Quel che disgusta nelle religioni è il loro sforzo di legalizzare a ogni costo l'aspirazione illegittima a vivere.
Emil Cioran
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Quel che disgusta nelle religioni è il loro sforzo di legalizzare a ogni costo l'aspirazione illegittima a vivere.
Emil Cioran
Ciò che costituisce la sostanza della vita ordinaria, ciò che fa sì che gli uomini si comprendano e si odino, persistano nell'essere e prendano gusto alle apparenze, individualizzandosi nel mondo, è la meschinità - fondo eterno del loro respiro. La «virtù» è insipida e inverosimile; è a-storica e irreale. Gli esseri si trascinano in bassezze che compongono il loro dramma. Una volta soppresse, nel verme umano non resta più nulla di appassionante. L'invidia, l'avarizia, l'operosità, la superbia - semplici variazioni della stessa caduta essenziale! La meschinità è il sale della vita. È unicamente la sua soppressione, tramite la sofferenza provocata dal suo rifiuto, a rendere interessanti gli individui virtuosi. Chi oserebbe, conoscendo i propri simili, parlare di una grande anima? Una cosa del genere è inverosimile. Nelle opere di fiction, nel romanzo e nel dramma, tutto quel che non è sozzura morale è soporifero. L'irrealtà del bene e della benevolenza non produce alcuna fascinazione. Gli elementi costitutivi del male sono identici a ciò che è reale e veridico negli atti dell'uomo. Tutto ciò che richiama l'istinto di conservazione rende l'uomo qualcosa di essenzialmente diverso dalla possibile somiglianza all'immagine e all'icona di Dio. La vita si può manifestare solo attraverso le meschinità dell’anima.
Emil Cioran
Una via di uscita
Spesso, nella diffusa consapevolezza che stiamo vivendo la fine di una cultura, si affaccia l’esigenza – o la speranza – di un nuovo inizio, che, cioè, dopo il crollo di una lunga tradizione, una nuova e più viva venga prima o poi in essere. Contro questa ingenua aspettativa, occorre ricordare che non di un nuovo inizio abbiamo bisogno, ma di una via di uscita. Ammesso che un nuovo inizio fosse possibile, tutto allora ricomincerebbe come prima, magari con idee e progetti diversi, ma pur sempre entro il solco di un’epoca storica e di una tradizione in qualche modo omogenee alla precedente. Dopo il collasso della storia dell’Occidente, l’ultima cosa che possiamo volere è una nuova epoca storica, vogliamo piuttosto farla finita con le epoche, uscire una volta per tutte e non semplicemente ricominciare. Uscire verso dove? Non possiamo dirlo, ma questo è bene, il nostro silenzio è più prezioso delle chiacchiere sui caratteri di un improbabile futuro, che tradiscono la loro solidarietà col passato ripetendo formule stantie come «nuovo o post- o transumanesimo». Come dice la scimmia della Relazione accademica, che è diventata qualcosa di radicalmente altro: «Non volevo la libertà, soltanto una via di uscita».
Giorgio Agamben, 6 luglio 2026
Isabelle Huppert, Tuscany, Italy by Marianne Rosenstiehl, 1995
Gian Maria Volonté at home, 1980
Le jardin qui bascule (Guy Gilles, 1975)
Le 17ème ciel (Serge Korber, 1966)
A parte la musica...
Immagine: Jaume Plensa, Autorretrato con música (estudio), 2018. Materiale: Acciaio. Foto scattata da RobbieBi presso il 'Centro de Arte Hortensia Herrero' a Valencia, 30 gennaio 2026.
A parte la musica, tutto è menzogna, anche la solitudine, anche l’estasi. La musica è precisamente l’una e l’altra in meglio.
E. M. Cioran, [Aveux et Anathèmes, 1987], Confessioni e anatemi, Milano, Adelphi, 2007 [Trad. M. Bortolotto]
Dennis Hopper, May 17, 1936 - May 29, 2010.
With Bruno Ganz in Wim Wenders’s The American Friend (1977).
Il Fiore delle Mille e Una Notte (1974) Pier Paolo Pasolini
La certosa di Parma (Mauro Bolognini, 1982, episode 4)
Happy 69th, Richard E. Grant.
With Paul McGann during the making of Bruce Robinson’s Withnail and I (1987).
L’infanzia di Adamo
Non si comprende la concezione che la nostra cultura si fa dell’essere umano se non si ricorda che alla sua base sta un uomo senza infanzia: Adamo. Secondo la narrazione della Genesi, l’uomo che il Signore crea e pone nel giardino di Eden è un adulto, a cui Egli parla e dà dei comandi e per il quale crea una compagna perché non sia solo. E soltanto un adulto, e non certo un in-fante, poteva dare un nome a tutti gli animali del giardino.
Non stupisce che un essere senza infanzia non possa rimanere innocente e sia fatalmente destinato alla colpa e al peccato. Forse il pessimismo che condanna l’Occidente cristiano a rimandare sempre al futuro felicità e compimento proviene da questa singolare carenza, che fa di Adamo un essere costitutivamente privo d’infanzia. Ed è forse per questa mancanza più originale di ogni peccato che, da una parte, l’infanzia è per ciascuno di noi il luogo della nostalgia dell’impossibile felicità e, dall’altra, nell’organizzazione sociale, una condizione difettiva, che bisogna ad ogni costo disciplinare e ammaestrare. E se la psicanalisi vede nel bambino il soggetto nascosto di ogni nevrosi, ciò è forse proprio perché da qualche parte agisce in noi il paradigma adamitico di un uomo senza infanzia.
Ciò significa che la guarigione della malattia dell’Occidente – cioè di una cultura adulta che, reprimendo l’infanzia, finisce per condannarsi alla puerilità – sarà possibile solo se saremo capaci di restituire a Adamo la sua infanzia.
Giorgio Agamben, 13 aprile 2026
William Holden, April 17, 1918 – November 12, 1981.
With Nancy Olson on the set of Billy Wilder’s Sunset Boulevard (1950)
Michel Blanc, April 16, 1952 – October 3, 2024.