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@alicelizza
bluemonday, today
7.00 am mood
Starve your ego, feed your soul
Non rimpiango tutto quello che mi hai dato
che son io che l'ho creato e potrei rifarlo ora,
anche se tutto il mio tempo con te non dimentico perchè
questo tempo dura ancora.
Non cercare in un viso la ragione,
in un nome la passione che lontano ora mi fa.
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
Tu sei molto, anche se non sei abbastanza,
e non vedi la distanza che è fra i miei pensieri e i tuoi,
tu sei tutto, ma quel tutto è ancora poco,
tu sei paga del tuo gioco ed hai già quello che vuoi.
Io cerco ancora e così non spaventarti
quando senti allontanarmi: fugge il sogno, io resto qua!
Sii contenta della parte che tu hai,
ti do quello che mi dai, chi ha la colpa non si sa.
Cerca dentro per capir quello che sento,
per sentir che ciò che cerco non è il nuovo o libertà...
Vedi cara è difficile a spiegare,
è difficile capire se non hai capito già...
roller coster
Si fa sempre più tardi, in ognuna di queste notti.
Sarà colpa del 2017 che è arrivato così, come per purificare e mettere in guardia al tempo stesso, per lavare ciò che non serviva più e lanciarti fuori al freddo, senza vestiti addosso, mentre aspettavi il tuo the caldo.
E’ come se cercassi qualcosa in ogni notte, come quando passi una mano sul muro gelido per trovare l’interruttore della luce nella notte per prendere da bere o senti una zanzara nell’orecchio.
Cerco qualcosa che possa confortarmi, che possa farmi stare meglio, che possa darmi ciò che mi manca.
Ma cosa manca?
Non so come definire questa sensazione. E’ rassegnazione, nostalgia, disillusione, incompletezza, attesa, fastidio, sospiro. Aspetto qualcosa che non sarà mai ciò che attendo.
E credo di averlo aspettato mille volte, in fondo. Decine e decine di volte, ho aspettato qualcosa per poi sentirmi in questo modo. In questa strana attesa, o combinazione di vuoto e nausea, di fame e sazietà, di speranza e addio.
E’ possibile sbagliarsi così tante volte? Fraintendere un’emozione sempre nello stesso modo? Ripetere gli stessi schemi, le stesse illusioni, gli stessi rituali, le stesse lacrime, gli stessi respiri, i medesimi sguardi persi?
E’ questo l’amore? Questa cosa che sopraggiunge inaspettata e poi deve assolutamente andare via, una volta che inizia a farti sentire così, stanco e un pò malandato, fragile e spento?
Mi sembra di essere su una giostra da una vita, e forse ci sono salita da adolescente e ho deciso di non scendere ancora. Credo sia colpa del brivido d’adrenalina che si prova quando qualcosa ti piace molto perchè ti emoziona da dentro, il farfallio nello stomaco, quella specie di piccola deflagrazione interna che ti fa sentire incredibilmente bene.
Eppure sono tutte montagne russe, sempre uguali, poi scendi, fai di nuovo la fila, aspetti il tuo turno, sali ancora su, ti metti il bordo di protezione di ferro davanti e sai, sai perfettamente cosa accadrà.
Avrai paura, all’inizio ti sentirai preoccupato, mentre farai la salita penserai che stavolta non ti farà più quello stesso effetto che ti aveva fatto la prima volta, o anche la seconda o la terza. Stavolta sarà diverso, meno intenso, più prevedibile, riuscirai a controllare. Ma è quando quel piccolo vagone che ti porta in cima scavalla la punta, è in quel momento che capisci che le sensazioni non cambiano mai, e inizierai a urlare e ridere e quasi piangere ma soprattutto sentirai di essere euforica e piccolissima e ingenua e avrai voglia di alzare le braccia e di pensare che è uno dei momenti più intensi della tua vita, sicuramente più intenso di qualsiasi altro che l’ha preceduto, unico, impossibile da imitare. Salirai e scenderai un pò di volte, sarai in paradiso e penserai che quello, quello è ciò che la vita dev’essere sempre.
E poi ti fermerai, come ogni volta che ha preceduto l’ultima. Il vagone si bloccherà, ti toglieranno quella specie di tenuta in sicurezza e ti alzerai con le tue gambe e i capelli un pò scompigliati e la faccia pallida e andrai verso l’uomo dei pop corn o la ragazza della coca cola perchè avrai fame o sete. Scenderà l’adrenalina e ti sembrerà di aver fatto la solita cosa, quella per la quale in fondo non vale la pena pagare, o mettersi in fila, o perdere tempo prezioso mentre il mondo si muove e non sei tu a dover girare.
Lo penserai finchè non avrai voglia di tornare lì in cima, prima della nuova discesa.
prove tecniche di volo
Don't be scared. Is just the real world.
“Chi getta semi al vento farà fiorire il cielo”
a perfect sunday is a filled stomach with an empty mind.
Butterflies in the stomach is the physical sensation in humans of a "fluttery" feeling in the stomach, caused by a reduction of blood flow to the organ. This is as a result of the release of adrenaline in the fight-or-flight response, which causes increased heart rate and blood pressure, consequently sending more blood to the muscles
Ho provato, che dire, a farmi scegliere. Ho sperato. Dovevo.
Era una possibilità, capisci?
Come fare a metterla via, a dimenticarla. Forse aspettando, forse non era il momento. Forse io e te abbiamo un altro tempo. Sono sicuro che con qualche giorno in più, ora in più, ti avrei portato via con me.
È l’idea che almeno una volta succeda, no? Hai presente? Quell’idea invasiva e sotterranea che si inabissa o si palesa e lo fa una volta sola per tutte e se l’avverti non puoi far finta di niente se hai un po’ di senno.
Come un sibilo fluttuante e sinuoso.
A me è successo questo: non sono riuscito a fare finta di niente, non volevo, in fondo. Non potevo far altro che cercare di portarti con me, dal profondo, per egoismo quasi, per farmi stare bene. Anche se sapevo di non potere. Anche se era rischioso. Anche se tu non vuoi, anche se, infine, la tua felicità non dipende da me.
E non posso fare a meno di chiedertelo di nuovo. Solo per essere sicuro.
Verresti?
La distanza della Luna
Una volta, secondo Sir George H. Darwin, la Luna era molto vicina alla Terra. Furono le maree che a poco a poco la spinsero lontano: le maree che lei Luna provoca nelle acque terrestri e in cui la Terra perde lentamente energia.
Lo so bene! – esclamò il vecchio Qfwfq, – voi non ve ne potete ricordare ma io sì. L'avevamo sempre addosso, la Luna, smisurata: quand'era il plenilunio – notti chiare come di giorno, ma d'una luce color burro –, pareva che ci schiacciasse; quand'era lunanuova rotolava per il cielo come un nero ombrello portato dal vento; e a lunacrescente veniva avanti a corna così basse che pareva lì lì per infilzare la cresta d'un promontorio e restarci ancorata. Ma tutto il meccanismo delle fasi andava diversamente che oggigiorno: per via che le distanze dal Sole erano diverse, e le orbite, e l'inclinazione non ricordo di che cosa; eclissi poi, con Terra e Luna così appiccicate, ce n'erano tutti i momenti: figuriamoci se quelle due bestione non trovavano modo di farsi continuamente ombra a vicenda.
The Farewell
Farewell to you and the youth I have spent with you. It was but yesterday we met in a dream. You have sung to me in my aloneness, and I of your longings have built a tower in the sky. But now our sleep has fled and our dream is over, and it is no longer dawn. The noontide is upon us and our half-waking has turned to fuller day, and we must part. If in the twilight of memory we should meet once more, we shall speak again together and you shall sing to me a deeper song. And if our hands should meet in another dream we shall build another tower in the sky. from The Prophet by Kahlil Gibran
Può darsi che vi giunga nuova, ma nella vita c'è di più che starsene seduti a stabilire contatti
Infinite Jest
David Foster Wallace.
“We're all lonely for something we don't know we're lonely for. How else to explain the curious feeling that goes around like missing somebody we've never even met?
A quel tempo danzavano per le strade come pazzi, e io li seguivo a fatica come ho fatto tutta la vita con le persone che mi interessano, perché le uniche persone che esistono per me sono i pazzi, i pazzi di voglia di vivere, di parole, di salvezza, i pazzi del tutto e subito, quelli che non sbadigliano mai e non dicono mai banalità ma bruciano, bruciano, bruciano come favolosi fuochi d'artificio gialli che esplodono simili a ragni sopra le stelle e nel mezzo si vede scoppiare la luce azzurra e tutti fanno «Oooooh!»
il calcio in culo era la mia giostra preferita