Ti cerco in ogni stanza, in ogni biccico del letto, nelle pieghe dei cuscini che ti vedevano dormire per tante ore al giorno. Ti immagino rincorrere le mosche e se ti tenevo un filo fino all’altezza della porta ci arrivavi con un salto. Salivi sulla coperta e ti acciambellavi sui bordi e facevi le fusa, ti mettevi ad impastare come a fare il pane. Mi correvi incontro se tornavo e ti facevo gli agguati ed ti mettevo paura ed eri sempre in guardia e poi tornavi da me. Socchiudevi gli occhi. Non so perché te ne sei andato e perché la vita è stata ingiusta così ma sarai sempre il mio bambino bellissimo, il mio bamboccino dagli occhi gialli, il mio costante impastatore sulle coperte. Mi rassegno e ti penso: amore grande sei. Ti piaceva il sole e ci passavi sempre tanto tempo.
Ti piacevano le scatole e il tuo punto debole erano le carezze tra le scapole. Già mi manchi tanto e devo abituarmi a non vederti più darmi le capatine sugli stinchi.
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