidente che la Terra sia piatta e di come mangiare otto uova al giorno faccia dimagrire di 20kg! ++ INCREDIBILE!!! ++ Così si presentano la maggior parte delle notizie sensazionalistiche che ogni giorno viaggiano sui social media più famosi e che, nel il 90% dei casi nulla hanno di fondato o scientificamente provato.
Eppure gran parte degli utenti, soprattutto nella fascia d’età degli “-anta”, ci crede fermamente e le condivide a ripetizione nel tentativo di convincere gli altri o, forse, se stessi della loro veridicità - o comunque della falsità dell’informazione canonica -.
Fake News, immagine rappresentativa; fonte Pixabay, autore Wokandapix.
Non è da attribuire però, secondo me, la colpa al web. La libera circolazione delle informazioni e l’accesso gratuito al sapere sono, infatti, uno dei più grandi pregi dell’internet, ma diventano armi a doppio taglio quando ad maneggiarli sono persone non consapevoli dell’uso che ne fanno.
Sarebbe importante una vera e propria educazione all’informazione, a partire dal giornalismo classico, che di certo - e per fortuna - non è politicamente super partes e che sempre di più deve rendere accattivanti le notizie con ogni mezzo per sopravvivere all’informazione digitale che tenta con ottimi risultati di accaparrarsi la scena.
Ricordiamoci però che se una notizia è davvero +++ SENSAZIONALE +++ non ha di certo bisogno di dichiararlo.
Valentina Scardino
Aggiungi al carrello
Un secolo fa per fare la spesa occorreva passare di bottega in bottega a comprare il necessario; oggi il web ci permette di acquistare quel che vogliamo e di farlo arrivare direttamente a casa nostra a prezzi competitivi e con tempi di attesa quasi annullati.
In tempo di lockdown senza i servizi offerti da Amazon e da altri siti di e-commerce la "vita da quarantena" sarebbe stata pressoché impossibile, tanto che la quasi totalità dei supermercati italiani ha messo a disposizione una piattaforma di acquisto online per poter continuare la propria attività di vendita.
E-commerce, immagine rappresentativa; fonte Pixabay, autore: geralt
Io mi sono trovata addirittura a fare la coda online per acquistare la mia spesa e questo mi ha dato modo di riflettere su quanto effettivamente il digitale sia ormai parte integrante ed insostituibile delle nostre giornate, ma anche di quanto esso rischi di isolarci totalmente dalla vita “analogica”.
Infatti lo shopping online offre sicuramente convenienza e comodità, ma diventa allo stesso tempo un ostacolo importante per i piccoli negozi, che si trovano a competere con un gigante contro cui hanno poca possibilità di vittoria.
La soluzione secondo me? Cedere alla comodità ricordandosi, però, di com’è "sentire il profumo del pane".
Valentina Scardino
Siamo attori o spettatori del web?
Da quando il web è entrato a far parte delle nostre vite,l’ essere umano ha dato vita a una rete sociale che lo vede protagonista.Da questo punto di vista è proprio lui a scegliere se e in che modo esporsi,con che frequenza,attraverso quali canali farlo e così via.Emblematico è il caso dell’ influencer,imprenditore della scienza della comunicazione,che consapevolmente posta la propria vita online.
Tuttavia non tutto è nelle nostre mani,dovendo sottostare a leggi e condizioni d’ utilizzo,ma ciò che lo rende uno spettatore pagante è il prezzo che,spesso inconsapevolmente,paga.Gli annunci pubblicitari che si nascondono negli innumerevoli stimoli ottici e acustici,modellano lentamente gusti e sensibilità del target,dati personali che con negligenza scegliamo di condividere,fuggono nel mondo.
Mondo virtuale e reale
Fonte:pixabay.com
Autore:Geralt
In questo vivace spettacolo,di cui si è attori e spettatori,spesso viene interpretato un personaggio più coraggioso di quello nella vita offline.Percepire gli altri come immagini bidimensionali e la consapevolezza di essere in un mondo virtuale facilita le persone a esprimere i propri giudizi e la propria opinione,giusta o sbagliata che sia.
In conclusione benchè internet abbia un ruolo concreto e rilevante sulla nostra vita,viene concepito come una realtà distante,quasi astratta.Questo porta a viverlo con maggiore leggerezza,il che può danneggiare noi stessi,incuranti dei rischi, o ferire gli altri,vittime di parole che altrimenti non avrebbero sentito.
Una stanza buia
Oggi è naturale per me aprire il telefono la mattina e controllare i social media, poi prendere il pc e seguire videolezioni, notizie di cronaca o quel blog che tanto mi appassiona, ma come sono (e siamo) arrivati ad avere questa confidenza con il mondo digitale?
L’ingresso in fila “per due” in una stanza buia ha determinato il mio primo appuntamento con questo mondo nuovo. Ho scelto il mio computer - uno di quelli fissi, grandi e pesanti - e, seguendo le istruzioni della maestra, ho iniziato a creare i miei primi contenuti: qualche paragrafo su Microsoft Word, un’immagine inserita tramite “Clip Art” e via, verso nuovi orizzonti.
Primi approcci; fonte: CC Search, autore the UMF
Adesso “Clip Art” non esiste più e il mondo digitale è diventato parte integrante delle nostre vite, contribuendo alla presenza di un numero sempre crescente di utenti, più o meno consapevoli, che possono ampliare il loro “mondo analogico”. La stanza buia, alla fine, si è rivelata piena di finestre da aprire.
Valentina Scardino
Politica e social media
Da sempre la necessità di instaurare un rapporto con i cittadini è intrinseca al ruolo di politico,facendo si che il personaggio pubblico sfruttasse ogni canale di comunicazione disponibile.
In origine l’ unica strada percorribile era la piazza,nella quale esporre a gran voce i propri punti di vista.Questo sistema coinvolgeva inevitabilmente un pubblico contenuto in numero ed era caratterizzato da frasi d’ effetto e toni forti.
A seguito dell’ avvento della radio la figura politica mutò:i volti scomparirono lasciando spazio a una voce e un nome a cui collegarla,la veemenza delle frasi in piazza si dileguarono in favore di discorsi più pacati che raggiungevano gli elettori direttamente a casa loro.
Con la diffusione della televisione la figura riacquisì la propria importanza e la classe politica tornò a condividere la propria fisicità seppur bidimensionale.Se prima l’ attenzione era tutta rivolta al discorso,adesso si poteva osservare l’ aspetto,l’ abbigliamento e la presenza scenica dell’ interlocutore dando così spazio alla spettacolarizzazione dell’ esposizione politica.
Infine la diffusione dei social media ha ulteriormente modificato la scena politica,avvicinando la figura politica a quella dell’ influencer.Questo mezzo ha creato l’ opportunità di sviluppare un nuovo modo di influire sulle masse;la comunicazione social,benchè segua cronologicamente radio e televisione,sembra richiamare alcuni aspetti dei discorsi in piazza,quali la presenza di personalità forti che puntino su frasi e foto cariche emotivamente piuttosto che equilibrate e ponderate.Inoltre i socal media hanno permesso un ritorno al dialogo,assente nei monologhi di radio e televisione,coinvolgendo il pubblico elettore.Questo fattore ha favorito la formazione di gruppi di cui l’ uomo,per natura,vuole sentirsi parte,accendendo così il dibattito pubblico.
Scritte inerenti i social media
Fonte:pixabay.com
Autore:Geralt
Quello che però ritengo essere il cambiamento più drastico è relativo alla possibilità di monitorare costantemente l’ opinione pubblica;attraverso like,commenti e condivisioni è infatti facile comprendere dove punta l’ opinione pubblica,rendendo in alcuni casi il politico una figura liquida e mutevole,pronta a portare avanti l’ idea del post più ritwittato.
In conclusione seppur questa possa sembrare la più alta forma di democrazia,il rischio è che in una realtà come quella social,l’ uomo,sovrastimolato da innumerevoli post,luci ed emozioni,ragioni d’ istinto rendendo popolare un’ opinione che nessuno condivide.
Leonardo Pulcher
Primo contatto con internet
La mia prima esperienza sul web risale a un’ estate del 2013,la scuola era da poco finita e i miei genitori mi avevano concesso la possibilità di creare/dar vita a un mio profilo su Facebook ,l’ ormai celebre social network di Zuckerberg.
Nel corso dell’ iscrizione dovetti scegliere quale età dichiarare:avevo paura che inserendo la mia reale data di nascita mi sarebbe stata preclusa una parte di quel mondo,riservata ai maggiorenni;al contempo non mi sarei sentito tranquillo a digitare un’ età fasulla.Scelsi la seconda ed entrai a far parte del social network più diffuso a mondo.
Non appena ne compresi il funzionamento rimasi affascinato dall’ algoritmo che,a partire da qualche dato anagrafico e alcune amicizie,era in grado di suggerirmi nomi di persone che credevo aver scordato per sempre.In quel momento non mi chiesi assolutamente che fine facessero i miei dati sensibili,e probabilmente li avrei barattati volentieri in cambio di far parte di quella incantevole macchina.
Oltretutto avevo la possibilità di rimanere in contatto con amici che altrimenti non avrei visto durante le vacanze estive.Col passare del tempo però il fascino diminuiva e la mia attenzione si rivolgeva sempre più verso youtube,un social media che offre più contenuti,relegando Facebook al passato.
Schermata di accesso di Facebook
Fonte:pixabay.com
Autore:Simon
Leonardo Pulcher