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Ciao...
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I'd rather be in outer space 🛸
he wasn't even looking at me and he found me
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@cancheabbaiamorde
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Ciao...
Martin Luther King: “I have a dream that one day my children will not be judged by the colour of their skin.”
British police: “I don’t think so, mate.”
@TheAliceSmith
Abbiamo importato milioni di straccioni che quando va bene sono manodopera a basso valore che consuma welfare e quando va male sono delinquenti. Ma non bastava e abbiamo fatto l’upgrade: adesso importiamo direttamente terroristi.
La Boldrini come stile d' vita, si, la sua e come quella di tutti i sinistri.
Chi pubblica questi post è, per sua stessa ammissione, un coglione. Con in più qualche altra caratteristica: ignorante, razzista e che non capisce un cazzo. In altre parole: la destra che ci governa.
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Ora, per far capire al "signore" qui sopra perché è un idiota è bene abbassarsi al suo livello, ergo...
In sintesi:
chi commenta in modo becero questo post è, per sua stessa ammissione, un coglione. Con in più qualche altra caratteristica: ignorante, razzista e che non capisce un cazzo. In altre parole: la sinistra arrogante e disperata.
Il punto vero è che questa gente non ce la fa, ha esaurito argomenti validi, perché confutato dalla realtà di tutti giorni e inacidito dalla presunzione di chiedere tolleranza quando egli stesso è intollerante.
Al comunistello @bicheco auguro di prendere i mezzi dopo le 20.00 di sera e magari di cercare di prendere un treno in una qualsiasi grande città italiana.
Povero @bicheco... Per utilizzare la stessa terminologia un coglione che da del coglione, interessante!
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Perchè un alunno possa partecipare alle gite scolastiche, i suoi genitori devono firmare per il consenso.
Ora c’è chi si “scandalizza”, se lo stesso consenso è richiesto per avere le drag-queen in classe, che fanno lezione.
Tutto il resto è aria fritta.
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Quelli che hanno massacrato De Gregori sono quelli che chiedono tolleranza. Ma devi schierarti, ovviamente dalla loro parte.
COMPAGNI
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Il vero fascismo non è la nostalgia, è il metodo.
E' SEMPRE una questione di metodo, di approccio. La forma E' il contenuto. Di "intenzioni buone" è lastricata la strada per l'inferno. Fascista è chi fascista fa, punto e fine della discussione.
E' come cadere nella costante indignaziò da reprobi, e vai di mugugno, di passive aggressive, di checchismo woke "a me non la si fa": metodi che senza che te n'accorgi ti cambiano dentro. Se li imiti, diventi la loro brutta copia. Seppelliteli di risate piuttosto, che ridere ne fan tanto.
Si perché all'inizio non sembra, ma poi ... Ad esempio, a chi interessa come e in che contesti si sviluppi il fascismo, per prevenirlo, risponde la storia: cos'era Mussolini prima di? A volte basta la parola: nazional-SOCIALISMO. Non è difficile.
Il ricercatore ricercato.
L'universidà riguardo la giovin recluta palestinese del 7 ottobre lì attesa dice, noi summ'appuost', aveva "i titoli". I titoli de che, de coda? Pe fa' "ricerca" a Tor Vergata? Quelli ce l'ha pure Balotelli.
I "titoli". Tipo il giovane Verdone: dice, ma chi ta haddata questa? Eh, cho er porto d'armi. Timbrato, bollato. Guarda, tiè.
Trova le differenze...
Chi governa teme le reazioni dei neri, mentre sembra non fare lo stesso con i bianchi, forse perché sa che in fondo i bianchi sono più civili, più addomesticati?
Gli immigrati fanno i lavori che gli italiani non vogliono più fare.
Per esempio la delinquenza.
Senza gli immigrati sarebbe del 25-50% più bassa per la naturale tendenza delle nostre società a delinquere di meno. Importiamo invece gente che questa tendenza non ce l'ha.
Et voilà.
Mastrangelo
Quando DE BENOIST si avvicina al Vecchio LE PEN, la sintesi e la Razionalitá rieccheggiano.
Alain de Benoist: “Ecco cosa penso della Remigrazione da una prospettiva imperiale”
Il filosofo francese: "Combattere l'immigrazione non significa combattere gli immigrati semplicemente perché sono immigrati, ma combattere coloro che, spinti dall'avidità e da una deliberata ignoranza delle dinamiche culturali, hanno reso possibile l'immigrazione di massa"
NON PUOI DIRE “CLANDESTINO”. MA POSSONO CHIAMARTI FASCISTA E RAZZISTA.
La Cassazione ha stabilito che non si possono chiamare “clandestini”perché le parole devono essere precise e corrispondere allo status giuridico della persona.
Bene.
Allora PRETENDO LA STESSA PRECISIONE QUANDO SI PARLA DI ME E DI MILIONI DI ITALIANI .
Per anni siamo stati chiamati: razzisti, fascisti, xenofobi e perfino nazisti semplicemente perché contrari all’immigrazione incontrollata o critici verso certe politiche.
Quando hanno verificato che fossimo davvero razzisti?
Quando hanno dimostrato che fossimo davvero fascisti?
Quando hanno accertato che avessimo commesso atti di discriminazione?
Mai.
Eppure quelle etichette vengono usate ogni giorno, sui giornali, in televisione e sui social, senza che nessuno si preoccupasse della precisione delle parole.
A quanto pare, in Italia, l’obbligo di usare i termini giusti vale solo in una direzione.
Perché “razzista” e “fascista” vengono attribuiti ogni giorno a persone reali, con un nome, un cognome e un volto.
Eppure questo non sembra preoccupare nessuno.
Mentre per una definizione rivolta a una categoria generica, la tutela scatta immediatamente.
È chiaro che ci sia una grande attenzione a proteggere chi arrivava e molto meno a tutelare gli italiani da etichette infamanti e delegittimanti.
Più che un principio di giustizia uguale per tutti, sembra un modo per stabilire quali parole gli italiani possono usare e quali accuse, invece, devono subire.
Una persona che entra in un Paese senza documenti e senza permesso di soggiorno è un CLANDESTINO.
Pinelli
Exactly
Manco con il consenso dei genitori dovrebbe essere permesso a bimbi e ragazzini di assistere a simili grottesche pagliacciate.
La conosciamo bene la tua, vostra, idea di educazione sessuale.
Caro Zan, pensa ai carrozzoni dei gay pride.
Giù le mani dalla scuola.
Giù le mani dai bambini.
Giù le mani dai nostri bambini.
Ci sono tante toghe affrante alla sentenza. Al funerale di una delle più colossali balle giudiziarie della Seconda repubblica, sopravvissuta grazie alla pervicacia di magistrati ostaggio di teoremi. Tanti di loro dovrebbero chiedere scusa all'Italia e alle vittime di quelle stragi.
La lettera scarlatta che avrebbero voluto marchiare sulla lapide del Cavaliere resta appiccicata a loro, incapaci di vedere che dietro quella stagione si stava consumando (la solita, classica) faida interna alla Procura di Palermo, come sta faticosamente scoprendo il procuratore di Caltanissetta Salvatore de Luca, rivelando gli strani affari immobiliari di alcuni suoi ex colleghi con imprenditori in odore di mafia su cui si erano sostanzialmente dimenticati di indagare.
Ma questo è il momento dell'elaborazione del lutto. A portare il feretro saranno l'ex pm a riposo Luca Turco e Luca Tescaroli, promosso a procuratore di Prato. Sono stati loro a insistere su una verità claudicante che ne ha glorificato le carriere. Ci sono magistrati come Nino di Matteo, uno che si è bevuto le panzane del depistatore Salvatore Scarantino, c'è il pm Antonio Ingroia che su questo teorema ha ottenuto la condanna di Marcello Dell'Utri e ha tentato malamente la strada della politica, c'è Roberto Scarpinato che nel suo Sistemi criminali ci ha costruito una sceneggiatura che mescola mafiosi e 'ndraghetisti, massoni e deep State con i soliti servizi segreti deviati (come fossero tutti a busta paga di Berlusconi) che ha incassato uno scranno, contiguo a quelle forze politiche che hanno davvero raccolto il dividendo di quelle stragi.
Abbiamo visto mafiosetti come Massimo Ciancimino e balordi come Salvatore Baiardo idolatrati e coccolati in tv perché funzionali a questa narrazione su una fantomatica «pista nera» che portava a pezzi di Stato deviati di cui Berlusconi sarebbe stato il regista occulto; abbiamo visto foto fantasma che avrebbero ritratto l'ex premier con uno dei fratelli Graviano e il defunto generale dei carabinieri Francesco Delfino, perfetta (se fosse vera, ma non lo è) per tenere insieme un puzzle appiccicato con la saliva dei soliti cortigiani delle procure: la sinistra Cassazione di Marco Travaglio, Massimo Giletti e Michele Santoro, il partito di Repubblica, Raitre -Telekabul, gli epigoni su La7 come Roberto Formigli.
Mentre si battono il petto e piangono lacrime di coccodrillo a comando a ogni anniversario, i veri nemici in vita di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, magistrati contrari al correntismo, la cui morte civile e giudiziaria è iniziata in un Csm a guida toghe rosse. E infatti la verità resta tuttora orfana di mandanti veri.
Felice Manti la tocca piano e la tocca bene, in chiulo a Travagghio e los amigos, testuale "quelli che hanno davvero raccolto il dividendo di quelle stragi", via https://www.ilgiornale.it/news/magistratura/scarpinato-turco-ingroia-e-plotone-magistrati-che-ha-2674450.html
E noi li paghiamo a 'sti buromaggistrati. Ma laggente ha detto NO alla loro resp.civ.: per proteggerli dalla REALTA', e protegger anche la propria utile idiozia, nella speranza da sciocchi illusi che i Poteri Marci si ricordino di loro con briciole e benevolenze.