Ho aperto questo blog a scopo personale. Era un periodo particolare della mia vita in cui ero sola, non avevo nessuno. Un amico, qualcuno con cui parlare, nessuno. Avevo solo 15 anni ed ero la classica ragazzina innamorata. Anche se a dir la verità classica non lo ero mica tanto. Ero cosi timida, cosi dannatamente chiusa da farmi sfuggire dalle mani decine e decine di occasioni, di ogni tipo. Ero innamorata. Ma ho scoperto cos’era l’amore quando l’ho visto andare via. È vero quel detto secondo cui capisci cosa avevi solo una volta averlo perso. È stata la prima volta in cui ho sofferto, sofferto davvero tanto. In ogni modo, ho aperto questo blog per sfogare il mio dolore, scrivendolo e sperando che in qualche modo mettendo nero su bianco il mio malessere interiore, in qualche modo sarei riuscita ad andare avanti. Non so se sia effettivamente servito, ma avanti ci sono andata. Sono passati tre anni dal mio primo amore, un’amore che in realtà non ha mai avuto occasione di sbocciare, un po’ per me, prevalentemente per colpa sua. Sono qui oggi per rammentare quel tempo, quella sofferenza, quei sentimenti. Sono qui per me e per chiunque sia leggendo questo. Non si dimentica. Un amore non si dimentica. Le emozioni, i ricordi felici e quelli tristi, non si dimentica nulla. Il dolore provato resta, tatuato sul cuore. Avanti. Si va avanti. Non c’è una precisa regola da seguire, ma di per certo posso dire che si, arriverà il giorno in cui accadrà. Non è un percorso regolare, a volte non ce la fai, ti giri e torni indietro. Cerchi quello che avevi, quello che sentivi con quella persona, ma ti rendi conto che il passato deve rimanere passato. Durante il percorso ti capiterà più volte forse, di interrompere il tuo cammino, ma alla fine ci riesci. Ci riesci nel momento in cui capisci che non era destino, che non era la tua persona. Ci riesci magari innamorandoti di nuovo, com’è accaduto a me. Tuttavia intendo innamorarti davvero, intendo amare. Perché, come sappiamo, le storie passeggere non ci fanno star meglio.
Comunque sia, andare avanti è possibile ma non bisogna forzarsi. Non bisogna fingere di ridere, trattenere le lacrime. Una rottura è sempre una rottura. È una crepa nel cuore, fa male da morire. E in quel momento non puoi far altro che piangere, buttare fuori tuto quello che hai dentro. Se hai qualcuno con cui parlare, fallo. Se non lo hai come a me è capitato, non c’è problema. A me ha aiutato scrivere un diario ogni giorno, dove annotavo cosa provavo, come mi sentivo rispetto al giorno prima. È un viaggio, che fai con te stesso, dove ti prendi cura di te e ti aiuti ad andarci, avanti. È un viaggio di alti e bassi, di giorni in cui stai meglio e di giorni in cui sembri stare peggio. Vedrai che ad un certo punto nel tuo diario, che può essere anche immaginario, ti accadrà di scrivere “oggi è andata meglio, oggi c’è stato un momento in cui non ci ho pensato e sono stato bene”. Accadrà. Fidati, accadrà.









