How bold one gets when one is sure of being loved.
Sigmund Freud (via fyp-psychology)
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occasionally subtle
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hello vonnie
Noah Kahan
macklin celebrini has autism
Lint Roller? I Barely Know Her

Love Begins
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Misplaced Lens Cap
let's talk about Bridgerton tea, my ask is open

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Claire Keane
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Kaledo Art
todays bird
Sweet Seals For You, Always

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@armadiobuccia
How bold one gets when one is sure of being loved.
Sigmund Freud (via fyp-psychology)
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Complotto
Mi sto un attimino fermando a riflettere sui complottisti. Vediamo di farlo con metodo: prima il perché, poi il come ed infine il quando. Perché lo fanno? Prendendo in esame solo quelli che credono sul serio alle loro teorie (complotti farmaceutici, statali, massonici, alieni, etc) l'unica motivazione che mi appare possibile è che non trovando soddisfazione nella vita di ogni giorno si chiudono nell'hobby delle lobby e delle astruse macchinazioni machiavelliche sulla base di indizi che si collegano solamente nella loro mente (affascinanti casi psichiatrici). Quindi alla voce "perché" segnerei "frustrazione". Come lo fanno? Male. C'è ben poco da dire. Lo fanno male. Urlando e non evidenziando prove, usando la parola "sveglia" più di quanto un siciliano usi la parola "minchia". Quindi alla voce "come" segnerei "senza metodo". Quando? Da quando esiste un mezzo molto forte di comunicazione praticamente accessibile a tutti, internet, lo fanno in ogni momento libero della loro normale vita, quindi appena riescono a spezzare le redini della loro routine, e mi torna allora la motivazione delle loro azioni: frustrazione. Ora mi chiedo: c'è un metodo per spezzare la routine in modo da evitare la frustrazione, e quindi la necessità di urlare? Sì. Ne esistono due. E dato che una è la passione verso qualcosa, e la loro passione al complottismo non può essere la soluzione al complottismo stesso, l'unica altra soluzione che resta loro è o scopare o farsi qualche sega in più. Morale: ponete fine all'intasamento del web con cazzate e intasate piuttosto il vostro cesso di sperma.
Cristo di un Dio
Possibile? Passo per due stati bipolari ed opposti: in uno amo l'umanità ed odio le persone e nell'altro odio l'umanità ma amo le persone. È possibile? Il fatto è che sono tutti così una merda che perfino tu che leggi questo post sei una merda. E mi riferisco anche ad un futuro Armadiobuccia che lo rileggerà. Cristo Santo. Passo troppo tempo a vivere negli occhi degli altri che mi dimentico di guardare le cose per come le vedo io. Passo così tanto tempo ad ascoltare gli altri che mi dimentico di poter raccontare qualcosa anch'io. Ed amo. Amo. Amo. Minchia se amo. Più forte di tutti, più forte di me, più forte dell'oggetto del mio amore, amo. Minchia che schifo. E quindi odio. Minchia se odio. Odio così forte e così bene che non vi spiego nemmeno cosa, perché odio anche voi.
Dylan Dog, numero 5, "Orrore Nero". Arte che incontra arte.
Sulla solitudine.
Ognuno di noi ad oggi è estraniato dalla sua stessa compagnia. Non siamo capaci di rimanere da soli. Questa non vuole essere un'altra sequela di parole circa i social network, è piuttosto una considerazione sulla condizione di “fuor d'io” nella quale ci troviamo ogni giorno.
Giorno per giorno passiamo raramente qualche momento con noi stessi, concentrandoci su altre cose non troviamo più il tempo di immergerci in noi e, ad esempio, considerare che in quel momento il nostro cuore sta battendo. L'unica cosa che sembra attirare la nostra attenzione è il borbottio dello stomaco.
Pare non esserci soluzione perché più tentiamo di concentrarci su noi stessi e più il peso della vita sociale inizia a farsi sentire: il telefono vibra, il coinquilino bussa alla porta, la responsabilità fa capolino nella nostra mente.
Mi sembra che ad oggi siamo tutti stati condannati ad abbandonare l'unica persona che conta nella nostra vita.
Perché ho deciso di abbandonare fb.
Ho deciso perché la gente fa cagare, e siccome per andare di corpo prendo già l’enterogermina, il resto era surplus.
Che comunque non è il problema della gente. È il problema nei miei occhi: non riesco ad accettare che tutti debbano essere sorridenti e che debbano fare tutti cose fighe mentre io sto a scrollare la pagina della home. E quindi sono passato a tumblr (se si scrive così). Almeno qui c’è gente che mi fa solo notare come io sia una cacca sia con le parole sia con le matite, però dato che non li conosco va bene.
Ah, poi mi piace anche che nessuno può sapere chi sono in realtà. Né sono seguito da nessuno. L’anonimato informatico dà senso di libertà, e questo lo sanno bene i troll nei sotterranei. Ora scusate, ma Silente mi ha detto di seguirlo nel sotterraneo, quindi vado a vedere come Hermione si stia facendo sbattere nel bagno dal troll. (e non pensiate a male, il troll la vuole uccidere!)
Thousands of candles can be lit from a single candle and the life of the candle will not be shortened: Happiness never decreases from being shared.
Buddha
Whatever you are, be a good one.
Abraham Lincoln (via karmasama-com)
Una opinione impopolare.
Quello che mi disturba di papa Francesco non è tanto la persona o l’istituzione che rappresenta. È che a tutti noi sembri così straordinario che ci sia una persona degna di nota ad un posto di comando. Quello che dovrebbe essere normale viene considerato straordinario, è quantomeno curioso, no?
Primo coso qui in questo coso
Questo coso, blog mi dicono, è collocato su un sito che, sinceramente, non riesco ancora a pronunciare al meglio. -Tubrl- -Tumbrl- Ohh insomma, hai capito. Divertente il fatto che qui a lato, alla destra, mi dice che posso selezionare il testo per dargli uno stile. Divertente perché è scritto in latino, e credo che l’ottanta percento della popolazione che frequenta i social non sia capacissima con le lingue morte. Questo lo dico perché ho notato che, quell’iperbolico sopracitato ottanta percento, non è capace nemmeno di usare la propria lingua madre, e, a quanto pare, nemmeno quella che si ritrova in bocca, dacché la usa più che altro per dire cazzate o per accogliervi cazzi. In buona sostanza l’ottanta percento dei sociali usa la lingua come mezzo di diffusione dell’HIV. Come avrai notato, se hai letto fino a qui, sono un tipo solare, che va d’accordo con tutti.
Insomma, cosa scriverò non lo so ancora bene, non so nemmeno se continuerò a scrivere. Mi potrei perfino fermare nel bel mezzo di questa fr.
Ah-ah. Che battutona. Continuando il discorso: ho iniziato a scrivere solo perché mi piaceva il nome che avevo scelto. Insomma: Armadiobuccia.
Ad ogni modo. Credo sia una buona presentazione per il momento: piena di fuffa ed inconcludente. Come piace a tutti noi.